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Sciopero medici. Anelli (Omceo Bari): “Protesta condivisa dai camici bianchi pugliesi. Ci sostengano anche i cittadini"

In una lettera aperta Filippo Anelli annuncia l'adesione dei medici pugliesi allo sciopero nazionale in programma domani e ne spiega le ragioni. Lanciato anche un appello ai cittadini: “Siate vicini ai vostri medici” per “difendere insieme il nostro sistema sanitario equo e solidale”.

15 DIC - “Mercoledì 16 dicembre tutti i medici pugliesi, dipendenti, convenzionati e liberi professionisti, si asterranno dal lavoro. Lo faranno insieme ai 350.000 medici italiani chiamati da parte di tutte le organizzazioni sindacali del mondo medico a scioperare e a manifestare allarme per la tenuta del servizio sanitario nazionale”. Ad annunciare l’adesione degli Ordini dei medici chirurghi ed odontoiatri delle sei provincie pugliesi allo sciopero nazionale dei medici in programma domani è Filippo Anelli, presidente dell’Ordine dei Medici di Bari, in una lettera aperta per spiegare le ragioni della protesta. “La preoccupazione dell’intero mondo medico è che il diritto alla salute sia sempre più messo in discussione dalle scellerate scelte governative in tema di Sanità. Scelte che limitano la libertà di cura e l’autonomia del medico e rischiano di trasformare la professione in un’attività in cui la burocrazia prevale sull’esperienza clinica, con gravi conseguenze sulla tutela della salute dei cittadini”.

“I medici – prosegue Anelli - non si sentono più liberi di curare secondo scienza e coscienza. Si sentono sempre più condizionati, nella propria attività, da provvedimenti di carattere burocratico che limitano le prescrizioni, condizionandole nella loro erogabilità a tabelle e procedure, a tal punto da rendere sempre più complesso e difficile l’accesso alle prestazioni da parte del cittadino. Così facendo, si determinerebbe un doppio canale in cui si salverebbero solo quei cittadini che possono permettersi, per ragioni economiche, le prestazioni a pagamento, demolendo quindi la sanità pubblica a favore di quella privata. Oggi noi medici non siamo più disposti a farci carico delle inefficienze del sistema e a garantire, nonostante tutto, le prestazioni e il diritto alla salute del cittadino con il nostro senso di responsabilità e la nostra dedizione alla professione”.


I medici dicono “Basta! Basta con i turni massacranti. Basta con i carichi di lavoro insopportabili. Basta con strutture che non garantiscono la sicurezza dei medici e dei cittadini. Basta con i tagli indiscriminati che hanno ridotto nella nostra Regione, sotto i limiti previsti dalla legge, sia i posti letto per acuti che quelli per lungo degenza e riabilitazione. Basta con il blocco del turnover. Basta con l’assenza di una politica di investimenti sul territorio. Basta con medici di famiglia che continuano ad operare come negli ultimi 50 anni con il solo sfingomanometro e fonendoscopio. Basta con una Sanità che scarica sul medico il peso di inefficienze strutturali”.

E chiedono “maggior rispetto per la nostra professione e maggiore considerazione. Chiediamo di poter mettere a disposizione il nostro sapere, la nostra esperienza e le nostre competenze in merito alle scelte sanitarie che sono effettuate. Chiediamo che sia approvata la legge d’istituzione del Consiglio sanitario regionale. Chiediamo maggiore semplificazione delle norme sulla gestione della Sanità. Chiediamo che la nostra libertà e autonomia siano tutelate in quanto garanzia per la cura dei cittadini. Chiediamo che si riduca la burocrazia e i costi ad essa correlati. Chiediamo che ogni medico sia messo nelle condizioni di poter svolgere compiutamente la propria professione senza quelle limitazioni che creano disparità e talora conflitti tra medico e medico. Chiediamo che la politica faccia un passo indietro nella gestione della sanità, lasciando più spazio alla professione”.

Da Anelli anche un appello ai cittadini. “Ai cittadini di essere vicini ai propri medici, di condividere le ragioni della protesta e le preoccupazioni sulla tenuta del servizio sanitario. Difendiamo insieme il nostro sistema sanitario equo e solidale, che garantisce a tutti il diritto alla salute, e non lasciamo che distruggano questo essenziale strumento di civiltà”.

15 dicembre 2015
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