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Lea. Emiliano a Lorenzin: “La Regione dopo il 2015 sta migliorando, ma è difficile dare servizi migliori senza risorse”

Il presidente della Regione replica al ministro, che in un’intervista all’Ansa ha rilevato come la Puglia si tra le Regioni ancora inadempienti in fatto di Lea. “I dati dei Lea cui fa riferimento la Lorenzin sono relativi al 2015. Nel 2016 dal nostro bilancio autonomo abbiamo stanziato 50 milioni di euro”

30 MAR - “Quando sono arrivato in Regione, ho immediatamente preso atto della grande criticità rappresentata dalla sanità. Una regione andata in piano di rientro nel 2010 e che andava governata con polso e con trasparenza se si voleva invertire la rotta e allontanare definitivamente la politica dalla sua gestione. Ho pensato dunque di non dare la delega, l’ho tenuta per me e ho cominciato a lavorare. Certo i dati dei Lea cui fa riferimento la Lorenzin sono relativi al 2015 e non ci si può sbagliare. Dal 2016 però la Puglia ha lavorato per un Piano operativo che invertisse la rotta e che ci desse la possibilità di superare le criticità”. Ad affermarlo, in una nota, è il presidente della Puglia, Michele Emiliano, in risposta alle dichiarazioni del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che in un’intervista all’Ansa ha rilevato come la Puglia si tra le Regioni ancora inadempienti in fatto di Livelli essenziali di assistenza (Lea).

Tra le criticità che si sta cercando di superare, Emiliano cita quella relativa alla spesa farmaceutica, “sulla quale stiamo lavorando tantissimo raggiungendo importanti obiettivi di risparmio. L’ultima delibera, in ordine di tempo, sull’appropriatezza di prescrizione dei farmaci sotto controllo è stata approvata nell’ultima giunta e riguarda i farmaci contro l’Asma e la BPCO. Certo noi governatori facciamo sempre i conti con le poche risorse destinate per la sanità alle regioni, risorse che negli ultimi due anni rispetto a quanto previsto dal Patto della Salute 2014-2016 sono state notevolmente inferiori.  Del resto lo stesso ministro Lorenzin ha più volte invitato le regioni ad attuare politiche restrittive che hanno messo sì i conti della sanità in sicurezza ma hanno anche d’altra parte indebolito proprio l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza. Con meno risorse, risulta difficile dare servizi più qualificati e tecnologicamente avanzati”.


“La Puglia però – prosegue Emiliano - non si è fermata qui. E’ andata oltre e nel 2016 ha dovuto far fronte ai  maggiori costi del sistema sanitario, avendo anche finanziamenti sospesi da parte del Governo nazionale (payback) per circa 100 milioni di euro, stanziando risorse proprie, circa 70 milioni, per i farmaci innovativi ed in particolare per l’acquisto dei farmaci per la cura dell’epatite C, per la quota non garantita dal finanziamento nazionale (10 milioni di euro),  per finanziare i maggiori costi registrati nel corso dell’anno per il potenziamento dell’assistenza primaria sul territorio (10 milioni di euro rispetto a quanto già stanziato con il Bilancio di Previsione 2016 sul capitolo 731030), per gli investimenti in sanità, nelle more che a livello nazionale siano ‘riattivati’ i finanziamenti ex art. 20 della legge 67/88, per dare piena attuazione al D.Lgs 118/2011 (art. 20 e art. 29) in materia di esatta perimetrazione delle somme per spese correnti ed in conto capitale, e per ridurre l’aggravio dei bilanci di esercizio 2016, per le quote non coperte da fondi comunitari, (30 milioni per gli investimenti sanitari già sostenuti dalle aziende nel 2016), per far fronte ai costi per i livelli essenziali di assistenza non coperti dai finanziamenti ordinari a valere sui conti economici delle aziende sanitarie per l’esercizio 2016, nel bilancio regionale autonomo (20 milioni di euro). Quindi Il risultato è da considerarsi molto positivo se si tiene conto che si è operato di fatto con minori risorse rispetto al 2015”, conclude il presidente della Giunta.

30 marzo 2017
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