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QS Edizioni - martedì 28 gennaio 2020

Regioni e Asl

FVG. La riforma sanitaria è legge. Si punta sul territorio e su una rete ospedaliera hub & spoke. IL TESTO

immagine 6 dicembre - Con 27 voti favorevoli del centrodestra, e 18 no delle opposizioni, il ddl 70 è diventato legge. Asl ridotte, rete ospedaliera basata su un modello hub e spoke, potenziamento delle cure intermedie e primarie, valorizzazione del ruolo delle farmacie, che diventano "Punti Salute". Fedigra: “Frutto di ascolto e condivisione, è un atto di grande serietà che libera la sanità dall’invasione politica”. Ma per il Pd “tutto va in mano alla Giunta e alle decine di delibere o atti aziendali cui la legge rinvia”. IL TESTO
Approvata, nella scorsa notte, dopo due giorni di discussione, la nuova riforma sanitaria del Friuli Venezia Giulia. Con 27 voti favorevoli del centrodestra, e 18 no di Pd, Cittadini, Patto per l'Autonomia, Open Sinistra FVG, Movimento Cinquestelle e di Walter Zalukar del Gruppo Misto, il ddl 70 (Riorganizzazione dei livelli di assistenza, norme in materia di pianificazione e programmazione sanitaria e sociosanitaria e modifiche alla legge regionale 6/2006 e alla legge regionale 26/2015") è diventato legge.
 
Il testo preliminare era stato approvato a metà ottobre dalla Giunta. Ora il via libera dell'Aula con gli emendamenti presentati nel corso del dibattito.  Si tratta del secondo atto della controriforma sanitaria elaborata per fare tabula rasa dela riforma dell'ex giunta Pd di Debora Serracchiani. A dicembre, infatti, era stato approvata la legge sul nuovo "Assetto istituzionale e organizzativo del Ssr", che prevedeva, tra le altre cose, 
la creazione di un’Azienda regionale di coordinamento per la salute (Arcs), che dal 1° gennaio 2019 succederà all’Egas, poi tre Aziende di area vasta a ci si affiancheranno l’Irccs Burlo e l’Irccs Cro.
 
Con il testo approvato ieri si interviene invece sulla programmazione. Nel documento si fa riferimento all'integrazione sociosanitaria territoriale, al nuovo ruolo dei distretti, alla centralità delle farmacie nell'ambito dell'erogazione dei servizi e a una forte cooperazione tra le Aziende e i Comuni in un'ottica di prossimità alle esigenze dei cittadini. Ma, soprattutto, al ruolo attivo dei pazienti e delle famiglie per favorire il progetto personalizzato assistenziale e la domiciliarità dell'assistenza.
 
Tramite il modello hub & spoke, si pongono le basi per una progressiva differenziazione delle attività delle sedi ospedaliere, per evitare duplicazioni e sviluppare i settori per i quali si registrano fuga di pazienti o lunghe liste d'attesa.

Per ridurre le liste d’attesa e supportare il servizio pubblico dove necessario, è previsto che gli enti del Servizio sanitario possano destinare all'acquisto di prestazioni dai soggetti privati fino al massimo del 6% del finanziamento assegnato quale Fondo sanitario regionale di parte corrente.

Si lavorerà per garantire l’omogeneità del servizio dell’ex 118 su tutto il territorio regionale, affidandone il coordinamento all’Azienda regionale di coordinamento per la salute.

Ma si punterà anche sul territorio, potenziando l’assistenza domiciliare e intermedia.
 
Le farmacie convenzionate diventeranno  “punti di salute” diffusi su tutto il territorio (art. 21 della legge). A questo scopo si introducono percorsi formativi per i farmacisti, per rendere più efficace il loro ruolo. Le farmacie opereranno anche in collaborazione con medici di medicina generale e pediatri.

Fondamentale sarà il ruolo dei distretti, che supporteranno i cittadini nell'organizzazione dell'accesso a servizi e prestazioni.

E con un emendamento della Giunta inserito nel corso del dibattito in Aula, affronta anche la questione della carenza di medici specialisti prevedendo anche la possibilità di richiamare in corsia i medici in pensione.

