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Sciopero medici. Anelli (Omceo Bari): “Non siamo più disposti a farci carico delle inefficienze del sistema”

Sala gremita all’Auditorium dell’Ordine dei Medici di Bari. Gli Ordini dei medici e i sindacati medici pugliesi dicono no al de-finanziamento del sistema sanitario. Anelli (Omceo Bari): “Uno sciopero in Sanità non è mai una bella cosa, ma chiedo ai cittadini di comprendere che siamo sfiduciati ed esasperati da condizioni lavorative che ci impediscono di operare al meglio”.

16 DIC - Si sono riuniti stamane in assemblea a Bari, presso la sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Bari, i medici di famiglia, ospedalieri, ambulatoriali, odontoiatri, liberi professionisti e pensionati, convocati dall’OMCeO e dai sindacati di categoria in occasione della giornata di sciopero nazionale odierna. Sala gremita in occasione dello sciopero che, stando ai primi dati, ha visto un’adesione di circa il 70%. Ai cittadini sono stati comunque garantiti i servizi essenziali, come l’accesso al 118 per le emergenze, il servizio di guardia medica e gli interventi ospedalieri programmati.

Presenti all’assemblea i Presidenti degli Ordini dei Medici pugliesi e i segretari regionali delle sigle sindacali di categoria. I rappresentanti degli OMCeO provinciali oggi alle 16.30 incontreranno il Presidente Emiliano, cui chiederanno di dare attuazione agli impegni presi, istituendo il Consiglio regionale della Sanità, quale luogo di confronto tra Regione e professione medica in materia di Sanità.

“I medici – spiegano in una nota diffusa dall’Omceo di Bari - lamentano condizioni di lavoro con turni massacranti e carenze di personale, che paradossalmente sono peggiorate a seguito della nuova direttiva dell’Unione Europea che introduce limiti agli straordinari all’interno delle strutture sanitarie. Negli ospedali i professionisti di turno hanno visto infatti aumentare il carico di lavoro a causa del personale carente, mentre la Corte dei Conti ha bloccato per ora il provvedimento del governo che prevedeva l’assunzione di 3mila nuovi dirigenti medici. Col blocco del turnover, l’età media dei medici aumenta e manca quel ricambio generazionale che consentirebbe di creare nuove prospettive per i giovani e di risolvere il problema del precariato che affligge i nuovi professionisti e che porta molti giovani laureati a emigrare all’estero”.


I tagli in Sanità, proseguono i medici, “con le conseguenti riduzioni di organico e le annose questioni strutturali mai risolte, hanno inevitabilmente acuito i problemi legati alla sicurezza, che in Puglia i medici hanno vissuto in modo eclatante con l’uccisione della psichiatra Paola Labriola e che continuano a vivere quotidianamente sulla propria pelle, soprattutto all’interno dei presidi territoriali. Urge investire anche sul territorio, in termini di strutture e di mezzi. Anche il rapporto di fiducia tra medico e paziente è costantemente peggiorato negli ultimi anni, perché il medico di famiglia – sempre più imbrigliato nel proprio operare dalle linee guida e oberato da incombenze burocratiche – ha sempre meno tempo da dedicare all’ascolto del paziente e spesso viene visto come colui che nega una prestazione e non come il prezioso alleato per la tutela della propria salute”.

Oggi tutti i medici uniti chiedono di “poter tutelare il diritto alla salute del cittadino, come diritto costituzionalmente garantito, rifinanziando il sistema e mettendo mano alle gravi carenze di personale che affliggono soprattutto le regioni, come la Puglia, che hanno vissuto la drammatica stagione del Piano di rientro. Una Sanità in cui si investe – ricordano i medici - è una sanità che riesce a garantire al cittadino tassi di mortalità oncologica inferiori, come dimostrano i dati Eurocare 5. Nei paesi dove la spesa sanitaria è aumentata si registrano i maggiori incrementi nel tasso di sopravvivenza al tumore. Oggi i medici non portano avanti una battaglia corporativa, perché il problema è di sistema e non professionale. Oggi i medici combattono una battaglia anche per i cittadini, a favore del carattere irrinunciabilmente universalistico, equo e solidale del nostro sistema sanitario”.

“Uno sciopero in Sanità non è mai una bella cosa. Ma chiedo ai cittadini di comprendere che noi oggi non scioperiamo per difendere dei privilegi, ma perché sfiduciati ed esasperati da condizioni lavorative che ci impediscono di operare al meglio”, Filippo Anelli, Presidente Ordine dei medici di Bari. “Noi oggi – ha proseguito - scioperiamo anche per garantire il diritto del cittadino ad essere curato al meglio. Oggi i medici non si sentono più liberi di curare secondo scienza e coscienza, si sentono sempre più condizionati nel proprio lavoro da provvedimenti di carattere burocratico che limitano le prescrizioni e rendono sempre più difficile l’accesso alle prestazioni da parte del cittadino. Così si demolisce un servizio sanitario equo e solidale a favore del privato. Finora il sistema ha retto grazie alla dedizione di molti medici. Ma oggi non siamo più disposti a farci carico delle inefficienze del sistema. Nell’interesse del diritto alla salute del cittadino diciamo no al definanziamento e chiediamo come professionisti di essere coinvolti e poter dare il nostro contributo nelle scelte di politica sanitaria".

16 dicembre 2015
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