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Puglia. Riordino ospedaliero, Emiliano apre a modifiche e chiede sostegno nella trattativa con il Governo. Ma Cor, M5S e FI dicono “no” a “deleghe in bianco”

Intervenendo in terza commissione, il presidente della Regione si è detto “disponibile” a correggere le delibere sul piano riordino sanitario e “anche altri atti” purché, ha detto ai consiglieri, “su di voi si trasferisca anche il peso di alcune scelte”. Per M5S e Fi una apertura “tardiva e strumentale". E Cor osserva: “Emiliano condivida percorsi, non inviti a imbracciare le armi contro Renzi”.

07 APR - Si svolgeranno oggi i tavoli ministeriali sul Piano operativo 2013-2015 e sui due provvedimenti approvati dalla Giunta regionale della Puglia in materia di ristrutturazione della rete ospedaliera. A seguire la commissione sanità si dovrebbe riunire per verificare, d’intesa con la tecnostruttura della assessorato alla Sanità regionale, le modifiche da apportare al documento. E' quanto emerso ieri dalla seduta della terza commissione salute del consiglio regionale della Puglia in cui il presidente della Giunta, Michele Emiliano si è impegnato ad una interlocuzione permanente con la commissione sanità nell’ottica di una “osmosi continua”.

“Il Governo regionale – ha detto Emiliano in commissione - considera il Piano di riordino ospedaliero una delibera perennemente aperta e suscettibile di modifiche. E’ un atto di pianificazione strategica, e come tale non è un piano fisso, bensì viene adeguato man mano che si modifica lo scenario. Noi oggi abbiamo concordato che il teatro della modificazione del piano di riordino sia la commissione sanità, cioè l’organo tecnico della sovranità popolare, del Consiglio. Avere la possibilità di modificare la pianificazione strategica dentro la commissione consiliare della sanità, significa avere democrazia e pluralità di scelte che sono una cosa diversa che scegliere da soli nella stanza del Presidente della Regione”.


“Di fronte a sollecitazioni che tendono costruire il bene comune e non a soddisfare esigenze specifiche – ha proseguito Emiliano - la giunta è disponibile a correggere le delibere che riguardano il piano di riordino sanitario (ma anche altri atti rilevanti) così come fanno anche diverse regioni. Siamo disponibili ad alimentare questo meccanismo di osmosi continua tra l’esecutivo e la commissione purchè le questioni vengano affrontate insieme, purchè su di voi si trasferisca anche il peso di alcune scelte”. “E se la commissione – ha continuato il Presidente - ha desiderio di conoscere l’evoluzione del piano per adeguarlo in maniera realistica, e anche con un minimo di ambizione di operare un cambiamento, il governo ci sta. Ritiene che questo metodo sia assolutamente positivo. Il governo si impegna, a prescindere dalle questioni formali, a considerare questa interlocuzione permanente, centrale nella eventuale modifica di queste delibere. Questo è un punto fondamentale. Noi non consideriamo mai chiusa la pianificazione sanitaria”.

Emiliano ha poi sottolineato come l’indirizzo della Giunta, ribadito più volte, sia quello di investire prioritariamente le risorse del territorio su quei luoghi che subiscono le conversioni “perché ci vogliamo immedesimare in quei sindaci che subiscono delle privazioni”. Il Presidente ha dato la disponibilità anche a discutere insieme per cercare di equilibrare i processi di esecuzione del piano di riordino, quindi le modalità e i tempi di attuazione.

Emiliano ha quindi sottolineato quanto questo sia stato “un lavoro di grandissimo pregio che costituisce per l’esecutivo una sorta di provvista di informazioni e di valutazioni che sono decisive in un meccanismo che nella sostanza è un pezzo di piano strategico della sanità pugliese, che come tutti i piani è in continuo divenire”.

Nel corso del confronto Emiliano ha evidenziato la necessità di aprire un fronte di trattativa nazionale con il Governo sulla sanità, non solo pugliese ma di tutto il mezzogiorno. “Se io potessi andare alla trattativa finale con il Governo nazionale – ha detto - sulla base di una proposta fortissima fatta da questo Consiglio regionale e se ci coordinassimo con le altre regioni, così come abbiamo fatto con le trivelle, sarebbe una cosa eccezionale. E questo indipendentemente dal tipo di governo. Dobbiamo essere uniti per rinegoziare con l’esecutivo alcuni punti fondamentali, quali ad esempio le risorse (800 mila euro in meno rispetto all’Emilia Romagna con la stessa popolazione) e il personale (20mila tecnici in meno). Siamo in grado di difendere tutta la Regione e tutto il mezzogiorno? Se mi date un mandato sul piano sanitario, io farò questa battaglia. L’importante è che non lasciate solo il governo regionale nella battaglia con il governo nazionale. Andare a fare lotte con il governo oggi è costosissimo – ha concluso Emiliano - Io vi posso dire con certezza che ho intenzione di battermi sulla questione sanitaria però ho bisogno del vostro mandato. Io ci sto e accetto l’incarico, che non è facile. Ho bisogno che continuiate a sostenermi”.