I COMMENTI
 
“Questa riforma, frutto di ascolto e condivisione, è un atto di grande serietà perché impedisce che la sanità diventi preda di una concezione distorta del consenso elettorale, stabilendo che la politica stia fuori dalle decisioni tecniche e organizzative e rimanga correttamente nelle funzioni di indirizzo e controllo". È il commento del governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. Esprimendo soddisfazione per il voto favorevole dell'Aula, Fedriga ha sottolineato, in una nota, come con questo nuovo impianto normativo si riesca “finalmente” a “dare un ordine al sistema della sanità regionale attraverso la diminuzione del numero delle Aziende sanitarie”, che passano da 5 a 3 Aziende di area vasta, a cui si affiancheranno l’Irccs Burlo e l’Irccs Cro.

Cambia, secondo il governatore, anche il rapporto con il cittadino alle prese con un problema di salute in quanto, collegando operativamente la fase ospedaliera a quella sociosanitaria con il coinvolgimento dei distretti e dei Comuni, viene garantito un accompagnamento completo.

Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore alla Salute, nonché vicepresidente della Regione, Riccardo Riccardi. “Due sono i motivi che mi rendono orgoglioso di questa riforma della sanità regionale: la volontà espressa dalla maggioranza del Consiglio regionale di aprire una fase di confronto con lo Stato sulla compartecipazione finanziaria della spesa sanitaria e il voto unanime dell'Aula sulla parte relativa all'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate”, ha detto in una nota Riccardi.

L'assessore è intervenuto in merito ai rapporti con lo Stato sostenendo che “Roma non può continuare a stabilire i criteri facendo pagare alla Regione i costi della sanità, negoziando invece con le altre Regioni risorse superiori a quelle stanziate per il Friuli Venezia Giulia”.


Commentando l'articolato della riforma relativo all'inserimento delle persone svantaggiate, il vicegovernatore ha sottolineato il ruolo attribuito in questo ambito alla cooperazione sociale “che, in questo modo, potrà assumere dando piena dignità retributiva al lavoro di cittadini che vengono seguiti nella loro condizione di difficoltà, creando le giuste condizioni di indipendenza e di inclusione indispensabili a garantire un miglioramento della qualità della vita".
 
"È una riforma - ha evidenziato Riccardi - che guarda al tema della salute, non solo a quello prettamente sanitario, in quanto costruisce una catena che si allunga e affronta la fase della presa in carico e, quindi, dell'integrazione sociosanitaria. Credo - ha concluso il vicegovernatore - che adesso possano esserci le migliori condizioni per partire con un lavoro nuovo, attraverso le tre nuove aziende e i nuovi direttori generali”.

Diversa la posizione del segretario regionale Pd Cristiano Shaurli, secondo il quale la sanità è tutt’altro che liberata dalla politica. “La verità di questa riforma - afferma in una nota - è che tutto va in mano alla Giunta e alle decine di delibere o atti aziendali cui la legge rinvia. Sì tengono le mani libere e così evitano responsabilità e critiche per scelte che semplicemente rimandano”.

“L'assessore Riccardi ha proclamato in aula - prosegue Shaurli - che la politica faceva un passo indietro, che il Consiglio (dopo aver chiuso il punto nascita di Palmanova) non deve fare scelte gestionali che spettano ai tecnici. Invece ci saranno decine di delibere di Giunta che andranno a incidere la carne viva della nostra sanità e dei nostri territori. E sono sempre più convinto - precisa il segretario dem - che anche qua le decisioni le prenderà solo e soltanto la Lega”.

Il segretario Pd attacca ancora: “Ci fanno una roboante narrazione della presa in carico individuale su cui si potrebbe anche concordare ma non si capisce come i distretti l'attueranno, con quale autonomia e con quali risorse e soprattutto con quale rapporto con i dipartimenti distrettuali. Lo stesso Riccardi ammette che non saranno nei territori ma centralizzati, con il rischio che gli anziani di Taipana o delle Valli del Natisone debbano andare a Udine - conclude - anche per l’erogazione dei più banali servizi distrettuali”.

Critiche anche dal consigliere regionale di Open Sinistra FVG, Furio Honsell, secondo il quale “è stato possibile ottenere l'approvazione di una serie di cinque di emendamenti volti ad affermare alcuni concetti che consideriamo di centrale importanza”, ma “gli emendamenti approvati e la migliore capacità di ascolto non eliminano il giudizio complessivamente negativo su un disegno di legge che sembra essere animato essenzialmente da una volontà di smantellamento nominalistico dell'esistente più che di aggiustamento dei punti critici”.

