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Lazio. La regione all'avanguardia nell'assistenza sanitaria ai detenuti

di Marzia Caposio

Metà delle carceri ha adottato la "Carta dei Servizi Sanitari". E' quanto emerge da una lettera inviata dal Garante dei Detenuti, Angiolo Marroni, al Presidente della Regione Nicola Zingaretti. Il documento è utilizzato in sette strutture su quattordici, mentre in altre quattro sono state avviate procedure per adozione.

20 AGO - Il Lazio si conferma regione all’avanguardia per quanto riguarda la tutela della salute dei detenuti. E’ quanto emerge da una lettera inviata dal Garante dei Detenuti, Angiolo Marroni, al Presidente della Regione Nicola Zingaretti. Il dato più importante è che nella metà delle carceri della regione, cioè 7 su14, e nell’Istituto Penale Minorile di Casal del Marmo, le prestazioni per i reclusi sono regolate e garantite da una Carta dei Servizi Sanitari ad hoc.

E’ il coronamento di un percorso virtuoso innescato proprio dal Garante che ha spinto per favorire la nascita di tavoli tecnici congiunti tra Aziende sanitarie, Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, direzioni delle carceri e Garante istituiti in modo da realizzare una cabina di regia unica ed efficace.

"Ad una anno dalla prima Carta dei servizi adottata nel Lazio, a Civitavecchia - ha sottolineato il Garante nella missiva - raccogliamo i frutti di un paziente lavoro. Le Carta finora adottate coinvolgono sette carceri: le due di Civitavecchia, Regina Coeli e le 4 del complesso polipenitenziario di Rebibbia, per un totale di 4.468 detenuti sui 7.234 attualmente reclusi. E in altre quattro realtà, Latina, Viterbo, Rieti e Velletri, sono state avviate le procedure per l’adozione del documento".


 Le Asl RmA (Regina Coeli), RmB (complesso di Rebibbia) e RmF (i due istituti di Civitavecchia)  hanno  deliberato l’adozione della Carta dei Servizi Sanitari e l’istituzione del Tavolo Tecnico di monitoraggio. La Asl di Rieti e quella di Latina hanno deliberato l’istituzione del Tavolo ed hanno avviato l’elaborazione della Carta, la Asl RmH (che ha competenza sul carcere di Velletri), sta elaborando la delibera per la costituzione del Tavolo ed anche la Asl RmE (che ha competenza sull’IPM di Casal del Marmo) ha accettato la proposta di costituire il Tavolo tecnico.

"Quello alla salute – ha osservato Marroni - è il diritto maggiormente violato in carcere. Un dato, questo, che nel Lazio assume una valenza ancor più rilevante vista la situazione in cui versa il sistema sanitario regionale. In questo contesto di emergenza, l’adozione delle Carte dei servizi sanitari per i cittadini detenuti è un segnale di speranza e di civiltà”.

Marzia Caposio

20 agosto 2013
© Riproduzione riservata


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