L’intervento di Emiliano, le sue aperture e l’appello ad unirsi di fronte al Governo, non sono però state accolte da tutte le parti politiche con favore. “Pensavamo di aver visto tutto nei dieci anni di governo Vendola, ma un Piano di Riordino Ospedaliero flessibile è davvero la cosa più strana che una Regione potesse partorire!”, scrive in una nota il consigliere regionale dei Conservatori e Riformisti, Francesco Ventola. Secondo il quale “il presidente Emiliano, in qualità anche di assessore alla Sanità, oggi ha candidamente ammesso che tutte le proposte di modifica fatte nelle varie audizioni in Commissione, tutti gli emendamenti che le altre forze politiche hanno presentato, noi dei CoR non l’abbiamo fatto perché il Piano va riscritto, impossibile migliorarlo, costituiscono 'un patrimonio di partecipazione' del quale, strada facendo, la Giunta, che in solitaria aveva già approvato il Piano senza confrontarsi con nessuno, terrà conto. Insomma, come dire che oggi un reparto non c’è e domani c’è perché viene accolta una proposta di questo o quel territorio o di questo o quel partito. Una flessibilità che non può essere accettata vista l’importanza della materia che tocca la Salute dei pugliesi”.

Per Ventola “possiamo tranquillamente dire che dopo aver sentito il Presidente abbiamo avuto per l’ennesima volta la sensazione di essere un po’ presi in giro: tante belle parole (certo l’oratoria non manca al nostro Emiliano!) ma poca vera partecipazione. Per questo motivo non abbiamo aderito alla proposta di un documento unitario di tutte le forze del Consiglio che nelle intenzioni di Emiliano era un mandato ‘più forte’ sul tavolo delle trattative con il governo nazionale, ma di fatto era l’ennesima sfida che Emiliano lanciava a Renzi. Questa volta sulla Sanità. Emiliano deve comprendere che le ‘collaborazioni’ trasversali in favore della Puglia si costruiscono con processi istituzionali seri e di vera condivisione non certo con ‘chiamata alle armi’ dell’ultimo momento”.

“Tardiva e strumentale la collaborazione richiesta da Emiliano” anche per i consiglieri del Movimento 5 Stelle. “L’Assessore Emiliano ci prende in giro? Si ricorda solo ora di chiedere anche un parere dei Consiglieri regionali sul suo Piano di Riordino? Una richiesta del tutto strumentale tanto è vero che tutto il materiale propedeutico ai lavori della Commissione odierna è pervenuto soltanto nella giornata di ieri – dichiarano in una nota gli otto consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle – solo oggi ci viene richiesto, quando forse è troppo tardi dal momento che questa delibera sta già producendo effetti sul territorio, di firmare un documento da portare a Roma con il solito scopo: scaricare ancora una volta su Renzi gli errori di un piano di riordino concepito male dall’inizio, al fine di alimentare ancora una volta la sua battaglia interna al partito. Una battaglia dai toni stucchevoli che inizia a stancare tutti e soprattutto i pugliesi che continuano a pagarne le conseguenze”.

I consiglieri pentastellati parlano di “delega in bianco” che Emiliano chiederebbe di firmare e che “non possiamo concedere per due motivi - commenta Mario Conca - in primis per noi questo piano di riordino ospedaliero è pressoché illegittimo e non rispondente ai dettami del DM 70, quindi da rifare, in secondo luogo avremmo voluto, prima di valutare endorsement nell’interesse della Puglia, che il presidente Emiliano ci comunicasse preliminarmente come avesse intenzione di controbattere al MEF e alla Lorenzin in merito al blocco assunzionale e alla quota capitaria. Noi gli abbiamo suggerito le azioni da compiere nelle sedi capitoline, lui invece, da bravo oratore ha detto tutto ed il contrario di tutto”.

Gli fa eco l’altro componente M5S della commissione sanità, Marco Galante: “Che senso ha chiedere un parere oggi? Nel momento in cui si chiude un ospedale, o vengono accorpati dei reparti, ovvero vengono smantellate équipe con esperienze decennali e macchinari, come si potrebbe mai tornare indietro? L’esperienza insegna che dal momento in cui un ospedale cessa la propria attività, non esiste modo per ripristinare la situazione quo ante”.

Critica anche Forza Italia. “Emiliano ha bypassato, per settimane, le numerose proposte di modifica da noi avanzate sul piano di riordino e chiede oggi un sostegno alle forze di opposizione. Un giochetto inutile e noi di Forza Italia non ci stiamo: come possiamo sostenere un documento ‘lacrime e sangue’, che chiediamo insistentemente di modificare?”, dichiarano in una nota il presidente del Gruppo di Fi, Andrea Caroppo, ed il componente della III Commissione consiliare Sanità, Nino Marmo.

“Emiliano – aggiungono - ha riservato alla Puglia il trattamento che Renzi riserva a lui: nessuna condivisione, ma persistente arroganza nel metodo di affrontare le questioni. Non ha consentito, fino ad oggi, che nessun consigliere, di opposizione ma anche di maggioranza, apportasse un contributo al documento di riorganizzazione della rete ospedaliera. Ed ora che si avvicina lo schiaffo da Roma, vorrebbe la condivisione non delle scelte di merito, ma degli ulteriori quanto probabili tagli che il governo nazionale potrebbe richiedere alla Regione. Perciò, non abbiamo potuto sottoscrivere il documento unitario proposto durante la seduta della III Commissione: la condivisione va attuata nel processo di una decisione da assumere e non solo quando si tratta di dimezzare gli insuccessi”.

“Siamo ancora qui – concludono Caroppo e Marmo - con le nostre proposte precise e puntuali per migliorare il servizio sanitario regionale e se Emiliano vorrà, saremo, allora sì, disponibili a collaborare alla riscrittura completa del documento, mettendo al centro i bisogni del paziente-cittadino pugliese”.

07 aprile 2016
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