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Lombardia. Brescia: tutti i successi del percorso diagnostico per bimbi asmatici

Dal 2007 è attivo "Io e Asma", iniziativa volta a insegnare come riconoscere i sintomi della malattia. La percentule di pazienti con asma controllato è salita da 44% a 79%. E 1 bimbo su 2 non assume più farmaci senza effetti collaterali.

17 GIU - In Italia vivono oltre 3 milioni di asmatici, il 6% della popolazione. Si tratta di una malattia che predilige i pazienti più fragili: i giovani. Tra loro l’incidenza, infatti, è pari al doppio ed è in continua crescita: è arrivata ormai al 10%. Sono oltre 900mila bambini e ragazzi in tutto il Paese, 21mila nella sola provincia di Brescia.

“Sei su 10 faticano a seguire la terapia – spiega il prof. Sergio Pecorelli, Rettore dell’Università degli Studi di Brescia – Di conseguenza, corrono un rischio decisamente maggiore di andare incontro a crisi respiratorie e di recarsi al pronto soccorso. Proprio per dare una mano a loro e alle famiglie, fin dal 2007 è operativo presso gli Spedali Civili il Centro “Io e l’Asma”, che propone un percorso diagnostico terapeutico educazionale (PDTE): insegniamo come riconoscere i sintomi della malattia e il corretto utilizzo dei farmaci, tramite schede informative, giochi e supporti multimediali (www.ioeasma.it). I risultati confermano che si sono praticamente azzerate le visite dal medico, gli accessi al pronto soccorso e i ricoveri”.


Un altro traguardo fondamentale è la riduzione dell’utilizzo di medicinali giornalieri. Infatti, dall’avvio del percorso al terzo controllo, la percentuale di pazienti con asma controllata (con e senza terapia quotidiana) è aumentata dal 44% al 79%. Dato ribadito anche dopo 18 mesi di follow-up. Un bambino su 2, inoltre, non assumeva più alcun farmaco, senza effetti collaterali.

“Ma, proprio perché non consideriamo ancora completo il percorso che serve realmente ai nostri assistiti e vogliamo occuparcene a 360 gradi, siamo partiti nel 2012 con l’esperienza internazionale ‘Promozione della Salute nel modello Io e l’Asma attraverso l’Expanded Chronic Care Model’ – aggiunge il dr. Sebastiano Guarnaccia, responsabile del Laboratorio Clinico Pedagogico e Ricerca Biomedica/Centro ‘Io e l’Asma’ degli Spedali Civili di Brescia, durante il Convegno di presentazione al Rettorato – È un modello dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Significa prendere in carico bambini e ragazzi e inserirli nei percorsi diagnostico-terapeutici già consolidati, ma con l’innovazione di espanderli, personalizzarli e integrarli con percorsi di promozione della salute”.

17 giugno 2013
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