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Piemonte. Carenza medici. Saitta: “In questo momento giusto esternalizzare per garantire continuità assistenziale”

L'intervento in un incontro con la Asl di Vercelli, Cgil, Cisl e Uil. “È evidente che la nostra posizione è quella di affermare la centralità del sistema sanitario pubblico”, ma “in un momento di emergenza condividiamo l’obiettivo prioritario della Asl Vercelli di assicurare i servizi”. Per Saitta la tempistica di 5 anni per il contratto esterno di radiologia “appare adeguata”. Annunciati, intanto, finanziamenti per l’acquisto di nuove forniture.

14 FEB - Sono allo studio della Regione Piemonte forme di premialità per i medici di famiglia nelle aree marginali e montane, l'acquisto  di nuove tecnologie ed attrezzature anche per l'ospedale di Vercelli e Borgosesia. Sono le prime risposte emerse nel confronto che questa mattina ha visto di fronte la Direzione dell'Asl di Vercelli e le organizzazioni confederali del Comparto CGIL - CISL E UIL con l'Assessore alla Sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta.

Un incontro richiesto dai sindacati per analizzare alcuni temi, tra cui in particolare quello legato alle procedure di esternalizzazione che l'Asl di Vercelli avvierà per garantire la continuità assistenziale in alcune aree di attività in cui vi è cronica carenza di specialisti, come ad esempio la radiologia.

“Alla base della scelta dell'Azienda di esternalizzare - ha sottolineato il direttore generale Chiara Serpieri -  vi è in primis il poter garantire continuità del servizio su tutte le sedi, ma al tempo stesso poter supportare al meglio i nostri medici ed evitare onerosi trasferimenti tra una sede e l'altra, che di certo costituiscono la principale fonte di scontento. In un contesto complessivo difficile - ha precisato ancora il direttore generale -  diversamente da quanto operato in altre realtà aziendali piemontesi, che hanno preferito esternalizzare intere aree di attività, il nostro obiettivo è puntare a una  esternalizzazione "ragionata" e finalizzata su due fronti: il primo di garantire le condizioni di lavoro migliori possibili per quanto attiene alla logistica e ai trasferimenti interni del personale; il secondo di mantenere internalizzate le attività di maggiore complessità e specializzazione (RM, TC ecografie) a supporto dell'attività ospedaliera”.


“In un momento di emergenza - ha evidenziato l'assessore - in cui di certo il problema della carenza dei medici emerge in modo pressante a livello nazionale, condividiamo l'obiettivo prioritario che l'Asl Vercelli si è data: dover comunque assicurare ai cittadini i servizi. È evidente che la nostra posizione è quella di affermare la centralità del sistema sanitario pubblico: ciò significa ritornare all'utilizzo di risorse interne nel momento in cui viene superata la fase più critica. La tempistica prevista dall'Asl di Vercelli per il contratto esterno sui servizi di radiologia, 5 anni, appare adeguata; specie se consideriamo i tempi necessari per poter avere in campo il personale specialistico formato.

Anche dai confronti avuti in Conferenza Stato Regioni - ha proseguito l'assessore - è evidente come nel corso degli anni la programmazione delle borse di studio per i medici non sia stata adeguata alle esigenze, con la conseguenze che oggi tutti noi osserviamo nelle nostre realtà ospedaliere. Come Regione Piemonte abbiamo chiesto in materia di formazione l'autonomia differenziata perché riteniamo che una gestione diretta ci consenta anche una migliore programmazione, orientata alle necessità delle aziende. Dopo l'uscita dal piano di rientro abbiamo integrato risorse per il personale grazie alle quali sarà possibile nel 2020 raggiungere lo stesso numero di personale presente nel 2012 oltre ad un riequilibrio della distribuzione territoriale”.
 
“Il Piemonte – ha evidenziato Saitta - si è classificato come prima regione italiana per i livelli essenziali di assistenza; la riduzione di migrazione di nostri cittadini verso altre regioni registrata negli ultimi due anni è la prova di un’efficienza che ci viene riconosciuta, frutto di un impegno al miglioramento continuo da parte delle aziende e dei professionisti. Noi crediamo, infatti, che la qualità dei nostri specialisti sia il vero valore aggiunto e anche un elemento attrattivo per l'arrivo di nuove leve”.

“In questi giorni – ha informato infine l’assessore - stiamo lavorando al patto della salute: dove sono definite le modalità di finanziamento del sistema sanitario e il rapporto tra stato e regioni. Su questo fronte la regione Piemonte ha ottenuto una serie di aumenti sia per risorse in conto capitale, che per investimenti per un valore complessivo di circa 350 milioni di euro. Il finanziamento ci consentirà di ripartire tra le nostre aziende le risorse che servono per l'acquisto di nuove apparecchiature tecnologiche. Le aziende hanno già presentato le richieste; noi le stiamo valutando e nelle prossime settimane delibereremo il provvedimento che consentirà poi di poter avere i fondi necessari da investire in nuove attrezzature”.

14 febbraio 2019
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