toggle menu
QS Edizioni - mercoledì 13 novembre 2019

Lettere al Direttore - Marche

I medici del 118 non si possono pagare a prestazione

Gentile Direttore,
in tutta la Regione Marche il rischio della de-medicalizzazione forzata dell’emergenza extraospedaliera è alle porte. In quasi tutte le postazioni di 118 della Regione a fronte di un fabbisogno di un organico pari a 5,5 unità, il numero medio attuale di unità presenti è di 4 /3.5 medici. Alcune postazioni Potes hanno solo 3 medici, che devono garantire una copertura H24. La postazione territoriale dell'emergenza sanitaria (Potes) di Cagli e quella di Urbino, come quella di Arcevia, sono quasi del tutto demedicalizzate. Queste postazioni sono coperte solo parzialmente e in maniera ormai continuativa dai medici della postazione di Senigallia, anch’essa sotto-organico, e altre postazioni della Regione hanno turni senza medici, sebbene cha la delibera regionale prevede un medico H 24(DGR 22 febbraio N° 139).
 
A nulla sono valse le proteste dei sindaci dei comuni marchigiani che oltre a trovarsi con i piccoli ospedali chiusi, si ritrovano anche senza medici sulle ambulanze.
 
Molti medici stanno svolgendo un numero di ore fuori da qualsiasi logica lavorativa, arrivando ad oltre le 204 ore mensili, alle quali si aggiunge anche altre pratiche scorrette in alcune realtà sanitarie. L’Area Vasta, infatti, considera le ore di ferie a parte e non facenti parte del monte-orario mensile, come se questi medici non avessero diritto al riposo, garantito dalla Costituzione italiana a tutti i lavoratori.
 
Ma dopotutto anche la Corte Suprema di Ancona (sentenza n.229/2019) considera i medici convenzionati del 118 dei parasubordinati, ai quali non vanno applicati i diritti tipici dei lavoratori dipendenti perché’ assimilati ai lavoratori autonomi.
 
I medici del 118 sono rimasti amareggiati e delusi dalla giurisprudenza regionale, che non è stata in grado di capire la reale sostanza delle richieste dei medici. Stesso discorso vale per quanto riguarda le determina ASUR e in particolare la determina 08 /05/2019 numero 245 che considera questi medici alla stregua delle prostitute, monetizzando le loro prestazioni nei pronto soccorso, pagandoli a 10 euro per paziente trattato e chiuso.
 
Come se non bastasse alcune aeree vaste della Regione stanno proponendo ai medici contratti di natura libero-professionale calpestando il contratto di convenzione e gli accordi sindacali che ne derivano, delegittimando l’attività sindacale. In particolare l’Area Vasta 3 della Regione ha da ultimo siglato un accordo quello del 29 settembre scorso, firmato dai rappresentanti medici di medici generale che non rappresentano la categoria dei medici del 118, in base al quale i medici sono invitati a dare la disponibilità a lavorare nei punti di primo soccorso, nei pronto soccorso e in turni extra.
 
In pratica la volontà dell’ASUR Marche è quella di mettere da parte i sindacati e chiamare in causa i singoli medici, è follia allo stato puro, perché’ significa aprire la strada alla vera e propria libera professione del medico, non più salvaguardata dal sindacato; questo proposito rientra in un nuovo disegno Asura, quello di privatizzazione del sistema 118.
 
ASUR si muove per distruggere la contrattazione sindacale; non più i sindacati che contrattano l’attività del professionista, ma ai singoli medici viene offerta singolarmente l’incarico, pena la mancata possibilità di lavoro.
 
Il rischio che i cittadini marchigiani si ritrovino senza medico sulle ambulanze è molto alto, così non solo è potenzialmente compromessa l’assistenza sanitaria avanzata sul territorio ma anche la funzionalità delle reti cliniche tempo dipendenti (ovvero la rete dell’ictus, quella dell’infarto miocardico, del trauma grave) perché senza medico sulle ambulanze non potranno essere realizzate.
 
Di fronte a questo allarme già più volte lanciato da Sindacato Medici Italiani, anche nelle recenti audizioni in Commissione Sanità, la Giunta Regionale è assente, incapace di dare una risposta adeguata proponendo in termini di efficienza e di efficacia la riorganizzazione del servizio 118.
 
I medici del 118 sono stufi di un contratto che non ha senso e cioè quello della convenzione, tipico della medicina generale; sono stufi di essere presi in giro dai vari direttori di zona, nonché’ dai direttori generali ASUR che tutto hanno fatto, incluso quello di incassare premi anche per essere riusciti a tagliare i budget, come quello della medicina convenzionata in area vasta 1.
 
Così senza ulteriori tutele i medici si spostano verso attività lavorative più remunerative, meno rischiose e con contratti migliori. Da ultimo, per la carenza di personale medico nei pronto soccorso la Regione Marche ha indetto un concorso nel ruolo della dirigenza a tempo determinato per medici senza specializzazione alcuna ma con solo con tre anni di attività nei servizi dell’emergenza extraospedaliera. Parecchi giovani medici hanno lasciato il servizio 118 per spostarsi a lavorare nei pronto soccorso con un contratto che offre loro quelle tutele che non avrebbero mai ottenuto continuando a lavorare nel servizio 118.In pratica il medico, anche senza titoli, ma purché’ lavori nei pronto soccorso ha diritto ad un contratto equo, ma se sceglie di rimanere nel 118 si deve accontentare del contratto della convenzione.
 
Se la Regione Marche volesse , volti pagina e dia inizio ad una nuova fase, quella del medico di ruolo unico PS/118; ASUR cessi di proporre accordi ai singoli medici, perché’ in questo modo si agisce con condotta antisindacale, distruggendo il sistema di emergenza pubblico e aprendo la strada alla privatizzazione. I marchigiani non aspirano ad avere le ambulanze con medici privati, che magari provengono dalle cooperative. Questa è la tendenza a cui sta andando il servizio 118 nelle Marche. Lo SMI farà di tutto per impedirlo.
 
Santina Catanese
Responsabile Marche Medici 118 del Sindacato Medici Italiani
8 ottobre 2019
© QS Edizioni - Riproduzione riservata