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QS Edizioni - domenica 24 marzo 2019

Scienza e Farmaci

Lo studio su Lancet. Un italiano di  75 anni ne dimostra biologicamente non più di 65

immagine 11 marzo - Chi vive in un Paese in via di sviluppo invecchia precocemente rispetto a chi nasce in un Paese industrializzato e la differenza d’età biologica può arrivare anche a 30 anni. Agli estremi della classifica, da un lato, giapponesi e svizzeri (a 76,1 anni ne dimostrano ancora 65 per quanto riguarda i DALY) e dall'altra Papua Nuova Guinea (a 45,6 anni hanno già ‘acciacchi’ e malattie di un 65enne). L’Italia si colloca all'ottavo posto: a quasi 75 anni, ne dimostriamo biologicamente ancora 65
A 65 anni ci si può sentire come un cinquantenne o come un ottuagenario. Il ‘fenomeno’ è sotto gli occhi di tutti e dipende sicuramente dai geni, ma anche dal contesto ambientale. La differenza tra età anagrafica ed età biologica è stata oggetto di uno studio scientifico condotto in varie nazioni del mondo e pubblicato su Lancet Public Health. L’analisi ha rivelato un gap di trent’anni tra le nazioni che si portano meglio gli anni e quelle che se li portano peggio: un 76enne giapponese presenta lo stesso livello di problemi di salute ‘tipici’ di un 65enne; ‘traguardo’ raggiunto ad appena 46 anni da un abitante di Papua Nuova Guinea.
 
“L’aumento dell’aspettativa di vita – afferma il primo autore dello studio, la dottoressa Angela Y. ChangCenter for Health Trends and Forecasts della University of Washington – può rappresentare sia un’opportunità, che una minaccia per il welfare complessivo delle popolazioni, a seconda dei problemi di salute correlati all’età che le persone sviluppano, indipendentemente dall’età anagrafica. Le patologie correlate all’età possono portare infatti al pensionamento anticipato, ad una contrazione della forza lavoro e ad un  aumento della spesa sanitaria. Le autorità governativa e gli altri stakeholderimplicati nei sistemi sanitari devono sapere a quale età le persone cominciano a risentire degli effetti negativi dell’invecchiamento”.
 
Per effetti ‘negativi’ correlati all’età in questa analisi si intendevano l’alterazione di una serie di funzioni biologiche e la perdita delle abilità fisiche, mentali e cognitive, risultanti da una serie di 92 condizioni analizzate (81 delle quali non comunicabili) e 6 diversi tipo di danno.
 
E’ questo il primo studio in assoluto  a fare un distinguo tra età biologica ed età anagrafica; tutti gli studi condotti in precedenza hanno preso in considerazione solo l’aumento della longevità. In questa analisi i ricercatori hanno misurato il ‘burden of disease’ correlato all’età, aggregando tutti i DALYs (Disability-Adjusted Life Years), cioè la perdita degli anni di vita in salute, derivanti da 92 patologie. Lo studio ha preso in esame i dati relativi a 195 nazioni nel periodo 1990-2017.
 
Bandierina nera  della ‘classifica’ stilata dai ricercatori americani, Papua Nuova Guinea, con il maggior tasso di problemi di salute correlati all’età e oltre 500 DALY/per mille adulti, quattro volte tanto quelli totalizzati dalla Svizzera con 100 DALY/per mille adulti. Nella parte centrale della classifica gli USA (53° posto) con 161,5 DALY/per mille adulti, che si collocano così tra Algeria (52° posto, 161 DALY/per mille adulti) e Iran (54° posto) con 164,8 DALY/per mille adulti.
 
L’Italia conquista un rilevante ottavo posto in questa classifica: un nostro connazionale a quasi 75 anni, ne dimostra biologicamente 65 per quanto riguarda i DALY accumulati.
 
Le patologie correlate all’età che maggiormente contribuiscono alla mortalità e all’accumulo dei DALY sono: cardiopatia ischemica, emorragia cerebrale e broncopneumopatia cronico-ostruttiva (BPCO).
 
La top ten delle nazioni più ‘giovanili’ del mondo (quelle che ‘dimostrano’ 65 anni, ad un’età più avanzata):
1. Giappone: 76,1 anni
2. Svizzera: 76,1 anni
3. Francia: 76 anni
4. Singapore: 76 anni
5. Kuwait: 75,1 anni
6. Corea del Sud: 75,1 anni
7. Spagna: 75,1 anni
8. Italia: 74,8 anni
9. Porto Rico: 74,6 anni
10. Perù: 74,3 anni
 
La top ten delle nazioni che si portano peggio gli anni (quelle che ‘dimostrano’ 65 anni, ad un’età più precoce):
1. Papua New Guinea: 45,6 anni
2. Isole Marshall: 51,0 anni
3. Afghanistan: 51,6 anni
4. Vanuatu: 52,2 anni
5. Isole Solomon: 53,4 anni
6. Repubblica Centrafricana: 53,6 anni
7. Lesotho: 53,6 anni
8. Kiribati: 54,2 anni
9. Guinea-Bissau: 54,5 anni
10. Stati Federati della Micronesia: 55,0 anni
 
Maria Rita Montebelli
11 marzo 2019
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