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QS Edizioni - venerdì 10 luglio 2020

Regioni e Asl - Marche

Nuove polemiche sull’ospedale Covid di Civitanova. Sindacati medici contro i trasferimenti imposti di personale

immagine 21 maggio - Anaao e intersindacale Asur alzano un muro contro le disposizioni ricevute per il trasferimento di Dirigenti nella nuova struttura, nata già tra le polemiche perché considerata un’opera non necessaria. L’Intersindacale Asur preannuncia che tutte le disposizioni contrarie al contratto verranno passate al vaglio delle segreterie sineacali “per le opportune tutele assicurative e gli aspetti legali previsti dallo Statuto dei Lavoratori”. L’Anaao chiede alla Regione di “lasciare la struttura in stand-by pronta per una eventuale ripresa dell’epidemia di Covic”.
“La ferma presa di posizione di 232 anestesisti marchigiani a dire NO ad essere di fatto ‘precettati’, e dunque sottratti dalla pianta organica del loro ospedale per essere destinati al Covid Hospital di Civitanova M., auspichiamo che induca il governo regionale a riflettere seriamente sulle proprie scelte”. A dirlo, in una nota, è Oriano Mercante, Anaao Assomed Marche, che, spiegando ci essere a fianco dell’Aaroi in questa battagli, ribadisce la propria disapprovazione per la scelta di proseguire “il percorso dell’astronave di Civitanova”.

Per l’Anaao, “a quegli eroi ai quali è stato chiesto di mettere a rischio la propria vita per adempiere al proprio lavoro ora non si può chiedere di piegarsi ad una tacita obbedienza”. “La nostra proposta – spiega Mercante – è di lasciare la struttura in stand-by pronta per una eventuale ripresa dell’epidemia di COVD-19 agevolando un ritorno alla normalità per le prestazioni sanitarie fino ad ora tralasciate per far fronte all’epidemia, senza trasferire al Covid Hospital i pochi (per fortuna) pazienti che ancora necessitano di cure intensive o sub-intensive perché contagiati”.

“Dal punto di vista sindacale – conclude Marco Chiarello – siamo favorevoli alla veloce convocazione di una riunione congiunta delle due intersindacali presenti, quella cosiddetta Cosmed e quella a guida Cimo, che risponda alla richiesta di riunirsi in incontro intersindacale unitario auspicato dai 232 colleghi”.

Sulla questione è intervenuta anche l’Intersindacale Asur della Dirigenza veterinaria, medica e sanitaria (Fvm, Uil, Fassid, Fesmed, Cisl, Cgil, Anpo e Cimo) che, in 6 punti, esprime tutta la propria contrarietà all’informativa ricevuta dalla Dg Nadia Storti il 15 maggio riguardante i dirigenti sanitari da inviare al Fiera Covid di Civitanova Marche.

La prima considerazione è che, “ancorchè in una situazione di emergenza, nessun ordine di servizio o missione di servizio o disposizione di carattere organizzativo aziendale/area vasta può essere emanata in modo da derogare unilateralmente sia al Regolamento sulle Relazioni sindacali che all' art. 4 del CCNL 2016-2018 , che prevedono sempre una informazione preventiva su tali materie (art.4 comma 4)”, spiega l’intersindacale.

La seconda considerazione è che "la struttura Fiera Covid di Civitanova Marche , non può essere definita come ‘una struttura temporanea di degenza e terapia intensiva organizzata per intensità di cure’ in quanto giuridicamente nella Regione Marche tale modalità di assistenza ospedaliera non esiste né è stata mai codificata da nessuna Legge regionale e da nessuna Linea guida regionale o DGRM , caso mai si sarebbe dovuto dichiarare secondo il ns. modesto parere che veniva attivato un padiglione ospedaliero o una palazzina distaccata dell'ospedale di Civitanova, costituito da alcune strutture U.O.C. per rispondere temporaneamente all'emergenza Covid-19 , provvedendo nel contempo eventualmente ad accreditarlo”.

La terza considerazione è che "nella nota vengono individuate alcune figure di Direttori di U.O.C. , definite con un termine che giuridicamente e contrattualmente non esiste cioè i cosiddetti ‘responsabili’: Responsabile igienico organizzativo di struttura ; Responsabile rischio clinico ; Responsabile  clinico     moduli  intensivi ; Responsabile clinico    moduli    semi-intensivi ; Responsabile clinico riabilitazione ; Responsabile professioni sanitarie area infermieristica ;Responsabile professioni sanitarie area tecnica ; Responsabile professioni sanitarie area riabilitativa”.

Inoltre si fa notare che “la scelta delle unità da inviare al FIERA COVID di Civitanova Marche riguardante i Direttori di U.O.C. , dirigenti sanitari e personale del comparto viene rimessa alla singola Area Vasta, dichiarando che è necessario il rispetto delle prerogative contrattuali , cosa di cui non si vede traccia nella lettera inviata come ordine di servizio ai colleghi dal Dr. Zamponi Direttore di Dipartimento ff nominato illegalmente senza elezione , il quale comunque per il suo ruolo non ha nessun titolo per dare ordini o disposizioni ai dirigenti che dipendono da altri Direttori di U.O.C. ,: ancora una volta la pezza è peggiore del buco”.

