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Parco della Salute. L’Anaao Piemonte contro lo scorporo del Cto e del S. Anna

Per il sindacato è “indispensabile” costituire “un vero polo sanitario razionalizzato, efficiente, che risponda ai bisogni di salute della popolazione” e basato sulla “integrazione delle professionalità”. No, dunque, allo scorporo del Sant’Anna e del Cto dal polo d’eccellenza. Per quanto l’esclusione del Regina Margherita da progetto, per l'Anaao “va salvaguardata la sua specificità”. Anche mantenendone l’attuale identità, se proprio la disponibilità di posti letto non consentisse di spostare la pediatria nel Parco della Salute.

12 NOV - Il Parco della Salute di Torino è argomento di discussione da circa 20 anni. E nel corso del tempo, “parallelamente all’alternarsi dei Governi Regionali”, sono stati variati più volte sede e progetto del nuovo ospedale. L’Anaao Assomed è più volte intervenuta con le proprie riflessioni. A Gennaio a presentato in Commissione Regionale Sanità un documento di analisi, in cui sollevava numerose perplessità. Ora torna sull’argomento per la preoccupazione sollevata dall’ipotesi di lasciare il Regina Margherita fuori dal progetto e di mantenere distanti dal polo d’eccellenza il Sant’Anna e CTO. Così come dall’incertezza relativa alla destinazione dei 1040 posti letto e alla duplicazione del Pronto Soccorso.

Ma se nuove ipotesi si sono affacciate nel corso degli ultimi 11 mesi, “la posizione Anaao Assomed a riguardo non varia: se l’obiettivo del nuovo Ospedale è offrire ai pazienti strutture nuove, tecnologie e macchinari all’avanguardia, medici formati da un’adeguata casistica, una rete multidisciplinare di professionisti è necessario unire, non dividere. Prevedendo un appropriato numero di posti letto e conservando la specificità del Regina Margherita”, chiarisce l’Anaao Piemonte in una nota.


Per l’Anaao “è indispensabile costruire davvero il Parco della Salute, che unisca e comprenda tutti i presidi della Città della Salute non un nuovo, ma ridimensionato, Molinette2. Non un “Parchetto della Salute. Lasciare in particolare il Sant’Anna e il CTO lontani dal nuovo polo d’eccellenza,  aumenterà il disagio legato al trasposto di malati tra nosocomi e il rischio clinico per gli operatori, che soprattutto nelle ore notturne non avranno a disposizione professionalità essenziali. Le evidenze dimostrano esiti migliori se i volumi di patologia sono adeguati e le specialità presenti all’interno di un unico ospedale. Anche i costi di gestione e del personale sarebbero inferiori: infatti nel caso di servizi che richiedono grandi investimenti in nuove tecnologie, come il Parco della Salute, risulta opportuno un accorpamento perché si possa beneficiare di economie di scala”.
 
Per l’Anaao va dunque progettato un unico ospedale con le seguenti caratteristiche:
 
·      “con l’ostetricia-ginecologia, perché la multidisciplinarietà è indispensabile per il trattamento adeguato delle patologie ginecologiche e legate al parto. Superare la già esistente separazione tra Sant’Anna e Molinette significherebbe evitare il trasporto di pazienti complessi tra i nosocomi, inseguendo lo specialista, e ridurre il rischio clinico, anche in previsione di parti sempre più difficili. Prevedere il Sant’Anna nel Parco della Salute permetterebbe dunque alle donne di usufruire delle più avanzate tecnologie e di tutte le discipline di cui disporrà il nuovo ospedale”;
 
·      “con un solo Pronto Soccorso. Non uno per l’alta complessità e l’altro per la medio - bassa complessità, come da progetto. Perché quando il paziente ha un’urgenza, non è in grado di valutare la complessità del proprio caso clinico. In ogni caso, la multidisciplinarietà è indispensabile anche per le patologie di media complessità”;
 
·      "con un numero adeguato di posti letto per le medicine. Perché la popolazione è sempre più anziana e polipatologica. Si potrebbe valutare un ridimensionamento dei posti letto solo prevedendone un corrispondente incremento nel nuovo ospedale dell’ASL TO5, che verosimilmente sorgerà in un’area poco distante dal Parco della Salute;”
 
·      “salvaguardando la specificità del Regina Margherita. Se la disponibilità di posti letto non consente di spostare la pediatria nel Parco della Salute, scelta preferibile, anche mantenendone l’attuale identità”;
 
·      “organizzato per unità operative e non per intensità di cura. Perché il modello di assistenza ospedaliera per intensità di cura si è dimostrato fallimentare  ovunque è stato applicato”.
 
L’Anaao Piemonte lancia dunque il suo appello: “E’ indispensabile che non si perda l'occasione di integrare le professionalità e di costituire un vero polo sanitario razionalizzato, efficiente, che risponda ai bisogni di salute della popolazione”.

12 novembre 2019
© Riproduzione riservata


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