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Coronavirus. I presidenti Omceo del Piemonte chiedono di rafforzare la battaglia sul territorio

In un documento i presidente degli Ordini provinciali dei medici del Piemonte illustrano i punti deboli dell’attuale gestione dell’epidemia e avanzano le proprie proposte. Alla base della riflessione la scelta della Regione di affidarsi “prevalentemente (se non esclusivamente)” a una gestione ospedaliera dell’epidemia, “portando a un sovraccarico di lavoro e di impegno delle strutture e favorendo il contagio del personale”. Dimenticando di attuare una “indispensabile strategia complementare con e sul territorio”. IL DOCUMENTO

10 APR - “Garantire un’attivazione uniforme delle USCA su tutto il territorio regionale, dotando i colleghi di tutti i mezzi di protezione necessari”. “Mappare e monitorare in modo rigoroso le residenze per anziani e le RSA con isolamento immediato dei sintomatici e dei positivi, con vie preferenziali per l’esecuzione di tamponi di conferma e l’immediato controllo dei contatti di tipo sanitario e non”. Qualora validato il test immunologico, “valutare l’efficacia di sottoporre tutti gli operatori sanitari al test rapido immunologico” e valutare la medesima procedura “per gli addetti alle attività non sanitarie”. Sono alcune delle proposte che i presidenti degli Ordini dei medici del Piemonte avanzano alla Regione in un documento congiunto in cui non risparmiamo critiche all’attuale gestione dell’emergenza.
 
La riflessione parte dal fatto che anche in Piemonte, come in altre Regioni, “si sia assistito a un intervento rivolto a una gestione prevalentemente (se non esclusivamente) ospedaliera dell’epidemia, portando a un sovraccarico di lavoro e di impegno delle strutture e favorendo inoltre il contagio del personale, spesso non adeguatamente protetto. A fronte di ciò, vi è stata l’assenza di una indispensabile strategia complementare per la gestione dell’epidemia con e sul territorio. Altrove, dove invece è stata posta attenzione al territorio e si è adottata una strategia ad hoc per intercettare fin da subito i contagi e isolare i contatti, fornendo adeguato supporto e dotazioni ai medici territoriali, si è ottenuta una riduzione della pressione sugli ospedali e un differente numero di ricoveri e di decessi”, osservano i presidenti Omceo nel documento.

 
Altra criticità è stata la mancanza fin da subito di una strategia preventiva ed operativa di valutazione delle situazioni più critiche, “dove era facilmente pensabile che il contagio avvenisse e soprattutto dilagasse”, in particolare le Rsa.
 
I presidenti Omceo contestano anche la mancanza di un bollettino giornaliero che indichi le scelte strategiche di intervento decise dall’Unità di crisi sulla base dei rilevamenti epidemiologici, in modo da dare agli operatori in prima linea puntuale indicazione del numero dei ricoveri suddivisi tra intensiva e non.
 
Punti deboli dai quali i presidenti Omceo sono partiti per elaborare le proprie proposte, ritenendo cos+ di svolgere “la propria funzione di organo sussidiario dello Stato” ed esprimendo la disponibilità ad “un confronto costante con le Istituzioni preposte alla gestione dell’emergenza”.

10 aprile 2020
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