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QS Edizioni - domenica 20 settembre 2020

Regioni e Asl

Omceo Torino: “All’estero epidemia sottovalutata, medici censurati e senza difesa”

immagine 26 maggio - L’Ordine commenta le notizie sulla gestione dell’emergenza in alcuni paesi stranieri, esprimendo solidarietà per i colleghi. “In Iran, ci è stato evidenziato da colleghi iraniani che lavorano a Torino, l’epidemia è stata prima negata e poi affrontata con ritardo pesantissimo e in modo parziale”. Lì “medici e operatori sanitari, a cui è stato imposto il silenzio, sono i primi a essere senza difesa di fronte al virus, e continuano a pagare un prezzo molto alto in termini di salute, così come tutta la popolazione, penalizzata dall’atteggiamento delle autorità”.
“La mancata diffusione delle informazioni necessarie, la sottovalutazione del problema, la censura sulle reali proporzioni dei contagi e dei morti sono tre azioni assolutamente deleterie da compiere nel corso di una pandemia come quella di Coronavirus. Eppure è quello che sta accadendo da mesi in alcuni paesi del mondo, dove l’epidemia viene costantemente sottodimensionata per interessi politici ed economici di governi molto meno preoccupati, invece, delle pesanti ricadute in termini sanitari per la popolazione”. Ad esprimere preoccupazione è l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Torino, che in una nota esprime “solidarietà ai medici che hanno affrontato e affrontano questa emergenza con una difficoltà superiore rispetto ad altri paesi, determinata proprio da queste specifiche situazioni politiche e sociali”.

“Ci sono casi come il Brasile - si legge nella nota Omceo -, ad esempio, come altri paesi del Centro e Sud America, come la Russia. C’è in particolare il caso dell’Iran, che ci è stato evidenziato da colleghi iraniani che lavorano a Torino, in cui sostanzialmente l’epidemia è stata prima negata e poi affrontata con ritardo pesantissimo e in modo parziale, contribuendo ad aggravare una situazione già molto complicata anche a causa di un sistema sanitario arretrato rispetto alle realtà più moderne”.

“Ancora adesso in Iran - spiega l’Omceo sulla base di quanto riferito dai colleghi iraniani - non è possibile conoscere il numero delle persone contagiate e delle persone morte per Covid-19. Ad oggi si stima che i dati comunicati ufficialmente, circa 135.000 contagi e 7.000 decessi, siano dalle 5 alle 10 volte inferiori a quelli reali. Medici e operatori sanitari, a cui è stato imposto il silenzio, sono i primi a essere senza difesa di fronte al virus, e continuano a pagare un prezzo molto alto in termini di salute, così come tutta la popolazione, penalizzata dall’atteggiamento delle autorità".
26 maggio 2020
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