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Sicilia. Radiologi: “Liste d’attesa e macchinari spenti per mancanza di personale”

E' ricca di strumentazione all'avanguardia, che tuttavia rischia di diventare obsoleta prima ancora di essere appropriatamente utilizzata. La denuncia al convegno promosso sabato scorso a Catania. Capodieci (Fassid Snr Sicilia): “Sbloccare i concorsi per assumere medici e tecnici”.

27 GEN - Potenziare gli screening per la prevenzione dei tumori, incrementare l’offerta di prestazioni diagnostiche e abbattere le liste d’attesa. Sono queste le priorità sanitarie della Regione Sicilia. Tuttavia difficili da realizzare, a causa della “carenza di personale, soprattutto nella branca radiologica, che non consente di trovare un punto d’incontro tra domanda e offerta, da cui deriverebbero benefici tanto all'utenza quanto alle risorse professionali impiegate”. A lanciare l’allarme è stato il segretario regionale dell’area radiologica Fassid Snr Sicilia, Giuseppe Capodieci, in occasione del convegno “Prestazioni sanitarie: quale appropriatezza?” svolto sabato mattina a Catania.

“Attualmente le dotazioni organiche delle aziende ospedaliere – ha spiegato Capodieci - prevedono in tutta la Sicilia 600 radiologi in servizio, ma questo numero rimane ancora solo sulla carta, in considerazione del fatto che mancano all'appello 70 medici nei posti previsti dagli Atti aziendali. Inoltre, su tutto il territorio regionale abbiamo 140 macchinari cosiddetti ‘pesanti’, tra Tac e Risonanze magnetiche di ultima generazione, che vengono utilizzati soltanto per un turno di lavoro (6 ore), e non dodici ore al giorno così come previsto dalle recenti normative regionali. È semplice dunque comprendere quanto e come si potrebbe potenziare l'offerta se solo venissero sbloccati i concorsi per l'assunzione di nuove risorse”. La Sicilia, hanno spiegato infatti i relatori del convegno, possiede un parco-macchine tra i più innovativi d'Italia, grazie ai finanziamenti europei, che hanno permesso d'investire in tecnologie di ultima generazione. “Abbiamo strumentazioni all'avanguardia, che hanno due o tre anni di vita – ha aggiunto Capodieci - non dobbiamo e non possiamo aspettare che diventino vecchie e obsolete”.


Il sottoutilizzo delle macchine diagnostiche contribuisce peraltro ad allungare le liste di attesa per i pazienti, che per un esame programmabile (e non urgente) sono costretti ad attendere fino a cento giorni: “La parola d'ordine è appropriatezza - ha affermato il senatore Antonio Scavone, radiologo, tra gli ospiti dell'incontro - in Sicilia una prestazione radiologica su tre è inutile: ciò incide sui costi della gestione, sulla qualità del servizio e sull'efficienza delle stesse prestazioni. Da una parte occorre razionalizzazione e buona organizzazione all’interno della categoria, dall’altra un necessario potenziamento dell'organico: sono questi gli unici parametri da seguire per superare le criticità. La categoria dei radiologi siciliani si sta impegnando sull'approccio clinico e sui percorsi diagnostici - così come previsto dal decreto regionale 2428 del 17 dicembre 2013, adesso aspettiamo gli strumenti operativi - le risorse umane - da parte della Regione Siciliana”.

“Non comprendiamo il motivo di questo blocco di assunzioni - conclude Capodieci - si parla tanto di rimodulazione della rete ospedaliera e di tagli dei posti letto, ma le prestazioni diagnostiche di radiologia spesso sono ambulatoriali e, al contrario, sono a supporto della prevenzione. Vogliamo dunque risposte concrete per operare con quella efficacia ed efficienza che dovrebbe essere propria di una sanità moderna”.
 

27 gennaio 2014
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