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P.A. Trento. Semaforo verde della Giunta al Programma triennale per la salute e la sicurezza sul lavoro

Il programma individua 29 obiettivi in diversi ambiti di intervento. L'assessore Zeni: "Anche il Piano della prevenzione approvato lo scorso giugno ha fra i suoi macro obiettivi la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. Oggi chiudiamo il cerchio sugli obiettivi da perseguire nel corso dei prossimi anni".

05 NOV - Semaforo vedere della Giunta provinciale di Trento, su proposta dell'assessore alla Salute e Politiche sociali Luca Zeni, per il Programma provinciale di legislatura in materia di salute e sicurezza sul lavoro per il triennio 2015-2018 che viene affidato, contestualmente, al relativo Comitato di coordinamento con il compito di monitorare l'attuazione degli interventi previsti. Lo riferisce una nota della Giunta in cui spiega che il Programma di legislatura è "il risultato del recepimento dei diversi Piani nazionali di settore nonché del Piano nazionale della prevenzione 2014-2018, approvato con Intesta Stato Regioni del 13 novembre 2014".

"La promozione della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro è per l'amministrazione provinciale una priorità – ha spiegato l'assessore alla sanità, Luca Zeni -. Sappiamo che in Trentino gli infortuni denunciati nell'ultimo periodo risultano in calo, ma non bisogna abbassare la guardia: la Provincia ha a cuore la prevenzione, basti pensare alla campagna 'Salute sul lavoro un bene comune', promossa in collaborazione con l'Inail di Trento e l'Azienda sanitaria, e alle tante iniziative di formazione e sensibilizzazione. Lo stesso Piano provinciale della prevenzione, approvato dalla Giunta lo scorso giugno, ha fra i suoi macro obiettivi anche quello di prevenire gli infortuni e le malattie professionali. Oggi, con il Programma provinciale sulla salute e sicurezza sul lavoro, chiudiamo il cerchio individuando una trentina di obiettivi da perseguire nel corso dei prossimi anni".


Tra i piani di cui si è tenuto conto per l'elaborazione del provvedimento, la nota della Giunta cita, in particolare:
• il Piano nazionale sullo stress lavoro correlato;
• il Piano nazionale di prevenzione in agricoltura e selvicoltura;
• il Programma nazionale sui cancerogeni occupazionali e tumori;
• il Piano nazionale edilizia;
• il Piano nazionale per l'emersione e la prevenzione delle patologie dell'apparato muscolo scheletrico.
 

"Il Programma - spiega quindi la Giunta - partendo da questi Piani nazionali e dagli obiettivi in essi contenuti, si adatta al contesto locale per tener conto di quelle che sono le priorità del territorio provinciale, condivise dal Comitato provinciale di coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro che è formato da rappresentanti di Provincia (Dipartimento salute, Servizio lavoro, Servizio antincendi, Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente, Agenzia del lavoro); Azienda provinciale per i servizi sanitari; Inail; Inps; Consorzio dei Comuni; datori di lavoro; lavoratori; Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro; Associazione italiana addetti professionisti della sicurezza; Associazione nazionale medici d'azienda e competenti".
 

Il programma individua quindi 29 obiettivi da perseguire nel corso dei prossimi anni e rientranti in diversi ambiti di intervento che sono:

• formazione/informazione: uno degli ambiti di intervento trasversale, ossia rientrante in diversi obiettivi centrali. Gli obiettivi individuali a livello provinciale riguardano iniziative da porre in essere nei confronti di diversi soggetti: Azienda sanitaria, Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, medici competenti, datori di lavoro, operatori del settore edile, operatori occasionali del settore forestale, associazioni, ecc. ed è relativa: alla valutazione dei rischi da sovraccarico biomeccanico; alle malattie muscolo scheletriche; al settore edile, ai rischi dell'attività svolta dagli operatori occasionali del settore forestale e alle relative misure si prevenzione, ecc.;
• prevenzione delle malattie professionali;
• benessere organizzativo e stress lavoro-correlato;
• sicurezza sul lavoro nelle scuole (attraverso interventi di promozione della sicurezza nelle scuole e azioni volte a sviluppare una cultura della sicurezza negli studenti, futuri lavoratori);
• sviluppo di strumenti informativi (sistema di notifiche on-line dei dati dei cantieri edili);
• sorveglianza sanitaria;
• sostegno al ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e della bilateralità;
• differenze di genere.
 

05 novembre 2015
© Riproduzione riservata


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