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Vaccinazione antinfluenzale. Parte la campagna in Puglia, Germinario (Oer): “I medici che la sconsigliano dovranno essere segnalati”

“La mission del Ssn, in questo momento, è prevenire tutti i casi di influenza". Per questo, secondo il direttore Scientifico dell’Osservatorio epidemiologico regionale, chi non condivide questo obiettivo va segnalato. Gorgoni (Direttore Dipartimento Salute): “Non si muore di vaccino, ma di cattiva informazione su presunte conseguenze”.

09 NOV - Chi tra i medici di famiglia sconsiglierà di vaccinarsi contro l’influenza, "dovrà essere segnalato perchè la mission del sistema sanitario nazionale, in questo momento, è prevenire tutti i casi di influenza". Ad affermarlo, come riportato in una nota della Regione Puglia, è stata oggi Cinzia Annatea Germinario, Direttore scientifico OER Puglia, presentando la campagna di vaccinazione antinfluenzale che prende il via oggi nella Regione. “Il vaccino – spiegano dalla Regione – è l’unico mezzo efficace e sicuro per prevenire l’influenza e le sue complicanze”.

Nel corso della scorsa stagione influenzale 2014-2015 in Puglia, come nella maggior parte delle regione italiane, si è registrata una “scarsa e preoccupante” adesione alla campagna antinfluenzale “con serie conseguenze in termini di diffusione del virus e rischio mortalità per soggetti con patologie pregresse: sono stati registrati infatti 22 decessi e 62 casi di influenza grave mentre la copertura vaccinale negli ultrasessantacinquenni è stata del 49,8 per cento, valore questo ben lontano dal 75 per cento raccomandato dal Ministero della Salute”, osserva la Regione in una nota. Per questo, alla presentazione della campagna di quest’anno, è stato forte l’appello a cercare di evitare ogni resistenza alla vaccinazione


“L’influenza rappresenta un serio problema di sanità pubblica – ha affermato Giovanni Gorgoni, Direttore del Dipartimento Salute – e il vaccino è l’unico mezzo che abbiamo per limitare le conseguenze di una malattia che ogni anno colpisce tra il 4 e il 10 per cento della popolazione. In Puglia lo scorso anno la scarsa adesione alla campagna vaccinale ha determinato seri problemi di gestione dei ricoveri in tutti gli ospedali del territorio con un numero di decessi elevato che con ogni probabilità poteva essere evitato, o quantomeno limitato, con un gesto semplice come la vaccinazione. A noi spetta il compito di mantenere alta l’attenzione su un tema così rilevante di sanità pubblica mentre ai medici che sono a diretto contatto con i propri pazienti chiediamo di sostenere la campagna di vaccinazione in maniera attiva e attenta”. In conclusione, Gorgoni ha ricordato che "non si muore di vaccino”, ma di "cattiva informazione su presunte conseguenze provenienti da fonti di dubbia autorevolezza medico-scientifica”.

L’invito è a “non informarsi dal ‘dottor Facebook’, ma di consultare il proprio medico curante per ogni dubbio. A volte inoltre è stato delinquenziale mettere in giro voci sulla pericolosità dei vaccini”. Gorgoni spiega che “eventi avversi sono a volte possibili, ma equivalgono per quantità e effetti, agli eventi avversi dovuti all’assunzione di farmaci banali contro i sintomi influenzali, come ad esempio il semplice paracetamolo. In più, sollecito la vaccinazione del personale sanitario sia per dare il buon esempio, sia per non diventare veicoli di infezione”.

"I soggetti di età superiore ai 65 anni sono ad alto rischio - ha ricordato a sua volta Germinario dell’OER - ma si devono vaccinare anche i soggetti di età inferiore ma con patologie: ad esempio diabetici, nefropatici, ipertesi, cardiopatici". Germinario ha sottolineato che "non esistono vaccini pericolosi, anzi, quanto più alta è la copertura minore è la possibilità del virus di circolare".

09 novembre 2015
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