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QS Edizioni - venerdì 14 agosto 2020

Regioni e Asl

Coronavirus. Smi Lombardia denuncia: “A Bergamo ora si sanzionano i medici”

immagine 6 luglio - Il medico sarebbe stato sanzionato dagli ispettori dell’Ats perché “non aveva la porta chiusa, né il citofono allo studio. In sala di attesa vi era una persona  venuta senza appuntamento e non aveva misurato la temperatura”. Per lo Smi “deve finire questo clima di caccia al medico” perché “le responsabilità del disastro del Covid sono d’attribuire alla mala gestione dei decisori politici”. Annunciate pronte “se dovesse continuare questa propensione vessatoria contro la categoria medica”.
“Non solo morti, non solo non indennizzati, ma anche sanzionati!”. Così lo Smi Lombardia riferisce la vicenda di un medico di medicina generale di Bergamo che ha ricevuto una visita a sorpresa degli ispettori dell’ATS e da loro è stato sanzionato. I motivi della sanzione sono, riferisce lo Smi, che il medico “non aveva la porta chiusa, né il citofono allo studio. In sala di attesa vi era una persona  venuta senza appuntamento e non aveva misurato la temperatura”. Per lo Smi Lombardia "il fatto è molto grave  ed arriva pochi giorni dopo la mancata conferma del contratto del direttore  delle cure primarie della ATS  che ha coordinato i medici di MG  durante il disastro del Covid”.

“Se dovesse continuare questa propensione vessatoria contro la categoria medica   - afferma il sindacato - occorrerà valutare seriamente d’intraprendere tutte le azioni, compreso quello dello  sciopero con il coinvolgimento di tutte le organizzazioni di categoria, per riappropriarci del nostro lavoro e del nostro futuro”. Anche perché, spiega il sindacato, “siamo, invece, informati,  che tutti gli studi medici, in Lombardia, così, in tutto il Paese, sono a norma, forniti di campanelli, osservano le norme anti contagio stabilendo che i loro pazienti  possono recarsi ai propri studi previo contato telefonico ed appuntamento, con igienizzante e mascherine per tutti”.

“Non possiamo continuare a lavorare sotto i ricatti, dopo che abbiamo lavorato in condizioni difficili, contro l’ondata pandemica. Questo clima di caccia al medico deve finire. Le responsabilità del disastro del Covid , della mancata prevenzione, delle morti di tanti colleghi, dei decessi nelle case di riposo sono d’attribuire alla mala gestione dei decisori politici. Di questo vorremmo avere conto e non essere perseguitati” conclude la nota del SMI Lombardia.
6 luglio 2020
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