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Campania. Verifica Piano di rientro. Resta disavanzo ma i conti migliorano. Sui Lea la situazione è critica. Il verbale

La stima per il 2013, prima delle coperture, presenta un disavanzo di 65 mln rispetto ai -111 mln del 2012. Ma l’elenco dei nodi insoluti, a partire dai Lea è ancora lungo: reti assistenziali, riorganizzazione rete ospedaliera e territoriale e punti nascita per citarne alcuni. Bene il programma operativo 2013-2015. Si riducono i tempi di pagamento ma sul groppone rimane un debito di 6,9 miliardi. IL VERBALE

27 GEN - La Regione Campania sembra aver imboccato la strada del risanamento dei conti sanitari dopo gli sconquassi dell’ultimo decennio. Ma a questo ‘miglioramento’ non è certo corrisposto un altrettanto simile upgrade dei servizi e della loro qualità. Lo sanciscono i Tavoli di verifica ministeriali per il Piano di rientro e la verifica dei Lea nella loro relazione post verifica del 27 novembre.
Ma partiamo dai numeri. La Regione Campania a consuntivo 2012 presentava un disavanzo di 111,076 mln di euro. Dopo le coperture a valere sulla leva fiscale massimizzata relativa all’anno d’imposta 2013 il cui gettito disponibile è pari a 232,978 mln di euro, ha pertanto evidenziato un avanzo di 121,902 mln di euro. Per il 2013, invece, le stime in merito all’andamento del II trimestre 2013 prevedono una perdita di 65,097 mln di euro, sempre prima delle coperture (le tasse ndr).
 
Guardando invece ai debiti essi sono pari a 6.971,630 mln di euro, comprensivi delle rettifiche/elisioni di consolidamento al 31.12.2012. Da evidenziare come rispetto all’anno 2011 essi hanno subito un decremento di 1.109,481 mln di euro.

 
Un andamento che permane negativo ma che segna in ogni caso il rallentamento delle perdite.
Ma come dicevamo i nodi da sciogliere sono plurimi ricordando come la Regione sia sempre tra le ultime nella graduatoria degli adempimenti e dell’erogazione dei Lea.
Innanzitutto i Tavoli di verifica rilevano “il persistere di criticità nelle contabilizzazioni aziendali sia con riferimento al conto economico che con riferimento allo stato patrimoniale”.
 
Criticità anche nei rapporti con le strutture accreditate, per cui i Tavoli ministeriali “invitano la struttura commissariale a fornire i dati sul numero delle strutture che sono state accreditate in modo definitivo, quelle in corso di definizione dell’iter e da ultimo quelle per le quali è stata rigettata l’istanza in quanto mancavano i requisiti, rispetto al numero totale delle strutture”. Ancora non pervenuti anche i protocolli di Intesa con Federico II e SUN. Chiarimenti richiesti anche  relativamente al processo di trasformazione che interessa SORESA e circa la graduale attuazione della Centrale Unica dei Pagamenti.
 
Riguardo alle Reti assistenziali per intensità di cure, i Tavoli di verifica  “rinnovano l’invito a procedere con celerità alla costituzione del Dipartimento Interaziendale Trapianti  e rimangono in attesa dei chiarimenti richiesti”.
 
Altra criticità annosa riguarda la riorganizzazione dei punti nascita, per cui non è ancora pervenuta l’informativa circa il numero dei punti nascita non rispondenti ai criteri di sicurezza e sui provvedimenti relativi all’individuazione e alla loro chiusura. Inoltre, restano in attesa che la struttura commissariale relazioni circa i controlli delle cartelle cliniche dei punti nascita pubblici e privati accreditati per la verifica dell’appropriatezza degli interventi soprattutto relativamente alla percentuale e alle indicazioni del taglio cesareo secondo i criteri dell’Accordo del 16/12/2010”.
 
Ribadito anche l’invito alla struttura commissariale di “procedere alla redazione di un nuovo atto programmatorio di rimodulazione della rete ospedaliera, conformandosi alle indicazioni degli standard nazionali anche tenendo conto della bozza di regolamento di cui al DL 95/12 e degli standard sulle unità complesse e semplici approvati dal Comitato Lea”.
 
Sulla riorganizzazione della rete territoriale Tavolo e Comitato preliminarmente hanno valutato che il fabbisogno risulta coerente con gli standard utilizzati dal Comitato Lea. Tuttavia, “rilevano criticità per le riconversioni che appaiono in eccesso quali quelle relative Case di Cura neuropsichiatriche e per le cure domiciliari ancora inadeguate rispetto ai parametri standard”.
 
Valutata positivamente invece la proposta di Programma operativo 2013-2015 trasmessa il 02.10.2013. I Tavoli di verifica “valutano nel complesso adeguatamente impostato lo stesso, subordinatamente alle prescrizioni di cui al presente verbale. Pertanto la struttura commissariale può emanare l’atto formale per la sua approvazione che recepisca le prescrizioni indicate”.
 
Sui tempi di pagamento, infine, il verbale rileva i notevoli progressi ma è evidente che i 60 giorni richiesti dall’Europa sono ancora una chimera. Si prende “atto delle attività volte alla sistemazione delle carte contabili e delle attività inerenti l’attuazione del piano dei pagamenti che ha permesso alla regione di abbassare i tempi di pagamento, secondo la fonte Assobiomedica, per il periodo gennaio-settembre 2013 a 622 giorni in luogo dei 783 giorni registrati nell’analogo periodo dell’anno 2012”. 
 
Luciano Fassari

27 gennaio 2014
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