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Covid. Marche, l’Intersindacale medica pronta alla mobilitazione

Centrale il problema della carenza di professionisti che, spiega l’Intersindacale, che “non è solo attuale, ma presente da ben prima dell'inizio dell'emergenza Covid”. Per i sindacati “il fallimento della politica di intermediazione tra le Amministrazioni ed i rappresentanti sindacali dei Dirigenti Medici Veterinari e Sanitari non potrà che condurre ad iniziative di mobilitazione ed, eventualmente, sino a giungere a quelle di tipo giudiziario”.

24 GEN - L'Intersindacale Regionale delle sigle rappresentanti i Dirigenti Medici Veterinari e Sanitari del SSR delle Marche (Fassid, Fesmed, Cisl Medici, Cgil, Anpo, Uil e Cimo) sono pronti alla mobilitazione contro la carenza di professionisti nel sistema sanitario regionale, divenuto ormai insostenibile. “Denunciamo da anni le gravi carenze di personale, ormai endemiche, presso le Strutture Ospedaliere, i Servizi Territoriali, i Dipartimenti di Prevenzione, la Rete di Emergenza-Urgenza della Regione. Il problema, dunque, non è solo attuale, anche se è giunto solo recentemente  all'attenzione mediatica, ma è presente da ben prima dell'inizio dell'emergenza pandemica Covid”, spiega l’intersindacale che rivendica di avere “intrapreso da tempo numerose iniziative per segnalare il problema legato alla carenza di personale presso tutte le strutture ed i servizi sanitari della Regione”.

“Sono state fatte denunce - riferisce la nota dell’Intersindacale - per evidenziare lo stato di sofferenza dei Pronto Soccorso, che da anni espletano funzioni che vanno al di là del loro ruolo tradizionale, accogliendo tutte quelle richieste che non possono trovare risposte adeguate presso la Sanità del Territorio, ormai ridotta allo stremo, privata da anni dei necessari investimenti di strutture e di personale”.

La carenza di “risorse umane”, “che sono il cuore della Sanità della nostra Regione”, ha assunto ormai “dimensioni tali che nessun intervento estemporaneo, come quelli a cui assistiamo ormai da due anni, può risultare risolutivo; anzi, le strategie fantasiose a cui si assiste, non fanno altro che aggravare lo stato di salute della stessa Sanità regionale”.

Per i sindacati, “lo ‘spostamento’ forzato di medici dai reparti ospedalieri, a volte anche nel non rispetto delle norme previste dalle leggi e dai contratti, nel tentativo di far fronte alle difficoltà dei Dipartimenti di Emergenza è l'atto finale di una politica sanitaria miope, che non ha voluto affrontare il problema ai tempi delle nostre rimostranze. La strategia di reclutamento del personale, affidata a pochi e inadeguati concorsi per incarichi, per lo più a tempo determinato (spesso andati deserti), hanno prodotto non solo la mancanza di nuovi professionisti ma, addirittura, una migrazione degli stessi professionisti presenti verso altre realtà, creando una difficoltà seria nel dare risposte adeguate ai cittadini, come è emerso in maniera evidente con l’esplodere della pandemia.  Ciò ha innescato un circolo vizioso nel quale le difficili condizioni di lavoro, accanto all'assenza di adeguati riconoscimenti professionali, dovuti contrattualmente, rendono non più attrattivo il lavoro all'interno del SSR”.

I Sindacati dei Dirigenti Medici Veterinari e Sanitari sottolineano di essere stati disponibili a “un confronto costruttivo con precise proposte”, e “ciò è stato confermato anche nell’incontro il 16 Dicembre u.s. in Regione (da noi richiesto), presente l'Assessore oltre  al neo-nominato  Dirigente del Servizio Salute.  Nell’occasione avevamo accolto con favore la volontà espressa dall’Amministrazione regionale di raccogliere le nostre proposte e di convocare, con urgenza, specifici Tavoli Tecnici regionali per affrontare la crisi. A tutt'oggi non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione!”.

A fronte di tutto ciò, conclude la nota, “le OO.SS aderenti all’Intersindacale non possono che prendere atto del fatto che nulla è cambiato, nel corso degli anni, nel comportamento delle Giunte Regionali che si sono susseguite e che il fallimento della politica di intermediazione tra le Amministrazioni ed i rappresentanti sindacali dei Dirigenti Medici Veterinari e Sanitari  non potrà che condurre ad iniziative di mobilitazione ed, eventualmente, sino a giungere a quelle di tipo giudiziario”.

24 gennaio 2022
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