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Remunerazione farmacie. Molise boccia proposta Balduzzi. “Bisogna tutelare le rurali”

Per il presidente Michele Iorio la bozza presenta "forti elementi di criticità”. Salvaguardare le rurali che, “con notevoli difficoltà”, garantiscono la capillarità e la presenza del Ssn sul territorio. Chieste modifiche o discrezionalità regionale. In Molise le rurali sono 117 su un totale di 163 farmacie.

13 FEB - Se non interverranno modifiche per evitare penalizzazioni alle farmacie rurali o “quanto meno sull’opportunità di lasciare alle singole regioni il compito di disporre sulla materia”, la Regione Molise “esprimerà parere negativo” sulla bozza di Decreto del ministro della Salute che revisiona il sistema di remunerazione delle farmacie e dei grossisti.

Lo assicura il presidente della Regione, nonché vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Michele Iorio, in una lettera inviata al presidente della Conferenza, Vasco Errani, e al coordinatore della commissione Salute delle Regioni, Luca Coletto.

La bozza, già calendarizzata in Conferenza Stato Regioni il 7 aprile ma rinviata alla riunione straordinaria del 21 febbraio, non piace infatti a Iorio, soprattutto perché penalizza le farmacie rurali, cioè quelle che, a fronte di “notevoli difficoltà”, garantiscono nelle aree del Paese orograficamente disagiate e nei piccoli comuni prevalentemente montani “la capillarità e la presenza del Ssn”. Iorio sottolinea quindi come per il Molise si tratti di una questione importante, dal momento che “il totale delle farmacie della Regione Molise è di 163 e che le farmacie rurali sono ben 117, di cui 67 con un bacino di utenza inferiore ai 1.000 abitanti”.


Ecco, nel dettaglio, i “forti elementi di criticità” rilevati da Iorio nella bozza del Governo, che “non rispecchia la reale situazione di alcuni territori, tra i quali il Molise”.

“Preliminarmente – scrive Iorio ad Errani e Coletto – serve evidenziare come la scelta di prevedere una quota percentuale, sostanzialmente elevata, quantomeno se confrontata con il valore previsto dal precedente accordo sottoscritto dalla filiera con l’Aifa lo scorso 16 ottobre, risulta in contrasto con il dettato normativo di cui alla legge n. 122 del 2010, che prevedeva una remunerazione basata su una prestazione fissa in aggiunta a una ridotta percentuale sul prezzo”.

Ma cioè che il Molise sottolinea, in particolare, riguarda “la necessità di garantire ai cittadini il mantenimento dei Livelli essenziali di assistenza e, a tale riguardo – afferma Iorio -, è imprescindibile portare all’attenzione della Commissione Salute alcune considerazioni di vitale importanza per molti territori e quindi per la popolazione che vi risiede”.

“La Regione Molise – spiega il presidente – risulta essere orograficamente disagiata e i piccoli comuni, prevalentemente montali, risultano essere molto distanti dai centri di servizi pubblico e proprio in questi piccoli centri risiedono persone anziane, bisognose delle cure mediche in modo maggiore rispetto alle altre fasce della popolazione”.

Per Iorio, quindi, “non si può fare a meno di rilevare che la bozza elaborata dal ministero della Salute e dal ministero dell’Economia risulta essere penalizzante proprio per questi piccoli esercizi che fino ad ora sono stati in grado di garantire la capillarità e quindi la presenza del sistema sanitario nazionale sul territorio con notevoli sacrifici”.

Dal Molise arriverà quindi il parere negativo alla bozza, a meno che, sottolinea Iorio, non ci saranno modifiche su quanto evidenziano o “quanto meno sull’opportunità di lasciare alle singole Regioni il compito di disporre in materia”. Ipotesi, tuttavia, non condivisa da Federfarma, che pur mostrando “vivo apprezzamento per la difesa” svolta dal presidente Iorio a favore della farmacia rurale, si dice contraria alla “regionalizzazione della remunerazione, in armonia con la sentenza della Corte Costituzionale n. 295 del 2009 emanata in merito a un’iniziativa della Regione Puglia”
 

13 febbraio 2013
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