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Covid. Molte Regioni favorevoli a misure restrittive solo per i non vaccinati in caso di peggiormaneto della situazione


Ne avava parlato ieri il presidente del FVG e della Conferenza delle regioni Fedriga e oggi sono diversi i governatori a spingere per l'adozione di misure di contenimento che riguardino però solo i no vax: ““Se un territorio dovesse passare di zona i vaccinati dovrebbero avere maggiore libertà, perché prima non avevamo i vaccini ma adesso abbiamo dei vaccini che funzionano. Chi ha creduto nella scienza non può pagare per gli altri", dice oggi Fedriga.

16 NOV - "Non possiamo fare pagare il prezzo di eventuali nuove chiusure ai vaccinati, che hanno difeso se stessi e gli altri, partecipando alla campagna vaccinale", così ieri il presidente del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga.
 
Un chiaro segnale nel senso di immaginare provvedimenti ad hoc solo epr i non vaccinati sullo stile di quanto sta avvendendo in Austria che convice anche il presidnete della Liguria Giovanni Toti che, dopo una telefonata con iFedriga, annuncia: “Chiederemo al Governo come Regioni che le misure restrittive legate alle fasce di colore valgano per le persone che non hanno fatto il vaccino, non per le persone che lo hanno correttamente fatto”.
 
"Se qualcuno deve essere convinto – aggiunge Toti – sono coloro che non si sono vaccinati, le misure che devono essere prese, lo devono essere solo per i non vaccinati, non certo per chi ha fatto fino in fondo il suo dovere".
 
E sulla stessa linea anche il presidente dell'Alto Adige Arno Kompatscher che richiama in particolare sulla disciplina e il controllo effettivo dei Green pass perché “la quarta ondata non si fermerà al Brennero”. Per Kompatscher l'incidenza è più alta nelle regioni del nord, come l'Alto Adige e il Friuli, "ma non solo per questioni climatiche, ma anche per il basso tasso di immunizzati". "Non serve – aggiunge Kompatscher - escludere i non vaccinati dal Green pass, se questo non viene controllato”.

 
D’accordo anche Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria: “La situazione della pandemia nel nostro Paese mi sembra al momento sotto controllo. È vero, alcune Regioni rischiano di andare in zona gialla, ma con questa eventuale variazione di colore cambierebbe fortunatamente poco rispetto alla zona bianca. Discorso diverso se il numero dei contagi e delle ospedalizzazioni dovessero continuare ad aumentare vertiginosamente nelle prossime settimane. In quel caso sì, concordo con il presidente Fedriga e con il presidente Toti, se si dovessero rendere necessarie nuove restrizioni - il vero gradone è, a mio avviso, rappresentato dalla cosiddetta zona arancione - queste dovrebbero coinvolgere esclusivamente coloro che non si sono vaccinati".
 
“La stragrande maggioranza degli italiani ha dato fiducia alla scienza – afferma Occhiuto -, e con senso di responsabilità nei confronti della comunità si è sottoposta al vaccino. Non sarebbe giusto far pagare a questa maggioranza la scelta incomprensibile di una minoranza".
 
"Non possiamo pensare a restrizioni per questi cittadini che hanno dimostrato fiducia, consapevolezza e senso del bene comune", rileva il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, riferendosi agli "oltre 8 milioni di lombardi che hanno con convinzione e senso di responsabilità aderito alla vaccinazione" contro il Covid.
 
Rispetto al lockdown per i non vaccinati come in Austria, l'assessore alla sanità della regione Lazio, Alessio D'Amato afferma: "Anziché tornare a chiudere in maniera generalizzata, meglio il lockdown dei non vaccinati".
 
E sul tema torna lo stesso Fedriga, che sottolinea che vi devono essere maggiori libertà per chi si è vaccinato nel caso in cui una Regione dovesse cambiare colore e non essere più in zona bianca: “Se un territorio dovesse passare di zona i vaccinati dovrebbero avere maggiore libertà, perché prima non avevamo i vaccini ma adesso abbiamo dei vaccini che funzionano", e aggiunge: "Chi ha creduto nella scienza non può pagare per gli altri".
 
Anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani si dice favorevole all'introduzione di misure restrittive per chi ha scelto di non vaccinarsi. "I contagi stanno risalendo - ricorda il presidente - non siamo al livello dell'anno scorso: in Toscana contiamo 2700 nuovi contagi in una settimana e, nello stesso, periodo lo scorso anno avevamo raggiunto quota 16 mila ed eravamo in zona rossa. Ora siamo in zona bianca, con la speranza di poterci restare per tutto l'inverno. Ciò impone misure rigorose, per poter garantire a tutti i cittadini di fare una vita di comunità e di avere relazioni sociali. La prima misura, la più importante, è il vaccino".
 
"Se chi non è vaccinato vuol partecipare alla vita di comunità - prosegue Giani - deve immunizzarsi. Se non lo fa, approfitta di quello che hanno fatto altri. In questo caso credo sia giusto, come qualcuno ha proposto, assumere provvedimenti restrittivi nei confronti dei non vaccinati, per limitarne la mobilità negli spazi pubblici. Perchè la circolazione dei non vaccinati favorisce fortemente il contagio. Già dobbiamo fare i conti, in Toscana, con circa 370 mila bambini fino a dodici anni che, in questo caso per legge, non possono vaccinarsi. Per tutti gli altri, quelli che non si vaccinano per scelta, dovranno essere studiate misure che ne limitino la circolazione".

16 novembre 2021
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