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Autismo. Presentato da Emiliano un progetto ‘di vita e di inclusione lavorativa’

Si chiama iFun, iWork, iLive, iAm e per ora è un progetto sperimentale (che ambisce a diventare progetto regionale) di vita e di inclusione lavorativa a favore dei giovani affetti da autismo e da malattie rare.  L’obiettivo è formare bambini con problematiche psico-sensoriali, fin da piccoli, per donare loro competenze utilizzabili nel mondo del lavoro da adulti, migliorando inoltre la loro autonomia e il loro inserimento nella società

16 OTT - iFun, iWork, iLive, iAm è stato presentato alla stampa questa mattina dal Governatore della Regione Puglia Michele Emiliano, dal direttore dell’Aress Giovanni Gorgoni, dalla coordinatrice Aress Paola Povero, dal direttore generale Asl Foggia Vito Piazzolla e dal presidente dell’associazione iFun, Maurizio Alloggio.

“La Regione Puglia – ha detto il presidente Emiliano - come ha potuto accertare anche l'agenzia di rating Moody's, è una delle regioni meglio amministrate d'Italia con un avanzo di amministrazione pari a un miliardo e 600 milioni circa. Noi purtroppo però non possiamo utilizzare questo denaro perché le regole europee e italiane, per mantenere il rapporto deficit-Pil, ce lo impediscono. Eppure è denaro che noi abbiamo saputo risparmiare e abbiamo saputo mantenere nella nostra disponibilità. Oggi stiamo presentando un progetto contro l'autismo e a favore dell’inclusione sociale e lavorativa di questi ragazzi, da 530mila euro. Un progetto piuttosto costoso, sperimentale, che riguarda però solo venti ragazzi. Ecco se noi avessimo avuto la possibilità di utilizzare il danaro del nostro avanzo, avremmo potuto anche assistere maggiormente le famiglie e sarebbe stata certamente una boccata di ossigeno”.


“Oggi – ha proseguito il Governatore - per noi è una bella giornata di felicità. È una giornata che ci fa coraggio e che ci fa andare avanti, ci fa trovare l’entusiasmo e l’energia. La Puglia ha fatto passi da gigante negli ultimi due anni e mezzo sulla questione dell'autismo ma mi rendo conto che questi passi da gigante risolvono pochi problemi. Oggi, quindi, non mi accontento solo di una conferenza stampa. Voglio rilanciare e mandare un messaggio al Governo e ai vari Ministri interessati. Mi piacerebbe – ha spiegato Emiliano - che il Documento di economia e finanza, il Def, contenesse anche delle misure a favore dei soggetti deboli, con delle disabilità gravi e gravissime, a cominciare dall’autismo”.

“Non è possibile che i costi sociali e sanitari – ha aggiunto Emiliano - si scarichino solo su regioni e comuni che sono sempre più soli. Occorre che il Governo recuperi un minimo di eguaglianza rispetto a coloro che vengono definiti normodotati”.

Emiliano poi, sollecitato dai giornalisti, ha parlato anche del “dramma” degli Assegni di cura, e ha chiesto al Governo i 40 milioni necessari (su 60 complessivi) per coprire tutto il fabbisogno.

“Il Ministro del lavoro – ha detto il Presidente – deve occuparsi della possibilità, per tutti, ripeto per tutti anche per chi ha delle disabilità, di lavorare, di vivere, di divertirsi e di fare in modo che le famiglie che li assistono siano più serene”.

“Noi abbiamo il dramma degli assegni di cura – ha concluso Emiliano – perché non hanno copertura. Il Governo ci dà solo 20 milioni sui 60 necessari. Chiedo quindi nuovamente che il Def contenga il riequilibrio di queste condizioni di svantaggio con delle correzioni affinché si possa ricominciare seriamente a parlare in Italia di Welfare, troppo spesso raso al suolo”.

