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Parco della Salute di Torino. Chiamparino: “Sarà un incubatore di innovazione capace di attrarre investimenti”

Convegno ieri, a Torino, per presentare il progetto. Per SAitta “la scelta di una partnership privata è importante perché il privato è in grado di garantire il know how necessario alla realizzazione e all'avvio del progetto”. Falco: “Una sfida vincente per la sanità piemontese ed italiana”. Zanetta: “L’obiettivo è farne un modello operativo per il futuro, che sia anche fattore di ricerca, volano economico e strumento di strategia culturale”.

19 OTT - Per il Parco della Salute, della Ricerca, dell’Innovazione di Torino c’è un forte interesse da parte di investitori finanziari e banche internazionali, studi di ingegneria civile ed architettura, general contractor, gruppi immobiliari, operatori tecnologici del settore medicale e dell’impiantistica, che hanno partecipato ieri (in oltre 400) al convegno organizzato al Lingotto Fiere dalla Regione con Ceipiemonte e Città della Salute e della Scienza per presentare il partenariato pubblico-privato.

Un grande investimento, oltre 400 milioni, destinato alla creazione di una nuova moderna struttura ospedaliera che cambierà il volto di una parte della città.

Il complesso sorgerà all’interno dell’area ex Avio-Oval e sarà costituito da quattro poli funzionali, connessi tra loro.

Il primo destinato a sostituire gli ospedali che attualmente compongono la Città della Salute e della Scienza, il secondo dedicato alla ricerca clinica, pre-clinica e traslazionale, il terzo polo per la didattica (corsi di laurea in medicina e nelle professioni della salute), mentre il quarto polo comprende la parte residenziale per accogliere il personale.


La gara sarà aggiudicata attraverso una procedura di dialogo competitivo.

Dopo i saluti istituzionali del Presidente della Regione, Sergio Chiamparino, del Sindaco di Torino, Chiara Appendino, del Rettore dell’Università di Torino, Gianmaria Ajani, sono intervenuti il professor Barba Navaretti dell’Università di Milano, il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Walter Ricciardi, gli assessori regionali alla Sanità, Antonio Saitta, e alle Attività produttive, Energia, Innovazione e Ricerca, Giuseppina De Santis, il coordinatore della cabina di regia del PSRI, Gianpaolo Zanetta, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza, Silvio Falco.

Alessandro Bracaletti di Cassa Depositi e Prestiti e Guy Chetrit di Epec, organismo della Banca Europea degli Investimenti, hanno spiegato i principali fattori di successo del partenariato pubblico-privato. Il processo e le procedure di gara, i principali elementi tecnici, il modello finanziario, la bancabilità e il rispetto delle regole Eurostat sono stati illustrati dagli esponenti degli advisor (Ernst&Young, SLT, Rina, EIPF) che collaborano con Regione e Città della Salute. I lavori sono stati moderati da Leonello Sambugaro, dirigente regionale e coordinatore della Segreteria tecnica del PSRI.

“La nostra ambizione – ha affermato il governatore Chiamparino - è fare la mossa del cavallo, recuperando il ritardo - non da noi- accumulato in questi anni con un piano prospettico di lungo periodo, e pensiamo di riuscirci. Il Parco della Salute è il principale, ma non unico, intervento di edilizia sanitaria in Piemonte e rientra in un piano di rinnovamento ed adeguamento infrastrutturale e tecnologico al quale, in questi anni, abbiamo dato un forte impulso e che dovrà essere al centro dell’attenzione della Regione nei prossimi 10 anni. Abbiamo investito risorse significative per due obiettivi: rendere più moderni gli ospedali e migliorare ulteriormente l’offerta di cure ai cittadini, e al contempo creare un nuovo polo capace di essere un incubatore di ricerca e di innovazione e di attrarre investimenti. La presenza oggi di tanti investitori internazionali dimostra che siamo nella direzione giusta.”

Per l’assessore Saitta. “grazie al lavoro fatto in questi anni insieme alla Città di Torino, siamo riusciti a dare al Parco della Salute le certezze necessarie: abbiamo stabilito tempi chiari, anche attraverso la scelta di occuparci come Regione della bonifica dell'area destinata al progetto, e abbiamo condotto una riflessione sulle aree che saranno liberate, che verranno usate per finalità pubbliche anche per funzioni di supporto al sistema sanitario”.

“Crediamo – ha proseguito Saitta - che la scelta di una partnership privata sia importante perché il privato è in grado di garantire il know how necessario alla realizzazione e all'avvio del progetto. Allo stesso tempo il sistema sanitario piemontese è finalmente solido dopo molti anni, abbiamo compiuto il riordino della rete ospedaliera e rimesso a posto i conti economici. Ci sono dunque le condizioni, da parte della Regione, per garantire tutte le certezze necessarie alle imprese private"

“Il Piemonte – ha detto l’assessore De Santis - è una regione con una consolidata tradizione industriale ed una forte propensione all’internazionalizzazione ed alla ricerca: il progetto del Parco della Salute rafforza questa vocazione e consente di valorizzare le potenzialità esistenti nel campo del bio-medicale, uno dei settori nel quale siamo all’avanguardia. Il nostro ruolo è di continuare nell’azione che abbiamo intrapreso in questi anni per essere più competitivi in un contesto europeo ed internazionale che è sempre più selettivo. Fondamentale il ruolo degli Atenei e dei centri di ricerca con i quale è necessario proseguire a fare sistema in modo coordinato.”

Per il direttore generale della Città della salute, Silvio Falco “il Parco della Salute rappresenta una sfida vincente per la Sanità piemontese ed italiana del presente e del futuro. Sarà un nuovo modello di layout organizzativo attraverso aree funzionali e flessibili. Insomma un Centro di eccellenza ed un punto di riferimento per la sanità e la ricerca.”

Per il coordinatore Cabina di regia PSRI, Gianpaolo Zanetta “il futuro Parco non sarà solo ospedale avanzato, ma l'obiettivo è farne un modello operativo della sanità del futuro, che sia anche fattore di ricerca, volano economico e strumento di strategia culturale”.

19 ottobre 2018
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