"Siamo davanti a una mera manifestazione d'intenti - afferma Honsell -, priva di indicatori chiari e oggettivi per una valutazione razionale dell'efficacia delle politiche, quali continuità assistenziale, livello di affollamento dei pronto soccorsi, controllo dell'uso degli antibiotici e contrasto dell'antimicrobial resistence che presenta, come in molti altri rilevanti atti legislativi, un eccesso di deresponsabilizzazione del potere politico che da un lato mostra i muscoli imponendo provvedimenti e forzando procedure e dall'altro delega quote di responsabilità politica ad altri soggetti creando un contesto ambiguo e confuso, dove non è chiaro chi fa e che cosa, che fa tornare in mente la celebre definizione della monarchia asburgica negli anni della sua decadenza: autoritarismo temperato dall’improvvisazione".

I PRINCIPALI EMENDAMENTI APPROVATI DAL CONSIGLIO
Il voto favorevole dell'Aula all'art. 2 (finalità) è arrivato dopo l'accoglimento di alcune modifiche proposte dai consiglieri e rimodulate dalla Giunta: "Una di queste - spiega l’ufficio stampa del Consiglio Regionale, che ha ricostruito i lavori - è firmata dal Pd per il riconoscimento del ruolo, oltre che della famiglia, anche della rete di supporto familiare; un'altra è del M5S che, tra l'altro, pone l'accento sulla promozione di forme di domiciliarità innovative, sulla riduzione dell'istituzionalizzazione di minori, anziani e persone con disabilità, inoltre su promozione della formazione permanente, coordinamento delle politiche sanitarie, ambientali e pianificatorie e sulla sostenibilità economica del SSR".

Sì anche alle modifiche proposte da Honsell (Open FVG) sull'equità in salute in modo da assicurare l'eliminazione di qualsiasi disparità nell'aspettativa di vita della popolazione regionale, con parità di accesso a tutti i cittadini al SSR, e sullo sviluppo di un sistema salute integrato affinchè il FVG possa diventare punto di riferimento nazionale e internazionale nell'attuare in modo innovativo la salute-in-tutte-le-politiche.

Emendamenti anche agli articoli dal 4 al 9, legati ai livelli di assistenza del servizio sanitario regionale e in particolare le norme che disciplinano integrazione e assistenza sociosanitaria, presa in carico integrata, accesso all'assistenza integrata, valutazione multidimensionale dei bisogni, progetto personalizzato, budget personale di progetto e budget di salute. Tra le modifiche accolte per il perfezionamento del testo c’è l'inserimento di coloro che si prendono cura dell'assistito nell'ambito della valutazione multidimensionale dei bisogni e il sostegno alla creazione di ambienti sostenibili e resilienti in relazione ai percorsi assistenziali integrati.

Ulteriori modifiche hanno riguardato l’articolo 18 sulle sedi distrettuali: l'emendamento firmato dai due relatori di maggioranza e poi sottoscritto da diversi consiglieri di vari Gruppi, stabilisce che - per sviluppare le reti per l'assistenza anche attraverso la valorizzazione dei servizi presenti sul territorio - presso la sede di Sacile sia assicurata la funzione di riabilitazione per favorire il processo di raggiungimento del migliore livello di autonomia possibile sul piano fisico, funzionale, sociale e relazionale. Inoltre, per iniziativa della Giunta, l'Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale, anche in collaborazione con la Scuola specializzazione in geriatria dell'università di Udine, avvia presso la sede di Cividale iniziative sperimentali per l'assistenza ai pazienti geriatrici o a persone affette da patologia cronica, per sviluppare specifiche strutture ambulatoriali, percorsi di cure domiciliari anche supportate da strumenti di telemedicina, e strutture innovative di assistenza intermedia.
 
All'art. 19, concernente le cure domiciliari, le modifiche dei M5S pongono l'accento sulla promozione dell'autonomia e del recupero funzionale, sui percorsi assistenziali a domicilio, sulla formazione e il sostegno organizzativo ai familiari e sulla condivisione delle informazioni attraverso la gestione informatizzata dei processi e dei percorsi della presa in carico. Sì a maggioranza dell'Aula agli articoli 20,21,22 e 23 che disciplinano le strutture di assistenza intermedia, farmacie convenzionate, il governo della presa in carico, norme legate all'assistenza distrettuale (Capo II del ddl 70) e il Dipartimento di prevenzione nell'ambito della prevenzione collettiva e sanità pubblica (Capo III ddl 70).

Su proposta della Giunta entrano in legge nuove norme dedicate alla promozione della salute che verrà sviluppata negli enti del Servizio sanitario regionale attraverso figure professionali dedicate e al benessere animale che persegue il miglioramento delle attività assicurate dai servizi veterinari pubblici regionali.
 
