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Lombardia. Cgil su Cure Palliative: “Melazzini ‘smemorato’. Tagliati i fondi”


Questa la replica del sindacato alla risposta data dall’assessore alla Sanità in merito ai tagli denunciati nei giorni scorsi dalla stessa Cgil. Per Melazzini si sarebbe trattato solo di tagli virtuali mentre la Cgil parla di un finanziamento di 7.770.000 euro a fronte di un fabbisogno di oltre 12.000.000 di euro.

21 FEB - “La dichiarazione dell’Assessore Melazzini che i tagli alle cure palliative, denunciati dalla Cgil nel comunicato stampa del 19 febbraio, sono solo virtuali sorprende. A un’attenta lettura di tutte le delibere inerenti il finanziamento delle Reti Sanitarie emerge con chiarezza che nel luglio del 2011 (Dgr 1963) furono accreditati numerosi enti per la potenziale presa in carico di 6171 pazienti. In base alle tariffe definite (Dgr 1963) ed essendo il tempo medio di assistenza di trenta giorni (Decreto 13466 del dicembre 2010) lo stanziamento necessario a coprire il fabbisogno ammonterebbe a più di 12.000.000 di euro”. Così Sonia Ribera, segretaria generale Fp Cgil Medici Lombardia, ha replicato alle dichiarazioni dell’assessore alla Sanità, Mario Melazzini, che nei giorni scorsi aveva parlato della mancanza di fondi soltanto come conseguenza “di un fatto di gestione contabile”.

“È evidente che un finanziamento di 7.770.000 euro non avrebbe potuto coprire i costi sostenuti per assistere i pazienti autorizzati. A dire il vero i pazienti presi in carico sono stati meno del previsto, considerato che i costi sostenuti dalle Aziende Sanitarie ammontano a circa 10.000.000 di euro - ha spiegato Ribera - si fatica a comprendere come si possa definire l’accaduto ‘un fatto di gestione contabile’”.

 
Parimenti risultano oscure al sindacato le ragioni per cui la “gestione contabile” abbia penalizzato principalmente il pubblico. “Nell’attesa che le previsioni di stanziamento per il 2012 vengano ratificate da appositi atti deliberativi, sarebbe opportuno che le Direzioni Aziendali fossero messe nelle condizioni di giustificare i costi per servizi non finanziati, altrimenti questa condizione esiterà in un taglio del personale sanitario dedicato alle cure palliative e quindi dell’assistenza ai pazienti oncologici terminali”, ha proseguito la sindacalista.
“Ricordiamo che definanziare i servizi dedicati ai pazienti in cure palliative, oltre a essere una scelta eticamente discutibile – ha concluso - comporterà il ricorso ad altre strutture del Servizio Sanitario Regionale, quali il Pronto Soccorso, con un inevitabile incremento dell’inappropriatezza delle prestazioni sanitarie erogate”.

21 febbraio 2013
© Riproduzione riservata


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