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Vercelli. Asl risponde ai sindacati: “Nessuna crisi: impegnati a far sì che i cittadini possano ricevere l’assistenza di cui hanno bisogno”

Nei giorni scorsi i sindacati avevano parlato di “crisi strutturale” della Asl denunciando cospicue carenze di personale, progressivo ridimensionamento della struttura con tagli ai posti letto e sprechi. La Asl risponde punto su punto.

05 FEB - “La Asl di Vercelli non sta vivendo una situazione di crisi. La direzione aziendale della Asl intende rassicurare la popolazione e quanti in questi giorni, dopo aver letto le dichiarazioni dei sindacati, hanno percepito una possibile carenza di attenzione rispetto a necessità verso le quali, invece, vi è il massimo impegno affinché i cittadini possano ricevere l’assistenza di cui hanno bisogno”.

Così la direzione della Asl di Vercelli risponde in una nota a Cgil, Cisl e Uil che nei giorni scorsi avevano parlato per l’azienda sanitaria piemontese di una “crisi strutturale” denunciando cospicue carenze di personale, progressivo ridimensionamento della struttura con tagli ai posti letto e sprechi.

“In questo - si legge nella nota - la Direzione si fa portavoce anche dei professionisti: medici, personale sanitario e amministrativo che in questi giorni hanno manifestato tutta la loro amarezza per le dichiarazioni dei sindacati. In occasione dell’ultimo collegio di Direzione è stato espresso tutto il disappunto per un comportamento che non contribuisce di certo a migliorare l’immagine dell’Azienda, ma al contrario la denigra, svilendo altresì il lavoro e l’impegno profuso ogni giorno da tutti gli operatori. La direzione opera in completa condivisione con tutti loro perché nulla si potrebbe fare senza donne e uomini che compiono il proprio dovere con impegno e passione ed ai quali va il nostro corale ringraziamento per i risultati fin qui ottenuti”, continua ribattendo punto su punto alle critiche delle organizzazioni sindacali.


“È del tutto falso che via sia stata da parte della Direzione qualunque indicazione di deroga al riposo giornaliero delle 11 ore previsto dalla normativa. Al contrario vi è una stretta sorveglianza affinché la regola venga rispettata da tutte le unità operative”, dice la Asl.

Per quanto concerne la rimodulazione dei posti letto, “alla luce di quanto previsto dalle normative nazionali e regionali, non ha inciso negativamente sui livelli di attività verso le procedure di assistenza; al contrario ha determinato rispetto al 2016 effetti positivi sulla produzione ospedaliera. È stato fatto un importante lavoro di riorganizzazione dell’assistenza e dei percorsi dei pazienti intraospedalieri e sul territorio, a garanzia, peraltro, del rispetto della normativa nazionale intervenuta in materia di efficienza dei presidi ospedalieri e di conseguenza a tutela della possibilità per i due presidi di svolgere appieno il proprio ruolo nell’ambito della rete ospedaliera piemontese, e quindi di permanenza dei servizi”.

“Sul fronte del personale in questi mesi l’Azienda si è impegnata per reclutare medici, infermieri e altri operatori sanitari: lo dimostrano le 14 procedure attivate di cui 3 procedure concorsuali, 4 richieste per utilizzo di graduatorie da altre aziende sanitarie, 7 avvisi di mobilità regionale; mediamente per ognuna delle unità di personale assunto sono stati effettuati 10 interpelli. Ed è questa la difficoltà oggettiva che riscontriamo, dovuta a un momento storico particolare in cui in generale si registrano diversi turn over o rinunce”, continua la nota. “In particolare - si legge - per quanto attiene gli infermieri è stata bandita una selezione, di concerto con le altre aziende dell’area Sovrazonale di riferimento. La Prova preselettiva è stata espletata a dicembre 2017 , il 19 febbraio 2018 ci sarà la prova scritta e successivamente le prove pratiche e orali per gli oltre 2.300 candidati”.

Nell’attesa dell’esito della selezione, “nel corso del 2017 si è provveduto a utilizzare integralmente, fino a completo scorrimento, la graduatoria a tempo determinato stilata in collaborazione con l’ASL VCO (115 candidati interpellati); abbiamo inoltre richiesto l’utilizzo della graduatoria a tempo determinato dell’A.O. di Alessandria (utilizzo non concesso); quella dell’ASL BI (90 candidati interpellati) e quella dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino (20 candidati interpellati); è stata richiesta anche la graduatoria a 7 ASST della Regione Lombardia che hanno risposto negativamente. L’ASL Vc non ha mai messo in discussione la necessità di assumere personale e tali azioni lo dimostrano. Le attività portate avanti su questo fronte hanno permesso di assumere 35 infermieri nel 2017, numero che tuttavia non ha consentito di coprire per intero il turn over del personale. Viceversa, e fortunatamente, prima della sospensione della graduatoria OSS si era potuto provvedere alla assunzione di numerose unità di personale OSS: nel 2017 sono in tutto 203 gli oss; erano 188 nel 2016”.

Ancora, precisa la Asl, “ricorrendo al lavoro interinale sono state sono state reclutate anche, con apposita procedura di emergenza, altre 3 unità di personale infermieristico. Inoltre a seguito della attivazione di un appalto di servizio per la gestione del Servizio di Cure Palliative dell’Hospice, è stato possibile ricollocare numerose unità di personale sia infermieristico che OSS nell’ambito dei servizi a gestione diretta dell’Azienda. In merito alla sospensione dell’utilizzo della graduatoria per OSS, è evidente che l’Asl Vc rispetterà il punto di vista del giudice di merito. In questi giorni abbiamo ricevuto molte lettere - anche da parte di candidati esclusi - che hanno voluto descrivere la loro esperienza testimoniando la correttezza e la trasparenza delle procedure”.

Infine, sul capitolo sprechi, la Asl di Vercelli afferma che “associare i fondi da destinare al reclutamento di personale con risorse da utilizzare per risarcimenti derivanti da contenziosi del passato è segno di una grave incompetenza culturale in materia. Nei bilanci delle aziende sanitarie esiste, infatti, un fondo rischio e per quanto attiene il contenzioso citato a suo tempo erano stati già accantonati gli importi del caso. Per quanto riguarda la scelta di utilizzare consulenze qualificate provenienti da realtà formative di livello internazionale, è la stessa comunità di professionisti che, dopo il primo anno, ha richiesto di poter proseguire, considerando la complessità e l’importanza dei temi trattati”.

05 febbraio 2018
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