In merito alle strutture ospedaliere, un emendamento prevede che siano promossi e sostenuti dal SSR percorsi specificatamente strutturati di accoglienza e gestione delle persone con disabilità e dei loro familiari, e una modifica giuntale riguarda le reti tra presidi ospedalieri classificati in relazione ai livelli di complessità delle specialità cliniche presenti, e indica un bacino di utenza compreso tra 600 mila e 1 milione e 200 mila abitanti per i presidi ospedalieri di II livello.

Sulla carenza di medici specialisti, accolto  un emendamento aggiuntivo della Giunta che introduce un nuovo articolo in cui si prevede che, qualora la carenza di specialisti dovesse raggiungere livelli di particolare gravità, la Regione possa richiamare al lavoro i medici pensionati.

Approvati, poi, gli articoli dedicati a presidi ospedalieri di base, di I e II livello e specializzati. In merito a questi ultimi, modifiche giuntali stabiliscono che essi assicurano funzioni "hub" per il territorio regionale e che l'Istituto Burlo Garofolo e l'Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina assicurano la continuità assistenziale tra ospedale e territorio anche attraverso specifici modelli organizzativi. Inoltre, l'Istituto di medicina fisica e riabilitazione "Gervasutta" assicura la definizione, lo sviluppo e il monitoraggio del progetto di assistenza e riabilitazione a favore di persone affette da mielolesione che accedano ad altre strutture pubbliche o private.
 
Per quanto concerne le farmacie, per iniziativa di Ivo Moras (Lega) e Mara Piccin (Fi) si introducono percorsi formativi per i farmacisti delle farmacie convenzionate che assumono la funzione di 'punti salute' distribuiti sul territorio. Nel dettaglio, ha spiegato Piccin, “i farmacisti del Friuli Venezia Giulia saranno coinvolti in percorsi formativi regionali e aziendali, per rendere efficace il loro nuovo ruolo assegnato dalla riforma sanitaria voluta dal centrodestra, ovvero quello di fornire servizi di prossimità in collaborazione con medici di medicina generale e pediatri, divenendo le farmacie punti di salute diffusi, oltre che di distribuzione di farmaci". Riconoscere il ruolo di presidi di salute delle farmacie convenzionate, per Piccin e Moras, “è quanto mai positivo, perché consente di dare risposte rapide ai bisogni più immediati dei cittadini, ma è opportuno prevedere momenti formativi per i farmacisti che vi operano. In virtù dell'emendamento, questi percorsi formativi saranno attivati”.

L'Aula ha approvato l'art. 28 (reti per l'assistenza) e 29 riguardante l'organizzazione al loro interno, dicendo poi sì anche al 30, sul sistema di emergenza-urgenza territoriale, corredato da modifiche della maggioranza e giuntali con cui si stabilisce che "al fine di addivenire a una maggiore appropriatezza della presa in carico del paziente a medio-bassa criticità e per ridurre i tempi di attesa, gli enti del SSR, in relazione alle strutture di pronto soccorso, possono organizzare percorsi differenziati in base ai codici di accesso".

E' stato poi votato, in una versione interamente riformulata dalla Giunta, l'articolo 17 inerente il dipartimento delle dipendenze e della salute mentale (DDSM), che era stato temporaneamente accantonato. Si stabilisce che il DDSM è costituito da strutture aziendali, individuate da ciascun ente del SSR, che si fanno carico della domanda di assistenza alla persona con dipendenze anche comportamentali e con disturbi mentali, ed è articolato attraverso attività, servizi e prestazioni per l'assistenza domiciliare, ambulatoriale, semiresidenziale, residenziale e ospedaliera. Le funzioni del DDSM sono organizzate in due aree professionali autonome, una per le dipendenze e una per la salute mentale.

Quanto ai privati, con un emendamento della Giunta si specifica che gli accordi contrattuali con i soggetti erogatori privati accreditati sono finalizzati al contenimento dei tempi di attesa, all'integrazione dell'attività di ricovero, e a supportare il sistema pubblico di assistenza in aree territoriali di difficile sostenibilità. Gli enti del Servizio sanitario nazionale potranno destinare all'acquisto di prestazioni dai soggetti privati fino al massimo del 6% del finanziamento assegnato quale Fondo sanitario regionale di parte corrente.

Ulteriori disposizioni di iniziativa giuntale, sottoscritte dai Gruppi di maggioranza, da M5S e Open Sinistra FVG, definiscono gli indirizzi per la formazione, la valorizzazione e la responsabilizzazione del personale per migliorarne la professionalità e la qualità dei servizi.
6 dicembre 2019
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