La quarta considerazione è di natura contrattuale: “Non risulta presente nell'istituto proposto dall' ASUR per il trasferimento dei dirigenti cioè quello scelto ‘della missione di servizio’”, spiega al’intersindacale Asur. “Facciamo presente che le modalità previste dal CCNL , per cui un dirigente sanitario è chiamato temporaneamente a svolgere la propria attività lavorativa in una sede diversa da quella prevista dal proprio contratto individuale , si può ricondurre a due istituti : il primo è il comando e il secondo è la mobilità interna (volontaria o di urgenza). Nel nostro caso il trasferimento dalla originaria sede di lavoro, non può essere fatto utilizzando il comando, perché esso presuppone la non identità tra il soggetto che comanda e quello di destinazione (cosa che qui non c’è)”.

Per l’Intersindacale “è possibile utilizzare la mobilità interna intra o extra area vasta (volontaria o di urgenza) , perché è l' unico istituto che il CCNL ammette per destinare un soggetto temporaneamente ad altra sede aziendale di lavoro, ferma la area e la disciplina di appartenenza, tuttavia la mobilità di urgenza non può essere usata per un periodo superiore a 30 gg. , per sopperire a carenza di organico , e rispettando i carichi di lavoro istituzionali della U. O. C di provenienza Ciò comporterebbe il riconoscimento oltre che delle indennità legate alla prestazione lavorativa (indennità guardia , ,reperibilità, straordinario, ecc ) anche il rimborso delle spese di trasferta , come previsto comma 1 dell' art. 80 del CCNL 2016-2018 “ comma 1 - Al personale dirigente comandato a prestare la propria attività lavorativa ….…......dalla ordinaria sede di servizio …..… compete “ che definisce le modalità con cui il dirigente viene retribuito ma ciò solo per periodi superiori a 30 gg”.

La quinta considerazione di natura sindacale è che "l'Asur non ha mai coinvolto nella progettazione , organizzazione e reclutamento del personale per il FIERA COVID di Civitanova Marche , le OO.SS. della dirigenza medica veterinaria e sanitaria , scegliendo sempre il profilo della autoreferenzialità : prima proponendo la mobilità volontaria con pagamento di prestazioni aggiuntive , ottenendo il rifiuto di tutto il personale e adesso proponendo lo spostamento piu' o meno volontario con l'istituto “ della missione di servizio” per periodi minimi di un mese , senza alcun ordine di servizio scritto personale , in difformità dal comma 3 dell’art. 16 del CCNL 10.02.2004 ( articolo che non è stato disapplicato dal CCNL 2016 – 2018) , senza indicare il compenso per tale eventuale responsabilità e con quali risorse economiche i dirigenti saranno remunerati. Tutto ciò potrebbe comportare un ulteriore depauperamento dei Fondi contrattuali dei dirigenti sanitari , per cui sarebbe stato ed è indispensabile definire in contrattazione integrativa , le risorse economiche per questo progetto del costo previsto di circa 1 milione al mese, le quali devono essere imputate ai finanziamenti dedicati dal governo per l'emergenza COVID -19”.
 
L’Asur e le Aree Vaste sono perciò state diffidate “dall’operare in modo difforme da quanto previsto dalle norme contrattuali e di rispettare il Regolamento per le relazioni sindacali in vigore , poiché tra le materie soggette a informazione e confronto di cui al comma 4 dell'art.4 del CCNL 2016- 2018 , si rammenta che vi sono l'orario di lavoro e la mobilità interna e esterna ( da svolgersi con un preavviso di 7 gg lavorativi  e effettuato tra coloro che ne hanno titolo cioè le Aree vaste e le delegazioni trattanti e non con l’Asur)".

Sesta ed ultima considerazione: “si fa presente che l’Amur e le Aree Vaste devono inoltre ottemperare al rispetto di specifiche disposizioni di legge , per cui devono trasmettere tutte le notizie inerenti il rischio biologico dei lavoratori (Titolo X ) previste dal Dlgs. n.81 /2008 cioè fornire " dati ed elementi conoscitivi (…) ai soggetti sindacali, al fine di consentire loro di prendere conoscenza della questione rischio biologico e di esaminarla " al fine della tutela della sicurezza e della salute dei medici, come di tutti gli altri operatori sanitari direttamente coinvolti nell'emergenza COVID-19”.

“Quello del COVID Hospital di Civitanova Marche è un progetto complesso - prosegue l’intersindcale Ausr - , la cui realizzazione senz'altro rientra tra le "modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori ", in conseguenza delle quali è necessario che sia stata preventivamente rielaborata la relazione sulla Valutazione dei rischi (art. 29 comma 3 Dlgs 81/08) prima di inviarci i lavoratori . Di detta rielaborazione e del conseguente aggiornamento delle misure di prevenzione e protezione di cui all' art. 18 comma 1 lettera z del Dlgs 81/08 , è necessario che questo sia stato riportato nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) adottato e sottoscritto dal datore di lavoro cioè dalla dr.ssa Nadia Storti e inviato ai sindacati . Ma di ciò noi non abbiamo avuto notizia”.

L’Intersindacale preannuncia, quindi, che “tutte le disposizioni contrarie al CCNL verranno reiterate dai dirigenti sanitari coinvolti e poi passate al vaglio delle Segreterie regionali per le opportune tutele assicurative e gli aspetti legali previsti dallo Statuto dei Lavoratori. Di tanto, per quanto di rispettiva competenza, sono stati già informati i Sig. Prefetti delle Provincie interessate ed il locale Ispettorato Provinciale territoriale del Lavoro”.
21 maggio 2020
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