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Sicurezza alimentare. Nas chiudono azienda produttrice di pane e pizza

Pavimenti sporchi e rotti, pareti scrostate, muffe, macchie di umidità, tubazioni cosparse di ruggine. Nel corso dell’operazione i Carabinieri Nas di Ancona hanno sequestrato oltre 10 tonnellate di alimenti, tra cui 55mila pizze  destinate alla commercializzazione nel nord Italia.

03 DIC - Considerata assenza dei requisiti minimi necessari a garantire la sicurezza degli alimenti oggetto dell’attività aziendale, i Carabinieri del Nas di Ancona hanno proceduto alla chiusura di un’azienda della provincia di Pesaro Urbino operante nel settore della produzione e confezionamento di prodotti da forno, che svolgeva la propria attività in locali e con attrezzature del tutto inadeguati dal punto di vista igienico sanitario, “tali da mettere in pericolo la salubrità degli alimenti”, riferisce una nota dei Nas.

I locali adibiti alla lavorazione di pane, pizze e focacce, riferiscono infatti i Nas, versavano in “pessime condizioni igienico sanitarie”, con pavimenti sporchi e rotti in diversi punti, pareti scrostate, muffe e macchie di umidità diffuse sugli intonaci, tubazioni cosparse di ruggine. Anche le attrezzature utilizzate per la produzione erano “sporche e carenti di manutenzione”; tra queste, le celle di lievitazione, caratterizzate da diffusa sporcizia, avevano guarnizioni rotte ed usurate, tali da non garantire una corretta conservabilità dei prodotti stoccati. Inoltre, per la conservazione dei prodotti finiti congelati, la ditta utilizzava un container, posto nel piazzale esterno adibito a parcheggio, del tutto abusivo e non autorizzato a tale scopo.


Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati 2,5 tonnellate di materie prime (tra cui oltre 1 tonnellata di farina, 600 kg di olio di semi e diversi quintali di margarina), nonché di 55mila confezioni di pizze di vario tipo (al pomodoro e alle olive), focacce e pane surgelati (per un peso di 8 tonnellate), destinati ad una ditta lombarda che li avrebbe commercializzati nel Nord Italia. Oltre ad essere conservati in strutture non idonee, questi alimenti erano privi di documentazione attestante la rintracciabilità.

Contestate al titolare dell’azienda sanzioni amministrative per un importo di diverse migliaia di euro.
 

03 dicembre 2012
© Riproduzione riservata


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