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Ictus. Insediato il tavolo di lavoro per rete ospedale-territorio


Il primo obiettivo è quello di una mappatura delle strutture del territorio per fare un quadro preciso dell'attuale situazione. Lo studio inizierà dalla valutazione dei dati sulle schede di dimissione. Infine verrà tracciata una cartina dei costi complessivi, compresi quelli sostenuti dalle famiglie. 

13 NOV - “Una mappatura che ci dia il senso reale sulla situazione sulla rete del l'ictus. Una ricerca di dati, non sempre governati, che possa arricchire quanto già esiste in materia sulla parte delle acuzie". E' il principale obiettivo che si pone il tavolo nazionale di lavoro ospedale-territorio sulla rete dell'ictus promosso da Federsanità Anci che si è insediato il 12 novembre a Roma. Nel corso dell'incontro il coordinatore del tavolo, Maurizio Dore, direttore generale dell'Asl To5 di Chieri (To) ha posto l'accento sugli aspetti fondamentali del percorso del l'ictus a iniziare dai fattori di prevenzione per terminare con la riabilitazione passando attraverso il momento acuto.
 
“La vera scommessa se vogliamo dare delle i risposte efficaci sul l'ictus - ha detto Dore - parte come tutti sappiamo dalla prevenzione ma dobbiamo creare dei presupposti sostenibili quando il paziente, dopo le dimissioni dall'ospedale, torna sul territorio. In questa fase tutti i soggetti che si occupano di socio-sanitario-assistenziale, sono chiamati ad intervenire. E’ la fase più delicata perché, sovente, il paziente rientra in situazioni già complesse come solitudine, famiglie che non sempre riescono a farsi carico completo del congiunto o semplicemente carenza di strutture adeguate a ricevere il paziente stesso. In questa fase sono coinvolti i medici della prevenzione, quelli ospedalieri, quelli di famiglia e quelli del territorio ma anche i sindaci e il mondo delle associazioni”. 
 
Tutti i partecipanti al tavolo sono concordi che l'Italia è un Paese variegato che presenta regioni in grave ritardo nell'applicazione della rete per l'ictus. Il tavolo, si è per questo dato dei parametri che attraverso la ricerca dei dati possa riuscire a dare risposte sia ai pazienti, sia al sistema.
Lo studio inizierà dalla valutazione dei dati sulle schede di dimissione. I parametri vanno dall’individuazione delle strutture di riferimento ai tempi di rilevamento dell’insorgenza del problema da parte del paziente o di chi gli sta accanto, dai tempi per raggiungere la struttura più adeguata al trattamento iniziale per arrivare, appunto alle dimissioni e al ritorno sul territorio e le risposte che qui vengono date. Infine verrà tracciata una cartina dei costi complessivi compresi quelli che vengono sostenuti dalle famiglie e che, sovente non vengono conteggiati dal sistema. 
 
Il gruppo si incontrerà con cadenza trimestrale utilizzando la rete internet per lo scambio di informazioni. “Quando si parla di salute – conclude Dore - ci si riferisce sempre più spesso alla prevenzione e alla cultura dello star bene. Vorremmo inserirci in questo contesto per essere uno dei riferimenti per dell’ambito socio-sanitario che è proprio nel ruolo di Federsanità Anci”. 

13 novembre 2013
© Riproduzione riservata

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