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Fini (Smi): “Per il Governo regionale il sistema emergenza-urgenza è invisibile, si diano risposte ai medici del 118”

Lo Smi Marche si schiera a sostegno della protesta dei medici dell'area dell'emergenza-urgenza programmata per domani, 8 novembre, ma rimandata a data da destinarsi, per i recenti eventi sismici. Una manifestazione "urgente, necessaria e giustificata", contro le scelte "discriminatorie" operate dalla Regione e dall'Asur Marche nei confronti dei medici 118 convenzionati

07 NOV - Lo Smi Marche si schiera a sostegno della protesta dei medici dell'area dell'emergenza-urgenza programmata per domani, 8 novembre, ma rimandata a data da destinarsi, per i recenti eventi sismici. Una manifestazione "urgente, necessaria e giustificata", contro le scelte "discriminatorie" operate dalla Regione e dall'Asur Marche nei confronti dei medici 118 convenzionati.

"Da anni chiediamo alla Regione - afferma Fabiola Fini, segretario organizzativo Smi Marche -  di dar seguito a quanto deliberato nella L.R. del 2013 in merito alla Riorganizzazione del Sistema Regionale dell'emergenza Territoriale e inquadramento a dirigenza di tutti i medici 118 convenzionati operanti nelle Marche ma sembra proprio che il 118 non rientri tra le  priorità della Regione".

"Si è così determinata - prosegue Fini - una pesante disparità di trattamento per i medici 118 convenzionati che operano da oltre 10 anni nella nostra regione e che con il loro incessante lavoro hanno garantito la tenuta del Sistema dell'emergenza Territoriale e l'operatività della maggior parte dei Punti di Primo intervento Regionali, ma che si vedono negato il passaggio a dirigenza a differenza di altri colleghi che ne hanno usufruito negli anni precedenti. La Regione Marche ha più volte avanzato la volontà di dar seguito all'inquadramento a dirigenza del personale ancora convenzionato ma nulla è stato fatto, nemmeno valutare la possibilità (prevista dalla normativa europea, in materia di articolazione dell'orario di servizio richiamata nella legge di stabilità 2015), che consentiva alle regioni di  predisporre entro il 29 febbraio 2016, un piano inerente il fabbisogno di personale con procedure concorsuali straordinarie".


"Ad oggi - denuncia Fini - sempre e solo promesse tradite da parte del Presidente Ceriscioli a molti dei colleghi 118 convenzionati che a lui si erano rivolti. Lo Smi ritiene non più accettabile avere medici 118 con due posizioni lavorative, dirigenza e convenzione che svolgono lo stesso lavoro, che hanno stessi doveri ma diversi diritti e tutele".

"Serve con urgenza - aggiunge il segretario organizzativo - un tavolo regionale che affronti queste problematiche uniformando lo stato giuridico dei medici 118 che attualmente vi operano, che trovi soluzioni a una importante disparità di trattamento per i medici del 118 convenzionati, rispetto ai dirigenti, nonostante lavorino fianco a fianco sul territorio regionale. Ed è, quindi, necessario disciplinare il percorso per l'accesso all'area con un solo inquadramento: la dirigenza medica. Anche perché le differenze tra le due posizioni lavorative sono fuori da ogni logica di uguaglianza e con forti profili di illegittimità".

Infine,a pochi giorni dallo sciame sismico, ricorda come il 118 abbia, "dimostrato il suo ruolo strategico, non solo tutti i giorni come cerniera tra Ospedale e Territorio, ma particolarmente in questi tragici eventi che hanno colpito pesantemente le Marche, intervenendo nella gestione immediata del soccorso, e nelle attività dei posti medici avanzati di Arcuata e Pescara del Tronto e nell'assistenza agli sfollati".

"Questi colleghi 118 convenzionati - conclude Fini - meritano rispetto e risposte alle loro richieste. Ora basta: smettetela di considerare il 118 solo un centro di costi, investite nel Sistema, inquadrate a Dipendenza i medici convenzionati 118".

07 novembre 2016
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