“Con questo progetto – ha detto il direttore dell’Aress Gorgoni - cambia proprio la presa in carico del paziente e cambia in termini di inclusione vera, diventa inclusione sociale, sia a scuola che sul luogo di lavoro. Non più solamente quindi presa in carico clinica come invece siamo abituati a definirla. È un progetto sperimentale che coinvolge 20 cittadini e che prevede un finanziamento esterno in partnership. Non ci sono costi aggiuntivi se non quelli ordinari che già sosteniamo con l'assistenza presso la Asl e con il supporto organizzativo progettuale che fa la nostra Agenzia. Noi utilizziamo i fondi che già utilizziamo correntemente, semplicemente li utilizziamo meglio, come in questo caso, in maniera più focalizzata e con un obiettivo concreto”

Povero, coordinatrice per conto dell’Aress dei progetti sull’autismo ha parlato dei diversi step che la Regione Puglia ha perseguito in attuazione del Regolamento su questa patologia e dell’avvio oggi di un “cantiere aperto che, oggi parte da Foggia, ma che ben presto dovrà costruire una solida ed efficiente rete per la presa in carico complessiva dell’utente/cittadino, insieme con tutte le associazioni e le esperienze degli altri territori pugliesi che esse rappresentano”.

Per il direttore generale della Asl di Foggia, Piazzolla, “quello dei disturbi dello spettro autistico è un mondo variegato e complesso. I bisogni di cura e di assistenza, le strategie di trattamento, la presa in carico richiedono l’adesione a modelli multidisciplinari e l'attiva partecipazione delle famiglie. Fondamentale, dunque, per una assistenza adeguata, efficace ed efficiente, è la capacità di fare sistema con famiglie e mondo dell'associazionismo”.

Infine, Alloggio, presidente dell’associazione iFun, ha voluto lanciare l’hastag #noisiamoorizzonti, proprio per dare il senso di un progetto aperto, da condividere con il maggior numero di persone, istituzioni, enti, privati, scuole, famiglie. Tutti insieme, verso gli orizzonti futuri da raggiungere. 

Il Progetto
Il progetto si chiama iFun, iWork, iLive, iAm: significa che gli autistici possono divertirsi, lavorare, vivere pienamente, essere se stessi. Nel cantiere di un progetto pilota dell’associazione iFun, pensato per 20 persone dai 6 ai 20 anni di età con disturbi dello spettro autistico, si aggiungono l’Asl di Foggia e l’Aress (Agenzia Regionale per la Salute e il Sociale), rafforzando le azioni intrecciate di scuole, famiglie e servizi sociali comunali.

L’obiettivo
L’obiettivo è formare bambini con problematiche psico-sensoriali, fin da piccoli, per donare loro competenze utilizzabili nel mondo del lavoro da adulti, migliorando inoltre la loro autonomia e il loro inserimento nella società.

Gli strumenti
Sarà allestito e organizzato un laboratorio di domotica. La domotica si occupa di realizzare tecnologie che migliorano la qualità della vita dentro casa. Con l’aiuto di esperti, e utilizzando pezzi di computer e elementi di elettronica riciclati, le persone protagoniste del progetto impareranno a costruire congegni elettronici e di automazione destinati proprio a migliorare la qualità della vita dei soggetti affetti da autismo e malattie rare.

La rete degli strumenti e delle collaborazioni
Il laboratorio di domotica è l’elemento più innovativo del progetto, poiché attualmente non esistono esempi simili in Europa, ma è solo un aspetto dell’iniziativa. Il laboratorio, infatti, è integrato in una rete di strumenti e collaborazioni che unisce gli sforzi e l’impegno di scuola, Asl e famiglie. Ogni “focus” (laboratorio, scuola, Asl e famiglie) avrà a disposizione una piattaforma informatica agile e semplice da utilizzare, in modo da scambiare valutazioni, informazioni e monitoraggio riguardanti i progressi compiuti.

Risorse economiche
Entro novembre, sarà reso pubblico l’impegno e il sostegno economico-finanziario al progetto da parte di alcune importanti realtà. Con l’avvio della sperimentazione, naturalmente, si aprirà una fase in cui l’interesse verso l’iniziativa sarà crescente. Questo ci permetterà di valutare le proposte di chi manifesterà interesse verso la nostra iniziativa.

16 ottobre 2018
© Riproduzione riservata


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