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“Invecchiare in salute”. Le Marche presentano le linee strategiche del progetto “Advantage”

Un’azione comune a livello europeo, a cui stanno partecipando i ventidue Stati membri, coinvolti per sensibilizzare l’opinione pubblica e il sistema sanitario sui temi del benessere degli anziani. L'obiettivo è “offrire alle persone anziane la possibilità di vivere più a lungo e in buona salute, senza perdita delle funzionalità”, spiega Lucia Di Furia, Direttore del Servizio Sanità della Regione Marche, capofila del progetto.

28 GIU - L’Europa si trova ad affrontare una sfida importante e complessa. Con l’aspettativa di vita che si allunga e l’incremento numerico della popolazione anziana rispetto a quella giovane, “invecchiare in salute, senza compromettere la qualità di vita” è l’obiettivo che condividono i Paesi dell’Unione Europea. “Advantage” (azione cofinanziata dall’Unione europea) ha “fatto il punto” nei giorni scorsi a Roma, presso l’Auditorium del Ministero della Salute, sulle strategie per affrontare la fragilità degli anziani. Un’azione comune, a cui stanno partecipando i ventidue Stati membri coinvolti per sensibilizzare l’opinione pubblica e il sistema sanitario sui temi del benessere degli anziani.
 
L’incontro, organizzato in collaborazione con il MISA dalle Marche, regione capofila delle cinque amministrazioni regionali italiane (insieme a Campania, Liguria, Piemonte ed Emilia Romagna) scelte dalla Ue come poli d’eccellenza nella prevenzione delle malattie croniche senili, ha visto protagonisti i principali enti italiani che collaborano al progetto, come l’Inrca, l’Istituto superiore di sanità, l’Università cattolica del Sacro Cuore e Agenas.


“Nella nostra regione un quarto dei cittadini ha più di 65 anni e di questi un terzo è ultraottantenne, quasi un marchigiano su dieci è un grande anziano. Gestire e governare, in termini di qualità, la fragilità della terza età, significa orientare il sistema sanitario, mettendo al centro le persone anziane. Il cambiamento demografico è una delle sfide più impegnative che l'Europa si trova attualmente ad affrontare e che vede impegnata la Regione Marche con diverse azioni mirate a migliorare la condizione di benessere e salute degli anziani”, racconta in apertura Fabio Sturani in rappresentanza del Presidente e assessore alla salute della Regione Marche Luca Ceriscioli.

“Nel 2017, le persone di 65 anni e oltre erano circa 99 milioni, il 19,4% della popolazione totale dell’Ue e il trend, in crescita, suggerisce un incremento delle disabilità e della dipendenza senili che, in definitiva, avranno un impatto non solo sul benessere degli individui colpiti, ma anche sulla sostenibilità dei sistemi sanitari. Pertanto - ha spiegato Lucia Di Furia, Direttore del Servizio Sanità della Regione Marche - proprio per queste ragioni il Piano Socio Sanitario Regionale definisce obiettivi strategici rivolti a garantire la presa in carico delle fragilità del bambino e dell’anziano, individuando delle linee guida improntate alla qualificazione scientifica all’innovazione e infotelematica, all’adeguamento strutturale e tecnologico, all’ integrazione organizzativa. E’ necessario continuare a innovare e ridefinire i sistemi sanitari per affrontare al meglio le nuove sfide della sanità pubblica, con una particolare attenzione verso le esigenze delle persone anziane e l’adozione di approcci innovativi all’erogazione dei servizi. La fragilità non è conseguenza inevitabile dell’invecchiamento: può essere prevenuta ed è spesso reversibile adottando stili di vita sani, offrendo alle persone anziane la possibilità di vivere più a lungo e in buona salute, senza perdita delle funzionalità”.

Una roadmap che l’Italia, con in testa alcune regioni particolare impegnate sui temi della terza età, ha tracciato e che ora marcia speditamente, come ha illustrato Cinzia Giammarchi, Agenzia Sanitaria Regione Marche, adottando strategie che mirano a rendere operativa una politica di prevenzione della fragilità all'interno del quadro delle raccomandazioni dell'UE e dei Piani Nazionali di Cronicità e Prevenzione.

Dieci i punti chiave:
•    Sensibilizzare e coinvolgere le parti interessate, compresa le persone anziane
•    Impegnarsi ad agire sulla fragilità (Allineamento delle politiche)
•    Promuovere di un invecchiamento sano e attivo e prevenzione della fragilità
•    Monitorare l’epidemiologia, sorvegliare le popolazioni, screening e diagnosi precoce
•    Valutare con interventi appropriati
•    Migliorare il modello integrato di cura per affrontare la fragilità in tutti i suoi aspetti
•    Garantire una forza lavoro sostenibile e adeguatamente formata (istruzione e formazione)
•    Rafforzare la ricerca sulla fragilità
•    Sostenere l'attuazione delle politiche (finanziamenti, condivisione dei dati e ICT)
•    Monitorare la qualità e valutazione del valore/efficacia dei costi.

“In Italia - ha sottolineato Daniela Galeone del MISA - con l’avanzare dell’età cresce il divario Nord/Sud e la co-morbosità, pertanto è necessario promuovere iniziative di “Active aging” di invecchiamento attivo, un fronte che coinvolge tutto il sistema sanitario al quale il Ministero della salute insieme alle regioni sta lavorando con la definizione del Piano Nazionale di Prevenzione 2020-2025”.

28 giugno 2019
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