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Green Pass. Cimo Piemonte: “I controlli non toccano a noi. Siamo medici, non sceriffi”

Il sindacato contesta l’utilizzo dei medici, nelle strutture sanitarie, per il controllo del Green pass del personale. “Anzittutto, per legge tutti gli operatori sanitari devono essere vaccinati, ma in ogni caso non è accettabile che le aziende sanitarie intendano delegare il controllo della regolarità del green pass di medici e infermieri a medici e infermieri. E’ un nonsense!”.

20 OTT - “Medici che controllano altri Medici per verificare la validità del loro green pass. Se non è un ossimoro questo!”. A denunciarlo, in una nota, è il Sindacato dei Medici Cimo del Piemonte, che contesta alla Direzioni sanitarie di volere delegare ai medici e agli infermieri il controllo del green pass di tutto il personale sanitario.

“Intanto è opportuno chiarire che per legge -  spiega Sebastiano Cavalli, Segretario di Cimo Piemonte – medici e infermieri in servizio devono essere vaccinati. Chi non possiede il green pass non può pensare di essere a contatto con il pubblico, curare i pazienti, lavorare in strutture sanitarie. In ogni caso il controllo della validità del certificato di vaccinazione di tutto il personale non può essere demandato a medici e infermieri già fortemente sotto stress per la gestione di tante pratiche rimaste congelate durante il periodo più acuto della pandemia. Impensabile poi che i medici si mettano a fare gli investigatori nei confronti per giunta dei propri colleghi. Che le aziende sanitare trovino altre soluzioni, facendo fare a personale amministrativo o di sicurezza controlli quotidiani a campione”.


La situazione negli ospedali piemontesi è, secondo la Cimo, “difficile”. “Sono oltre 170 - spiega il sindacato - i pazienti attualmente ricoverati per Covid, oltre 20 in terapia intensiva, a questi si aggiungono tante persone in cura per patologie gravi e degenti che hanno subito interventi da tempo programmati. Medici e infermieri continuano quindi a lavorare senza sosta”. Cimo Piemonte chiede chiarezza sulle modalità di controllo del green pass e rispetto verso la categoria dei medici, “celebrata nei momenti più complicati e sminuita a scapito di burocrazia e disorganizzazione”.

“Quello che chiediamo alle direzioni sanitarie è di agire secondo una logica di ruolo e di competenza, gli ospedali devono rimanere luoghi sicuri, dove i pazienti si sentano tranquilli e assistiti. Non è accettabile che il personale non sia vaccinato. Chi non ha il green pass non può accedere alle strutture ospedaliere e stare a contatto con altri medici e con chi è ricoverato. Non è altresì accettabile che non ci sia personale dedicato che ogni giorno controlli a campione la validità della certificazione vaccinale degli operatori sanitari, demandando questa operazione agli stessi medici. Se non si hanno le competenze manageriali per gestire strutture complesse come DSA meglio farsi da parte”, conclude il segretario Cavalli.

20 ottobre 2021
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