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Uil Fpl Trento: “Sistema sanitario in profonda crisi”

Il sindacato sta vivendo con grande preoccupazione le denunce sulle condizioni di lavoro dei propri iscritti. Il segretario Giuseppe Varagone punta il dito sulle continue pressioni in merito alle sostituzioni per la mancanza di personale con il trasferimento anche su reparti diversi, che arrivano alla richiesta, da parte digli ospedali ai dipendenti, di rimodulare il proprio contratto. Varagone: “Queste pretese da parte degli ospedali stanno generando un malcontento generalizzato e un elevato grado di stress fra i dipendenti”

29 GIU - Secondo la Uil Fpl sanità del trentino, “il sistema sanitario della provincia sta attraversando un momento di profonda crisi, mettendo in discussione perfino la qualità delle cure a causa di un personale altamente stressato e con condizioni di lavoro sempre meno accettabili”. A fare il punto è il segretario regionale del sindacato, Giuseppe Varagone, attraverso un comunicato. 

“Il nostro sindacato - spiega Varagone - raccoglie settimanalmente richieste di disponibilità, rivolto soprattutto dal personale medico, sanitario e di supporto, per far fronte a carenze di personale, assenze per malattie o gravidanze, dove gli vengono pretesi dall’oggi al domani, spostamenti fra reparti, richieste di  riformulare il proprio contratto part time magari, acquisito qualche anno prima, richieste di rinunce ai riposi e talvolta anche alle ferie. Queste richieste da parte degli ospedali stanno generando un malcontento generalizzato fra i lavoratori e, un elevato grado di stress fra i dipendenti che in altri contesti dell’impiego pubblico o nel mondo del privato, non ha pari”.
“Il sindacato che rappresento ha il sacrosanto dovere di dire quello che sta accadendo nella provincia autonoma di Trento – continua il sindacalista – e come non mai ogni settimana ho colleghi che mi avvisano che non vale più la pena né di curare né di lavorare in queste condizioni negli ospedali trentini dimettendosi per andare a lavorare nella provincia vicina. Noi confiniamo con la provincia di Bolzano che offre stipendi, allo stesso personale, dai 500 agli 800 euro in più ogni mese. L’ospedale di Cavalese per esempio dista circa 20 km con Bolzano. Ciò significa che medici e personale sanitario di Cavalese possono tranquillamente lavorare nel primo ospedale di Bolzano con uno stipendio decisamente più alto. Altro esempio: se un medico che vive a Trento e lavora all’ospedale di Argo in trentino ha la stessa distanza di lavorare dall’ospedale Hub di Bolzano.  Ecco perché molti stanno dando le dimissioni dagli ospedali di Trento per andare in quelli di  Bolzano”. 

“L’ospedale di Argo, lo avevamo detto a metà maggio in questa testata e lo ri-confermiamo ancora una volta – ribadisce il segretario Uil Fpl – continua a non pagare le ore straordinarie, le indennità, le pronte disponibilità e le prestazioni ad orario aggiuntivo al personale. Riteniamo che tutto questo sia di una gravità inaudita e che sia il tempo di invertire la rotta ascoltando le esigenze dei lavoratori, che hanno diritto ai recuperi psicofisici previsti, all’accesso agevolato al contratto part time, ai percorsi di crescita professionale garantiti da un’adeguata valorizzazione delle competenze e dei curricula, cosicché dalla mobilità tra ospedali e dai trasferimenti interni”.

Per questi motivi Varagone chiede a gran voce ai governanti di trovarsi attorno ad un tavolo per discutere di sanità trentina. “Sarà mica l’ospedale policentrico, ultima trovata della giunta Fugatti la soluzione dei problemi nella provincia autonoma di Trento?”.

Endrius Salvalaggio

29 giugno 2022
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