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Roma. Biondelli (Pd): "Governo fornisca subito risposte ai malati del Cem"

La deputata del Pd ha lanciato un appello nell'Aula di Montecitorio a tutti i colleghi. "Continuiamo a ricevere mail dei familiari che chiedono un intervento sul futuro dei servizi". Il servizio ambulatoriale della struttura esiste dal 2004 in qualità di centro privato convenzionato.

27 MAR - “Sollecitiamo il governo a dare risposte ai malati del Centro di educazione motoria (Cem) di Roma e ai loro genitori, che aspettano ancora notizie certe sul futuro del centro. Si tratta di garantire il diritto all’assistenza di disabili gravi e gravissimi che non possono essere abbandonati assieme alle loro famiglie”. E’ l’allarme lanciato da Franca Biondelli, deputata del Pd, nell’aula di Montecitorio.

“Anche in questi giorni - prosegue Biondelli - abbiamo ricevuto delle mail di familiari e operatori del Cem che chiedono un intervento sul futuro del Centro. Alcuni mesi fa parlamentari del Pd avevano condiviso la battaglia dei disabili e dei loro cari contro la paventata chiusura di alcuni ambulatori in conseguenza alla riorganizzazione della Croce rossa. Dopo tanti mesi, tutto è ancora fermo e non ci sono garanzie sulla prosecuzione dei servizi. Anche la nostra interrogazione presentata lo scorso novembre al ministro Balduzzi è rimasta senza risposta così come non è stato istituito il tavolo tecnico di confronto con la Croce rossa, richiesto dalla collega Argentin, per arrivare in tempi brevi ad un accordo programmatico definitivo”.


Il Cem rischia di interrompere l’erogazione del servizio, soprattutto perché lo scorso 31 dicembre non è stato trovato l’accordo per la gestione del centro nel suo complesso con il mantenimento degli standard chiesti dal Cem. Il servizio ambulatoriale del Cem esiste dal 2004. Gli ambulatori sono due, uno per adulti, dove sono seguite soprattutto, ma non solo, persone colpite dal morbo di Parkinson, attualmente una ventina, e uno per bambini da 0 a 14 anni: attualmente svolgono programmi riabilitativi 35 ragazzi, mentre sono circa 70 quelli in lista d'attesa sia per la neuro psicomotricità sia per la riabilitazione del linguaggio. Due sono i medici neuropsichiatri infantili, vi sono poi nell'equipe due logopediste, una terapista della neuro psicomotricità dell'età evolutiva e una psicologa. Si tratta di un centro privato convenzionato, almeno fino ad ora, quindi a supporto c'è la convenzione con le Asl: il centro fa la valutazione del caso e stila un programma terapeutico per ogni bambino che condivide in un portale, sulla base di quello la Asl di riferimento eroga il rimborso.
 

27 marzo 2013
© Riproduzione riservata


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