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Ospedale di Borgosesia, allo studio della Regione un progetto di rilancio

Rafforzamento dell’ospedale di Borgosesia e investimenti sulla rete territoriale delle Case della Salute. Parte da queste basi il progetto di rilancio che la Regione Piemonte sta studiando insieme all’Asl di Vercelli per la sanità della Valsesia, la messa in pratica sul territorio di quella "fase due" della sanità piemontese avviata con l’uscita dal Piano di rientro

23 MAR - Rafforzamento dell’ospedale di Borgosesia e investimenti sulla rete territoriale delle Case della Salute. Parte da queste basi il progetto di rilancio che la Regione Piemonte sta studiando insieme all’Asl di Vercelli per la sanità della Valsesia, la messa in pratica sul territorio di quella "fase due" della sanità piemontese avviata con l’uscita dal Piano di rientro, sancita definitivamente dall’accordo raggiunto a Roma martedì scorso: assunzioni, edilizia sanitaria, riduzione delle liste d’attesa.

"Il ruolo dell’ospedale di Borgosesia all’interno nella rete ospedaliera della Regione non è in discussione - sottolinea l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta -. Nessuno ha intenzione di svuotarlo o declassarlo, anzi, il nostro obiettivo è quello di potenziarne l’attività. Con questo scopo, dopo anni, è stato avviato il concorso per selezionare il primario di medicina, in attesa di espletare le procedure per quello di ortopedia. Inoltre stiamo valutando un progetto per il miglioramento del Pronto soccorso, in grado di renderlo più funzionale alle necessità dei pazienti. A tal proposito mi preme ringraziare il direttore generale dell’Asl Chiara Serpieri, per il grande lavoro che sta facendo".


Anche per quanto riguarda l’assistenza territoriale la Valsesia può giocare un ruolo chiave. Il piano delle Case della Salute prevede per il 2017 un investimento di 350mila euro nel solo territorio dell’Asl vercellese, attraverso il potenziamento di strutture già esistenti o la creazione di nuove realtà in grado di concentrare ambulatori, medici di famiglia, specialisti e infermieri, punti prelievi e servizi assistenziali. Nello specifico, la delibera ne istituisce tre a Varallo, Gattinara e Coggiola, oltre a quelle di Santhià e Cigliano.

"Ci sono però i margini per rivedere questo quadro e anche per attivare ulteriori strutture, a fronte di progetti concreti da parte delle amministrazioni locali – conclude Saitta -. Siamo disponibili al dialogo e al confronto, ma a condizione ovviamente che il fine sia il miglioramento della qualità della nostra sanità per pazienti e operatori".

Lorenzo Proia

23 marzo 2017
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