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Coronavirus. Al Mauriziano di Torino salvato uomo in condizioni disperate con l'ossigeno-ozono terapia

L’uomo, 76 anni, era stato ricoverato a fine marzo. Viene iniziata la terapia farmacologica e la ventilazione non invasiva. Dopo un'iniziale ripresa, però, il peggioramento. Quando tutto quel che si poteva somministrare era già stato somministrato, i medici decidono di provare la terapia ossigeno-ozono. Dopo qualche giorno l’uomo inizia a migliorare, fino a sospendere la ventilazione con il casco. Il paziente, guarito, è già tornato a casa.

21 MAG - Nei giorni scorsi è stato salvato, al Mauriziano di Torino, un uomo di 76 anni, affetto da Covid-19, quando le sue condizioni erano ormai considerate disperate, con la terapia dell'ossigeno-ozono. Ora l'uomo è guarito ed è tornato a casa. L’uomo, 76 anni, era stato ricoverato a fine marzo, dopo giorni di febbre, con diagnosi di insufficienza respiratoria acuta in polmonite bilaterale da SARS CoV-2. Viene iniziata la terapia farmacologica e la ventilazione non invasiva.
 
“Dopo un'iniziale ripresa, però - racconta una nota della Città della Salute - , le cose riprendono a non andare bene e, per un ulteriore peggioramento del respiro, viene sottoposto ad intubazione e ventilazione invasiva. E' una corsa contro il tempo. Va meglio quasi subito, viene estubato e trasferito nel reparto di Sub-Intensiva 4A COVID 19. Viene ancora ventilato con il casco, ma parla, mangia e riesce anche a fare una videochiamata alla figlia. Tuttavia si è imparato una cosa di questa malattia: il repentino peggioramento. Spesso senza preavviso. E' una storia comune e purtroppo questo paziente non fa eccezione”.


Dopo 4 giorni quella luce di speranza torna a spegnersi. Il timore, vedendo la TC torace, è che possa spegnersi per sempre. I polmoni sono severamente e completamente compromessi. Le sue condizioni sono ormai disperate e pare non ci sia più nulla da fare. L’uomo torna a ventilare con il casco e, nonostante ciò, i suoi scambi respiratori peggiorano, ora dopo ora. Tutto quello che si poteva somministrare era già stato somministrato.

“L'ultima spiaggia - spiega la nota della Città dell Salute - era la terapia ossigeno-ozono. Ottenuto il consenso informato, vengono somministrati corticosteroidi ed ossigeno-ozono per via sistemica. E dopo qualche giorno un miracolo, l’uomo migliora progressivamente al punto di sospendere la ventilazione con il casco. Gli esami ematochimici non evidenziano più infiammazione e la TC torace di controllo risulta significativamente migliorata. L'11 maggio il paziente torna a casa dalla sua famiglia”.
 
L’ospedale Mauriziano di Torino, dopo autorizzazione del Comitato Etico Interaziendale, ha aderito, tra i pochi Centri in Italia, allo studio di ossigeno – ozono terapia con messa a punto di un protocollo terapeutico. “E' stato l'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine il promotore di questo studio nazionale multicentrico interventistico randomizzato per l’impiego dell’ozono in fase precoce nell’infezione da SARS CoV-2”, ricorda la nota.
 
Il Mauriziano è dotato di generatore di ozono, fornito dalla Odontostomatologia (diretta dal dottor Paolo Appendino) e lo studio è condotto su pazienti  ricoverati nel reparto di Sub-Intensiva COVID, gestito dalla Medicina Interna (diretta dal dottor Claudio Norbiato) e dalla Pneumologia (diretta dal dottor Roberto Prota).

La procedura con ossigeno-ozono terapia per via sistemica prevede – previo il consenso informato del paziente - il prelievo, a cadenza giornaliera, di circa 200 ml di sangue da una vena periferica; il sangue prelevato, senza alcuna disconnessione dal paziente, viene mescolato con pari volume di miscela di ossigeno ozono 96-4% con tecnica sterile. Per garantire l’adeguata diffusione dei gas nel sangue raccolto, si procede a delicata rotazione della sacca per 10 minuti, alla quale segue la reinfusione. La procedura viene ripetuta per un totale di 3 sedute. Al momento sono una quindicina i pazienti arruolati.

21 maggio 2020
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