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Marche. Spacca: "Riforma sanitaria è urgente o si rischia il commissariamento"

Così il presidente della regione in un intervento alla direzione regionale del Pd. “È fondamentale abbandonare la filosofia di una passiva conservazione” altrimenti “la strada dell’aggravamento dei costi determinerebbe l’ipotesi di un commissariamento inaccettabile”. Subito il nuovo Piano sociosanitario.

29 MAR - Il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, punta dritto all’avvio concreto di una stagione di riforma per la sanità marchigiana. Ed è ciò che ha ribadito con forza alla direzione del Pd regionale, in quello che potrebbe essere stato il giorno decisivo per l’avvio della riforma come già previsto dal Piano sociosanitario approvato dal Consiglio regionale. Nella sua relazione il presidente ha sottolineato che “la strategia della Regione è chiara e scandita. Ora occorre rapidità di azione, è fondamentale abbandonare la filosofia di una passiva conservazione. Perché se non si realizza immediatamente la riforma sanitaria, assicurando i territori sulla rimodulazione dei servizi a garanzia della loro sicurezza, la strada dell’aggravamento dei costi determinerebbe l’ipotesi di un commissariamento inaccettabile”.
 
Nonostante il loro profilo di regione virtuosa le Marche ha specificato Spacca “presentano alcuni dati di sistema che preoccupano gravemente, perché sono sintomi di inefficienza e inappropriatezza. Il primo è il numero degli ospedali: sul territorio regionale ce ne sono 33, tanti quanti erano previsti nel precedente Piano sanitario che risale al ‘98, ben 15 anni fa. Una cifra che pone le Marche nelle ultimissime posizioni tra le Regioni italiane che viceversa, in questi anni, hanno proceduto ad una decisa azione di riorganizzazione e riduzione del numero delle strutture ospedaliere. Secondo dato preoccupante, la dimensione media degli ospedali marchigiani. Le Marche occupano una poco lusinghiera penultima posizione, davanti solo alla Calabria, con 166 unità, contro una media nazionale di 315. Tutte le regioni virtuose sono al di sopra di questa media”.

 
Di fronte a questo scenario per il governatore “non è più possibile rimanere fermi e conservare un assetto della sanità sostanzialmente statico”.
Bisogni mutati e finanziamenti ridotti altri due temi caldi affrontati da Spacca. “Il quadro dei bisogni è sensibilmente mutato, a causa del forte invecchiamento della popolazione che richiede in misura crescente servizi sociosanitari e sempre meno quelli per le acuzie. In questi anni si è inoltre modificata la dotazione e la conoscenza tecnologica, e con essa il profilo dei servizi. Ma soprattutto ad essere cambiato, in maniera drastica, è il quadro finanziario di riferimento”.
 
“Nel 2013 – ha specificato - è necessario recuperare 188 milioni di euro di tagli ai trasferimenti da parte del Governo nazionale, cifra che nel prossimo biennio sale complessivamente a quota 500 milioni. Ma anche se questi tagli non fossero stati attuati, sarebbe stato comunque necessario riformare il sistema sanitario, soprattutto in termini di appropriatezza. Si sono esauriti tutti i margini a disposizione che, sino ad oggi, hanno garantito alla sanità regionale fondi crescenti negli anni, anche grazie al trasferimento sulla sanità di risorse regionali destinate ad altri settori. Il governo regionale lo ha fatto perché era convinto, e continua ad esserlo, che la salute è il diritto fondamentale di ogni cittadino”.
 
Oggi, però, lo scenario è cambiato e non è dunque più possibile, né pensabile, rimanere ancora fermi e conservare l’esistente. Spacca ha dunque esortato ad agire coerentemente: “È necessario arrivare rapidissimamente a realizzare quanto previsto dal Piano sociosanitario approvato dal Consiglio regionale. Un Piano che prevede tre livelli di assistenza: l’alta specializzazione, il network territoriale per le acuzie, le strutture sociosanitarie. La realizzazione della case della salute, con la collaborazione dei medici di famiglia e di strutture sanitarie specializzate, consentirà di migliorare il livello di sicurezza delle comunità e dei territori. In questo senso bisogna sicuramente, come viene richiesto, innalzare il livello di comunicazione e saper interpretare alcune richieste di maggiore equità”.
 
La Regione è dunque determinata ad agire, anche se come sottolinea lo stesso Spacca “nell’ultimo periodo si è già perso troppo tempo per rincorrere esigenze localistiche o rendite di posizione che sacrificano gli interessi generali. La maggioranza in Consiglio regionale, che ha condiviso questa strategia scritta anche nel bilancio 2013-2015 approvato dall’Assemblea, non avrà sicuramente ripensamenti. Anche dai parlamentari ci si aspetta una maggior confronto che porti ad una condivisione di responsabilità che si riferisca ai problemi complessivi della regione Marche e non alle esigenza di breve periodo”.

29 marzo 2013
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