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Ao Al. Un piano strategico della ricerca con un ruolo di primo piano per l’Ao alessandrina

Il progetto discusso ieri in un convegno promosso dall'Ao di Alessandria. Giovanna Baraldi, Direttore generale e Antonio Maconi, responsabile della Struttura Sviluppo e Promozione Scientifica hanno sottolineato nel corso della giornata di lavori il ruolo di riferimento che l’Ao AL sta assumendo sul territorio nazionale

16 DIC - Un piano strategico per la ricerca. Una struttura ad essa dedicata. Un coordinamento con le aziende del territorio in collaborazione con la Camera di Commercio per la creazione di strartup innovative. Una più stretta collaborazione con le università. Sono i risultati emersi dalla giornata scientifica “Progettare la ricerca per innovare l’assistenza” organizzata dalla struttura sviluppo e promozione scientifica dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria, diretta da Antonio Maconi.

Giovanna Baraldi, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera, è determinata e lucida nella sua analisi, introducendo i lavori della giornata e in conclusione, dopo una maratona di quaratacinque presentazioni dei professionisti e ricercatori aziendali, con lavori pubblicati su riviste nazionali e internazionali e presentati in prestigiosi convegni scientifici: “Dobbiamo accettare la sfida di governare l’innovazione. Dobbiamo percorrere questa strada e vogliamo sostenere e appoggiare i nostri professionisti attraverso un percorso metodologico. Solo con visione sistemica, piano strategico e chiarezza sarà possibile avere un risultato di grande soddisfazione. Lo faremo con pragmatismo, sapendo i nostri limiti, ma ci dedicheremo al piano strategico della ricerca con prospettive, determinazione e valori. Lo possiamo fare perché abbiamo il supporto del territorio, di istituzioni come la Camera di Commercio e Confindustria, di un legame ancora più forte con l’università”.


Nella sua relazione “Sanità avanguardia dell’innovazione” l'ex ministro della sanità, Renato Balduzzi, ha sottolineato come l’Azienda Ospedaliera abbia incrementato nel tempo capacità di sviluppare ricerca e assistenza, nonché di fare rete con il territorio e l’Università, avendo quindi tutti i requisiti per candidarsi a dare avvio al percorso che la possa portare a diventare Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico: “IRCCS non si diventa, si è. La sanità piemontese è una sanità di buon livello che deve subire la concorrenza di quella lombarda che conta ben 17 IRCCS, contro l’unico piemontese di Candiolo.  

L'ospedale di Alessandria, per la sua storia e le sue peculiarità, può procedere in equità direzione. Ma a livello di sistema è necessario aver presente che per competere abbiamo problemi di risorse. Non possiamo tacere su questo. Se non c’è un ciclo economico virtuoso non si possono aumentare risorse. Ma non si possono nemmeno definanziare. Perché poi si sconta la demotivazione”.

A seguire poi la tavola rotonda “Collaborazioni tra Azienda Ospedaliera e imprenditoria: innovazione tecnologica al servizio del paziente” moderata da Renato Balduzzi e dal consigliere regionale Domenico Ravetti, che ha visto gli interventi di Gian Paolo Coscia, Susanna Cichero, Marco Pizzi, Giancarlo Cicalini, Piero Cavigliasso. Tutti concordi nel sottolineare le ricadute economiche e le opportunità di lavoro e di occupazione che le reti di ricerca possono generarsi intorno all’Azienda Ospedaliera. Paolo Coscia presidente della Camera di Commercio, ha presentato alcuni dati relativi all'innovazione che l'ente camerale realizza all'interno del sistema piemontese, chiudendo la sua relazione nel ribadire la missione: "Siamo a supporto delle imprese e dell'Azienda per poter costruire insieme percorsi innovativi: la nostra sede è aperta e disponibili, certi che questa sia una delle prospettive economiche di sviluppo del territorio".

Il prof. Giorgio Bellomo, presidente della facoltà di Medicina del Piemonte Orientale, in rappresentanza del Rettore, ha sottolineato come l’università guardi con interesse il percorso realizzato in questi anni dall’Azienda, a vantaggio di entrambe le istituzioni. La tavola rotonda sulla progettualità europea, moderata da Giuliana Moda, responsabile per i progetti europei in sanità della Regione Piemonte, ha visto i contributi di Giorgio Costantino, Greta Falavigna, Raffaello Furlan, Azzurra La Verde, Francesco Risso, Alessandro Varrica e Roberto Ippoliti: tutti hanno sottolineato come l’innovazione e la capacità di fare rete sia l’elemento fondamentale per riuscire ad attivare una sinergia finalizzata a studi che possano generare miglioramenti al paziente.

Nel pomeriggio Antonio Maconi, responsabile della Struttura Sviluppo e Promozione Scientifica ha illustrato i dati della rendicontazione scientifica annuale, contenente la sintesi dei lavori realizzati e delle sperimentazioni svolte dall’Azienda: “Sono orgoglioso di lavorare insieme a questi professionisti: ci sono lavori di grande importanza, pubblicati su riviste riconosciute dalla comunità scientifica ad altissimo livello. E nel tempo la nostra struttura sta cercando di essere sempre di più a supporto e di riferimento per l’attività. Affinché si possa continuare a crescere e seguire con concretezza gli spunti che la tavola rotonda ci ha dato, collaborando con il territorio e l’università”.

Erano presenti autorevoli rappresentanti di centri di ricerca nazionali come il Mario Negri per la collaborazione con l'UFIM e importanti attività sul mesotelioma. A seguire il pomeriggio, con la dottoressa Paola Costanzo direttore sanitario, ha visto la maratona dei giovani professionisti dell'azienda con interventi costellati di ricerche spesso multicentriche con prestigiosi ospedali nazionali e internazionali e con risultati pubblicati sulle riviste più importanti del mondo: questo significa per i pazienti che afferiscono all’Azienda di Alessandria ricadute importantissime sul miglioramento della assistenza. Commenta Baraldi: “Giovani motivati e dinamici dipendenti ma anche specializzandi dell’Azienda che sono la ricchezza e il futuro del nostro paese”.
Claudio Risso

16 dicembre 2015
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