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Piemonte. In Consiglio regionale la riforma della psichiatria

Tre anni per attuare le novità della riforma e l'impegno della Regione Piemonte a coprire il cofinanziamento. Illustrate in Commissione sanità, alle associazioni e alle cooperative le integrazioni alla Delibera di giunta regionale

19 MAG - E' ripartito il confronto con la Commissione sanità del Consiglio regionale, le associazioni di pazienti e le cooperative sulle linee di indirizzo su cui la Regione Piemonte si sta muovendo per adeguare la DGR 30 “Revisione della rete psichiatrica” prima di trasmetterle entro il prossimo 28 maggio al TAR che ha richiesto un aggiornamento sul lavoro in corso.
 
Si è lavorato per integrare e correggere la deliberatenendo conto dell'indirizzo approvato dal Consiglio regionale, come spiega l'assessore regionale alla sanità, alla luce dei dati che nel frattempo l'assessorato ha raccolto ed esaminato, dati che fotografano le strutture operanti in Piemonte, i pazienti, i loro bisogni di salute e cura.
 
Si tratta di questioni complesse, ma da affrontare con determinazione:in Piemonte c'è l'esigenza complessiva di una politica sulla salute mentale su cui serve un grande approfondimento, al di là di quello che le integrazioni alla delibera indicheranno sull'organizzazione dei servizi. Questo atto costituisce l'esigenza immediata per adeguare la risposta alla domanda.

 
Le modifiche cui la Giunta sta lavorando partono dal quadro offerto dai fatti: sui 50 mila pazienti in carico in Piemonte ai servizi psichiatrici è emersa esclusivamente una criticità di collocazione per 3 mila di loro, tra cui ad esempio 522 collocati impropriamente n case di riposo.
 
Un problema che la DGR 30 nella versione precedente non affrontava. La Giunta regionale vuole ricondurre all’appropriatezza e mettere ordine nel mondo dei gruppi appartamento specifico del Piemonte e nato nel tempo in assenza di regole: sono ben 1300 i gruppi appartamento non accreditati.
 
Per intervenire sulla maldistribuzione di alcuni pazienti, la Regione intende avviare un percorso che durerà tre anni per la ricollocazione nei setting appropriati alle singole esigenze e lo stesso tempo concederà alle strutture che dovranno adeguare il loro personale ai criteri anche professionali richiesti dalla nuova programmazione.
 
Sarà aumentato il carico di responsabilità dei Direttori dei Dipartimenti di salute mentaledelle Asl che avranno un budget sulla residenzialità e dovranno nello stesso triennio arrivare a finanziarne il corretto utilizzo. 
 
Le strutture avranno garanzie sulle tariffe, ma non di budget. Oggi il segmento Psichiatria costa in Piemonte 100 milioni di euro: non è previsto nessun taglio, ma solo una razionalizzazione del 5%
 
Da sottolineare l'impegno della Regione a coprire la quota di compartecipazione sociale, per evitare che la fase triennale di messa a sistema della rete psichiatrica possa essere condizionata da difficoltà di finanziamento.  
 
Claudio Risso

19 maggio 2016
© Riproduzione riservata


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