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Liste d’attesa. Al San Carlo di Potenza scatta il blocco dell’intramoenia

“Una misura che ha carattere provvisorio e natura flessibile”, spiega il Dg Massimo Barresi evidenziando come sia bastato l’annuncio dello stop all'Alpi per far registrare, in un mese e mezzo, un abbattimento pari al 50% di alcune prestazioni, che in certi casi sale al 70%. Nonostante questi risultati, lo stop dell’Alpi scatta da oggi nelle Unità Operative che, pur registrando recuperi, non sono in linea con i tempi di attesa massimi dettati dal nuovo Piano nazionale. I DATI

06 GIU - “Abbattere le liste di attesa è possibile con impegno, determinazione, grande lavoro di squadra, scelte coraggiose, e infine, come extrema ratio, anche con il blocco dell’attività intramoenia”. Lo ha ribadito il Direttore dell’Azienda Ospedaliera Regionale ‘San Carlo’ di Potenza, Massimo Barresi, annunciando che da oggi scatta lo stop dell’ALPI (Attività libero professionale intramuraria) per “sforamento dei tempi di attesa massimi individuati dalla Regione”, in riferimento a quelle Unità Operative di alcune branche specialistiche che, pur registrando recuperi, come rilevato nel monitoraggio di aprile 2019, non sono in linea con i tempi di attesa massimi dettati dal nuovo Piano nazionale per il governo delle liste di attesa (PNGLA) 2019-2021 varato dal Ministero della Salute”.

“Una misura che ha carattere provvisorio e natura flessibile anche alla luce degli importanti risultati ottenuti dall’AOR ‘San Carlo’ in un mese e mezzo dall’annunciato blocco dell’intramoenia – ha sottolineato il Dg Barresi -. Complessivamente, infatti, su tutte le prestazioni erogate dall’Azienda che sforavano i tempi di attesa fissati, si è registrato un abbattimento pari al 50 per cento. Percentuale che sale al 70% per le specifiche prestazioni oggetto di monitoraggio secondo il PNGLA”.


In particolare, ecco la situazione, in seguito ai monitoraggi delle prestazioni PNLGA 2019-2021:

Al Presidio Ospedaliero San Carlo di Potenza, al 3 giugno 2019 su 30 ambulatori monitorati, 21 sono risultati tempi (70%); all’11 aprile 2019, erano nei tempi 11 (36,6%).

Al Presidio Ospedaliero di Pescopagano, al 3 giugno 2019 su 2 ambulatori monitorati, 1 risultato tempi (50%); all’11 aprile 2019,  nei tempi 1 (50%).

Al Presidio Ospedaliero di Melfi, al 3 giugno 2019 su 9 ambulatori monitorati, 7 risultati tempi (77,7%); all’11 aprile 2019,  nei tempi 3 (33,3%).

Al Presidio Ospedaliero di Lagonegro, al 3 giugno 2019 su 12 ambulatori monitorati, 5 risultati tempi (41,6%); all’11 aprile 2019,  nei tempi 4 (33,3%).

Al Presidio Ospedaliero di Villa d’Agri, al 3 giugno 2019 su 9 ambulatori monitorati, 4 risultati tempi (44,4%); all’11 aprile 2019,  nei tempi 3 (33,3%).

Un risultato, spiega l’Azienda, “frutto di un’intensa e proficua attività di monitoraggio con incontri, verifiche e controlli messi a punto e validati dall’Ufficio Prestazioni ambulatoriali della Direzione Sanitaria, che ha determinato un notevole recupero dei tempi di attesa su numerose Unità Operative, frutto della forte condivisione e partecipata adesione della classe medica al processo di riorganizzazione dell’offerta di prestazioni a tutela del principio di equo accesso alle cure da parte degli utenti regionali ed extra regionali con progressivi effetti prevedibili positivi anche sulla mobilità passiva”.

Ma non si deve abbassare la guardia, avverte il Dg Barresi. “È un risultato che deve tuttavia essere consolidato attraverso il completamento del percorso di integrazione con le aziende territoriali finalizzato al governo della domanda, senza il quale qualunque azione di efficientamento dell’offerta si espone al rischio di essere vanificata. È evidente, infatti – ha aggiunto il Direttore Generale -, che un’analoga attività di contenimento delle liste di attesa si impone per le altre aziende sanitarie regionali al fine di evitare che la migliore accessibilità al ‘San Carlo’ possa incrementare l’utenza proveniente da altre aziende in cui i tempi di attesa risultano più lunghi e quindi vanificare la positiva tempistica conseguita dal San Carlo”.

Oltre alla sospensione delle attività intramoenia, per ridurre i tempi di attesa delle prestazioni ambulatoriali per esterni, sono state condivise e messe in campo azioni di riorganizzazione delle aree che presentavano le liste di attesa più lunghe. In particolare, si è proceduto all’attivazione di nuove postazioni di prenotazione interdipartimentali (Materno Infantile – Cardiovascolare – Internistico – Chirurgico e Piastra Ambulatoriale – Diagnostica per immagini ubicati ai padiglioni F-C-E-L1-L2) che consentono ai cittadini di accedere a tutte le agende di visite ed esami di controllo richiesti dai medici a conclusione di una prima prestazione (visita o esame) o a seguito di una dimissione da ricovero, così da evitare all’utente il ricorso a un’altra prenotazione telefonica attraverso il call center.

“Va sottolineato – ribadisce infine l’azienda - il carattere provvisorio e la natura flessibile della misura del blocco dell’intramoenia”, i cui effetti cesseranno al verificarsi del rientro nei tempi di attesa previsti o si procederà a un nuovo blocco sulla base delle verifiche mensili del monitoraggio. “In ogni caso – chiarisce l’Azienda - la misura adottata costituisce stimolo per le Unità Operative interessate ad un recupero tempestivo dei tempi di contenimento anche ricorrendo a una diversa e migliore organizzazione delle risorse e delle attività. La sospensione non incide sulle prestazioni già prenotate per il mese di giugno 2019, ha efficacia anche nei confronti dei professionisti esercenti l’attività intramoenia presso studi privati e/o centri convenzionati con l’azienda”.

06 giugno 2019
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