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Trento. Per la prima volta sì ai ticket: 1 euro per i farmaci e 3 euro per la specialistica

Dal 1° giugno anche i cittadini di Trento pagheranno la compartecipazione alla spesa sanitaria. Ma, sottolinea la Giunta provinciale, per la specialistica si tratta di “un mini ticket di 3 euro, rispetto ai 10 indicati dalla norma nazionale”. Nel 2014 le ricette farmaceutiche nella provincia sono state circa 4,5 milioni, quelle specialistiche 1,9 milioni.

12 MAG - Un euro di ticket per le ricette di assistenza farmaceutica convenzionata e un mini ticket di tre euro, rispetto ai 10 indicati dalla norma nazionale, per le ricette riguardanti le prestazioni di assistenza specialistica. È questo, in sintesi, il contenuto delle due deliberazioni assunte oggi dalla Giunta provinciale, su proposta dell'assessore alla salute e solidarietà sociale Donata Borgonovo Re. Le ricette, sia specialistiche che farmaceutiche prodotte in Trentino nel corso del 2014 sono state poco meno di 6,5 milioni.

“Va segnalato – sottolinea però la Giunta provinciale in una nota - che per le prestazioni specialistiche vengono salvaguardate le esenzioni attualmente già in essere, inoltre il provvedimento sarà oggetto di monitoraggio: secondo quanto richiesto dalla Quarta Commissione permanente del Consiglio provinciale, ogni sei mesi si verificherà l'incidenza della quota aggiuntiva sui nuclei familiari, al fine di introdurre eventuali correttivi. Per le prestazioni farmaceutiche sono invece previste esenzioni relative a invalidi, persone affette da malattie croniche, invalidanti e rare”.

 
Ecco i dettagli illustrati dalla Giunta provinciale

RICETTE FARMACEUTICHE
Quanto è dovuto
Una quota fissa di 1 euro
Dove si applica
Per ogni ricetta di assistenza farmaceutica convenzionata (in altre Regioni la quota fissa è dovuta per ogni confezione di farmaco)
Da quando
A partire dal 1° giugno 2015
Chi è soggetto
Tutti gli assistiti ad eccezione degli esenti, ossia:
a.    invalidi vittime di atti di terrorismo e famigliari;
b.    invalidi di guerra con pensione diretta vitalizia;
c.    soggetti affetti da malattie croniche e invalidanti limitatamente ai farmaci correlati;
d.    soggetti affetti da malattie rare limitatamente ai farmaci correlati;
e.    soggetti sottoposti a terapia del dolore ed ossigenoterapia;
f.    invalidi civili, invalidi civili minori di 18 anni, ciechi assoluti o con residuo visivo non superiore a 1/10, sordomuti, grandi invalidi del lavoro e invalidi per servizio 1^ categoria;
g.    danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati.
Numero ricette 2014
Le ricette farmaceutiche prodotte in Trentino nel corso del 2014 sono state circa 4,5 milioni, di queste 1 milione quelle esenti per patologia

RICETTE SPECIALISTICHE
Quanto è dovuto
Viene introdotto un mini ticket, ovvero una quota fissa di 3 euro (rispetto ai 10 richiesti dalla legge nazionale 296/2006)
Dove si applica
Per ogni ricetta di prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, di diagnostica per immagini e di laboratorio erogata dalle strutture del Servizio sanitario provinciale
Da quando
A partire dal 1° giugno 2015
Chi è soggetto
Gli assistiti che ad oggi non risultano già esenti sulla quota di compartecipazione sulla prestazione
Esenti
Gli assistiti già esenti per patologia, per malattia rara, per malattia invalidante, per condizione soggettiva e per reddito
Numero ricette 2014
Le ricette specialistiche prodotte in Trentino nel corso del 2014 sono state poco più di 1,9 milioni, di queste 1,1 quelle esenti per patologia e per reddito
Criteri di salvaguardia
I soggetti che superano le 33 ricette annue possono richiedere il rimborso per la parte eccedente, secondo modalità che verranno stabilite dall’Azienda.
È prevista una verifica semestrale dell’impatto della quota a livello di nucleo familiare; le risultanze di tale monitoraggio verranno valutate ai fini di eventuali correttivi al provvedimento.
Icef

Il mini ticket di 3 euro sulle prestazioni specialistiche non è basato sull'Icef.
È stata infatti effettuata un’attenta valutazione sull’opportunità di assoggettare il pagamento di tale quota aggiuntiva ad un indicatore economico-patrimoniale (Icef) ma sono state rilevate numerose criticità (fra cui l'impatto sulle attività dei CAF per l'elevata concentrazione di nuove domande con i correlati costi e la necessità di attivare i controlli, nonché l'onerosità di mantenere un doppio regime di compartecipazione per gli utenti trentini e quelli residenti fuori provincia ai quali deve applicarsi la norma nazionale). Per questo, vista anche l’entità minima (3 euro anziché 10 euro), si è stabilito di applicare il ticket a tutti gli assistiti, naturalmente salvaguardando le esenzioni già esistenti.

Marzia Caposio

12 maggio 2015
© Riproduzione riservata


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