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QS Edizioni - mercoledì 30 settembre 2020

Scienza e Farmaci

Perdita di peso. Ecco quando è il caso di preoccuparsi. Primi allarmi dopo i 60 anni

immagine 27 settembre - Una perdita di peso improvvisa e non motivata da un calo dell’appetito, soprattutto in una persona di oltre 60 anni, dovrebbe far scattare nel medico l’allarme. Potrebbe trattarsi di un tumore, ma anche di tante altre condizioni che meritano di essere approfondite attraverso una serie di analisi. Un lavoro pubblicato su BMJ fa il punto su come indagare e gestire il paziente con perdita di peso in un contesto di cure primarie
La perdita di peso, soprattutto in un paziente sopra i 60 anni, può associarsi alla presenza di una neoplasia. Ma non è sempre così naturalmente, perché sono tante le condizioni che possono determinare un calo ponderale. Quando allarmarsi dunque? Un articolo su British Medical Journal, indirizzato ai medici di famiglia, fa il punto della situazione.
 
Per capire se la perdita di peso possa rappresentare motivo di preoccupazione e debba essere quindi oggetto di analisi approfondite, è necessario definirne l’entità, l’arco di tempo nel quale si è verificata ed eventuali segni e sintomi d’accompagnamento, suggestivi della presenza di una neoplasia. Particolare attenzione meritano i soggetti obesi, già di per sé ad aumentato rischio di cancro e nei quali è più difficile accorgersi di un calo ponderale.
In generale il calo ponderale è un sintomo che tende ad essere sottovalutato dal paziente e dai suoi familiari per lungo tempo. Rispetto ad altri segni e sintomi di neoplasia, questo è in assoluto quello più sottovalutato.
 
Quanti chili di peso perso (e in quanto tempo) devono far scattare l’allarme?
L’entità assoluta di perdita di peso che dovrebbe suggerire la presenza di una neoplasia non è chiaramente definita. Più significativa a questo riguardo sembra essere invece la percentuale di calo ponderale, rispetto al basale; la revisione sistematica degli studi selezionati suggerisce che un calo ponderale da considerare significativo è uno uguale o superiore al 5% rispetto al peso corporeo iniziale, nell’arco di 6 mesi; un dato congruo con quello ampiamente citato negli studi sui pazienti assistiti in contesti di cure secondarie, che lo indica in un calo ponderale del 5-10% nell’arco di 6-12 mesi.
 
Esiste un’età più a rischio?
Gli studi condotti in ambito di cure primarie indicano che 1 ultrasessantenne su 10 che si reca dal medico per calo ponderale riceverà in seguito una diagnosi di tumore (il rischio è del 3-7% tra le donne e dell’11-14% tra gli uomini). Il calo ponderale si può associare al tumore della prostata, del colon retto, del polmone, gastro-esofageo, pancreatico, al linfoma non Hodgkin, a quello dell’ovaio, del tratto renale, delle vie biliari, al mieloma.
 
Calo ponderale e rischio di tumore
Gli studi di coorte dimostrano che  i pazienti con perdita di peso hanno una probabilità da 1,6 a 12,5 volte maggiore di essere portatori di un tumore rispetto ai pazienti che non presentano calo ponderale. La perdita di peso è un segno predittivo di neoplasia anche dopo aver aggiustato per la presenza di altri sintomi; il calo ponderale è addirittura il secondo più importante predittore di tumore dopo: rettorragia nel tumore del colon retto, emottisi nel cancro del polmone; dolore costale nel mieloma; ittero nel cancro del pancreas; ematuria nei tumori delle vie urinarie. E’ infine il terzo più potente predittore di tumore nel caso del linfoma di Hodgkin e dei tumori gastro-esofagei.
 
Il calo ponderale si può verificare in qualunque stadio del tumore, non necessariamente in fase avanzata.
 
Valorizzare anche altri elementi, oltre al calo ponderale. Il caso della sarcopenia
Recenti studi di imaging hanno evidenziato che la sarcopenia (perdita di muscolo scheletrico) è suggestiva di cachessia nei pazienti con tumore non metastatico, a prescindere dalla presenza o meno di calo ponderale. Anche i biomarcatori di deterioramento (wasting) tessutale sono rilevabili nel sangue molto prima che il tumore del pancreas diventi clinicamente manifesto. Questi aspetti biochimici e radiologici della cachessia potrebbero essere utili nell’aiutare ad attribuire alla presenza di una neoplasia, il calo ponderale.
In attesa che ulteriori ricerche forniscano ulteriori chiarimenti sull’argomento, gli autori dello studio, citano una revisione sistematica del 2018 che indica come il calo ponderale consenta di prevedere la presenza di un tumore nei pazienti over 60, con una frequenza tale da rendere opportuno sottoporli a ulteriori indagini alla ricerca di una neoplasia.
 
E’ importante poi spiegare ai pazienti che una perdita di peso non volontaria non è normale e dovrebbe indurre a segnalarla al medico. Allo stesso tempo è bene rassicurarli del fatto che la maggior parte delle persone con calo ponderale non ha un tumore, anche se la possibilità esiste, soprattutto negli over 60 e che è comunque meglio effettuare ulteriori esami. Riferire la presenza di ulteriori sintomi, può infine aiutare il medico a circostanziare con maggior accuratezza la diagnosi.
 
Diagnosi differenziale della perdita di peso inaspettata
· Cause cardiovascolari: scompenso cardiaco terminale (cachessia cardiaca)
· Cause endocrine: insufficienza surrenalica, diabete, ipertiroidismo
· Cause gastro-intestinali: diarrea, colite, malassorbimento , ischemia mesenterica
· Cause infettive: infezione cronica (HIV, tubercolosi)
· Cause oncologiche: tumori solidi (più raramente tumori ematologici)
· Cause iatrogene: anti-depressivi, anti-epilettici, ansiolitici, diuretici, lassativi, stimolanti
· Cause neurologiche: demenza, sclerosi multipla, patologie neuromuscolari, Parkinson, ictus
· Cause psichiatriche: anoressia nervosa, sindrome ansiosa, bulimia, depressione
· Cause renali: insufficienza renale terminale (cachessia uremica)
· Cause polmonari: BPCO, interstiziopatia, vasculiti
· Cause reumatologiche: artrite reumatoide
· Cause sociali: abuso di bevande alcoliche, uso di oppiacei, scarsa igiene orale, povertà, tabagismo
 
Maria Rita Montebelli
27 settembre 2019
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