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Scuola in ospedale e istruzione domiciliare. Presentate a Torino le nuove Linee di indirizzo nazionali del Miur

Proprio a Torino, tre anni fa, è nato il primo Master nazionale universitario per la preparazione dei docenti ospedalieri e domiciliari. L’impegno è a garantire interventi di istruzione ai piccoli e giovani pazienti ricoverati in tutte le strutture ospedaliere piemontesi, oltre che presso l'ospedale Regina Margherita di Torino, finora capofila ed esempio di eccellenza in tale campo.

06 SET - Ogni scuola sarà tenuta a realizzare una didattica inclusiva per gli alunni ricoverati ed a garantire l'insegnamento domiciliare ai propri alunni malati, quando le assenze superano i trenta giorni per motivi di salute. Una vera e propria rivoluzione per la scuola italiana, delineata nelle nuove Linee di indirizzo nazionali del Miur per la scuola in ospedale e l'istruzione a domicilio, firmate dall'ex Ministro Bussetti in accordo con il Ministero della Salute.

In Piemonte, grazie ad un Piano di formazione organico, ideato dalla Direzione Generale per lo Studente del Miur e sostenuto dalla Rete nazionale delle scuole polo regionali e dagli Uffici scolastici regionali, si promuove la formazione degli insegnanti ospedalieri e domiciliari. Anche la Regione mira a garantire interventi di istruzione ai piccoli e giovani pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere piemontesi, oltre che presso l'ospedale Regina Margherita di Torino, finora capofila ed esempio di eccellenza in tale campo.

Queste sono le novità che presentate oggi presso l’Istituto “Amedeo Peyron” di Torino (via Ventimiglia 128), dove si è svolto il primo Convegno nazionale sulla scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare dal titolo “I nuovi luoghi delle cure: scuola in ospedale e istruzione domiciliare”, organizzato dalla Scuola Polo “Amedeo Peyron” di Torino, capofila della Rete nazionale per la scuola in ospedale e l'istruzione domiciliare, con il Miur, l'Ufficio scolastico regionale del Piemonte e l'Università di Torino, la Città della Salute e della Scienza di Torino e la Regione Piemonte.


Al Convegno, durante il quale verranno presentate le nuove Linee di indirizzo nazionali per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare (con importanti novità e responsabilità per le scuole e per la tutela dei minori), si sono iscritti oltre 300 dirigenti e docenti da tutt’Italia.

Nella città in cui tre anni fa è nato il primo Master nazionale universitario per la preparazione dei docenti ospedalieri e domiciliari, diretto dal professor Stefano Geuna, nuovo Rettore dal 1° ottobre, il Convegno ha rappreseantato non solo un’occasione formativa, incentrata sulle migliori prassi didattiche ed educative, utili ad aggiornare gli interventi della didattica ospedaliera e ad innovare gli ambienti di apprendimento ‘ibridi’, traghettando l’esperienza delle “extended classroom” alle classi tradizionali, ancorate a vecchi schemi d’insegnamento - apprendimento. E’ stato infatti anche l’occasione per affrontare finalmente tematiche urgenti: il reclutamento e la formazione specialistica degli insegnanti ospedalieri e domiciliari, poiché, spiega la Città della Salute in una nota, “sono appena mille in Italia a prendersi in carico di circa 75 mila studenti ricoverati ogni anno: un forte disequilibrio, ancor più pesante in rapporto alla preparazione non specifica dei docenti ospedalieri, impegnati in un compito educativo di altissimo livello quanto arduo dal punto di vista umano e didattico, in un contesto a fortissima densità relazionale e comunicativa (in Piemonte, 60 docenti fanno lezione a circa 3 mila ragazzi ricoverati ogni anno nei presìdi pediatrici più grandi, quali l'ospedale Regina Margherita di Torino)”.

Ed ancora, sono stati approfonditi gli aspetti legati al fabbisogno formativo dei bambini malati, al ruolo delle scuole polo regionali ed alle strategie delle reti territoriali. Come dovrebbe cambiare il Servizio e mutare l’intervento del docente ospedaliero, oltre che la presa in carico realizzata dalla sezione ospedaliera? La scuola ospedaliera, che ha raggiunto livelli di eccellenza, ‘fuori dalla scuola’ (perché costretta in contesti di cura, ospedalieri o domiciliari) dovrebbe imparare a realizzare azioni ancor più inclusive, integrate col territorio, a sostegno delle altre scuole, costruendo alleanze reali tra docenti ospedalieri e docenti delle classi di appartenenza, per contesti educativi allargati e molteplici, diversificati, contesti di cura educativa.

Infine i relatori hanno discusso di quali interventi sia necessario avviare relativamente alla programmazione ed alla gestione del servizio, viste le emergenze educative dei territori. I docenti chiederanno anche un miglior coinvolgimento della Scuola in ospedale nella progettazione degli spazi riservati alle aule didattiche interne ai Presìdi ospedalieri e di lavorare ad una forte qualità degli ambienti di apprendimento, fondamentali per la riuscita degli interventi didattici, poiché anche gli ambienti ospedalieri dovrebbero essere spazi “pedagogicamente ben fatti”.

06 settembre 2019
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