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Diabete. D’Ambrosio Lettieri (NcI): “Bene via libera in Puglia a nuovi misuratori di glicemia”

“Saluto con soddisfazione il via libera del Consiglio regionale pugliese all’ammissione dei nuovi misuratori di glicemia per diabetici a carico del Ssr. Un piccolo risultato conseguito a beneficio dei diabetici pugliesi, considerato che gli stessi rilevatori di glicemia di ultima generazione, non invasiva, sono già in uso in altre regioni italiane”. Così il componente della Commissione Sanità del Senato e presidente Intergruppo parlamentare “Qualità di vita e diabete”.

28 DIC - “Saluto con soddisfazione - dichiara in una nota il senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri (Noi con l’Italia), presidente Intergruppo parlamentare “Qualità di vita e diabete” e componente Commissione Sanità Senato - il via libera del Consiglio regionale pugliese all’ammissione dei nuovi misuratori di glicemia per diabetici a carico del Ssr. Si tratta, infatti, di un impegno assunto nel Forum Insieme per il diabete, promosso dall’Intergruppo parlamentare “Qualità della vita e diabete”, tenutosi proprio a Bari nell’ottobre scorso e da cui sono emerse luci e ombre nel panorama nazionale e regionale per la lotta ad una malattia in crescita allarmante. Ottenere un accesso omogeneo in tutte le regioni sia ai farmaci che ai dispositivi medici innovativi è tra gli obiettivi primari dell'intergruppo”.

“Una buona notizia - prosegue D'Ambrosio Lettieri -, dunque, un piccolo risultato conseguito a beneficio dei diabetici pugliesi, considerato che gli stessi rilevatori di glicemia di ultima generazione, non invasiva, sono già in uso in altre regioni italiane. Ma le luci e le ombre, sia nel panorama nazionale che locale, con riferimento alla Puglia, restano e la guardia non va abbassata perché sono ancora tante le criticità da risolvere, dall’approvazione del documento strategico per la somministrazione dei farmaci a scuola (su cui il Senato ha approvato una mozione all’unanimità) al problema della transizione verso l’età adulta, che rappresenta una fase delicata e difficile nella vita di una persona con diabete di tipo 1, perché segna il passaggio dall’assistenza pediatrica a quella diabetologica dell’adulto”.


“In questa legislatura che volge al termine - dichiara ancora d’Ambrosio Lettieri -., l’Intergruppo che presiedo insieme all’ on. Becattini, ha mantenuto un faro sempre acceso sui problemi della governance del sistema e sulle esigenze dei pazienti affetti da diabete e delle loro famiglie. Non ultimo, sulla medicina generale che oggi non svolge ancora il ruolo centrale che le compete (considerata la prossimità con il paziente) per esempio in relazione alla prescrizione di alcuni farmaci innovativi, riservata esclusivamente agli specialisti. Consentire ai medici di medicina generale di effettuare la prescrizione di farmaci innovativi e poi renderli regolarmente reperibili nelle farmacie del territorio, permetterebbe anche ai cittadini che vivono in aree periferiche, interne o disagiate di averne accesso. Su questo ho anche presentato una interrogazione al ministro della Salute”.

“Mi auguro - afferma il senatore -, quindi, che i passi avanti e gli sforzi unanimi fatti verso il raggiungimento dell’obiettivo di fare rete sui temi della prevenzione, della diagnosi precoce e del miglioramento delle condizioni di vita del paziente, nonché sull'accesso alle terapie e ai dispositivi medici in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, non vadano dispersi”.

“Occorre governare il sistema - conclude D'Ambrosio Lettieri -, in una logica universalistica, equa e solidale, in termini di appropriatezza e aderenza terapeutica, perché i numeri che riguardano l’incidenza del diabete sono preoccupanti. In Italia sono in crescita allarmante, tanto che nel 2030 si prevede che le persone con una diagnosi della malattia arriveranno a toccare i 5 milioni.  Inoltre si stima che 3 milioni di persone abbiano il diabete di tipo 2, mentre 1,5 milioni di persone ce l’abbia ma non diagnosticato, che 2,6 milioni abbiano difficoltà a mantenere i livelli di glicemia nella norma e 250 mila persone abbiano il diabete di tipo 1. Non è finita. Questa patologia assume proporzioni preoccupanti nei bambini, investe numerose complicanze e promette numeri da capogiro anche in termini di costi sociali ed economici stimati, infatti, nel 2015, in oltre 9miliardi di euro, cioè il 13% dell'intero budget sanitario nazionale”.

28 dicembre 2017
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