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Campania. Sblocco turn-over: in arrivo altri 48 dirigenti. Ma per la Cimo: "Poca trasparenza negli avvisi delle Asl"

In totale salgono così a 256 le nuove assunzioni previste entro l’estate nelle Asl e negli ospedali della Campania a fronte di 275 richieste dalla Regione. La Cimo punta il dito sulla previsione negli avvisi di mobilità di una valutazione per colloquio oltre che per titoli.

20 MAR - Sblocco del turn-over del personale sanitario: spiragli in vista, in Campania, per l’assunzione di altre 48 unità della dirigenza e del comparto in deroga ai vincoli previsti del Piano di rientro dal deficit: dopo il semaforo verde del ministero della Salute di una settimana fa giunge ora il sì preliminare anche del dicastero delle Finanze da ratificare, a stretto giro, con il definitivo decreto del governo. Si tratta di 48 immissioni in ruolo che vanno ad aggiungersi alle 208 unità sbloccate dal decreto firmato dai tre ministri vigilanti (Salute, Finanze e Affari regionali) il 14 gennaio scorso. In totale salgono così a 256 le nuove assunzioni previste entro l’estate nelle Asl e negli ospedali della Campania a fronte di 275 richieste dalla Regione.
 
Deroghe che in questa fase sono a valere sull’anno 2012 per rapporti di lavoro cessati nel 2011. Le assunzioni, che con il decreto di gennaio erano concentrate nell’area dell’emergenza-urgenza, ora saranno allargate anche ad altri settori dell’assistenza territoriale e ospedaliera regionale in cui si registrano carenze di organico. E in lista di attesa ci sono ulteriori 308 posti relativi alla seconda annualità (anno 2013 per rapporti cessati nel 2012). Cifra su cui, tuttavia, ancora non c’è pieno accordo tra Ministero e Regione.


Linee guida in arrivo
Intanto a Palazzo Santa Lucia sede della Regione si lavora alle ultime limature delle linee d’indirizzo per l’avvio delle procedure di reclutamento del personale da notificare ai manager di Asl e ospedali entro fine marzo. L’orientamento è procedere per aree vaste provinciali così da riassorbire in maniera omogenea le lacune negli organici.
I direttori generali però giocano d’anticipo e in molte Asl campane si registrano già i primi avvisi pubblici per la mobilità che, per legge, ha la precedenza sui concorsi per le assunzioni ex novo.

Cimo: colloqui illegittimi
Qui non manca la voce critica dei sindacati: la Cimo, in particolare, punta il dito sulla previsione, negli avvisi di mobilità di una valutazione per colloquio oltre che per titoli. il testo dell’articolo 27 del decreto ministeriale del 30 gennaio del 1982 che regola le prove concorsuali di Asl e ospedali si evince che 60 punti sono assegnati per i titoli, 40 per le prove di esame scritte e solo 10 punti sono assegnati al colloquio “Abbiamo constatato – dice Antonio De Falco, segretario regionale della Confederazione italiana medici ospedalieri, che sul punto ha appena inviato una nota alla struttura commissariale - che la maggior parte, se non tutti gli avvisi di mobilità (volontaria, regionale interregionale, a tempo determinato o indeterminato), prevedono il colloquio come prova di esame. Ad un approfondimento della questione non abbiamo trovato alcun sostegno normativo. Riteniamo, pertanto, che l’imposizione del colloquio sia illegittimo”.
 
I dipendenti di un’azienda sanitaria – si legge nella lettera della Cimo – possono trasferire il proprio contratto di lavoro presso un’altra azienda sanitaria con una semplice richiesta di mobilità volontaria. La materia è in effetti disciplinata dall’articolo 20 del contratto collettivo di lavoro siglato nel 2000 che dispone che la mobilità dei dirigenti tra le aziende e tutti gli enti del comparto, anche tra regioni diverse, in presenza della relativa carenza di organico, avviene a domanda del dirigente che abbia superato il periodo di prova, con l’assenso dell’azienda di destinazione e nel rispetto dell’area e della disciplina di appartenenza.

“Ciò significa– spiega ancora De Falco – che il trasferimento può essere attuato su semplice istanza dell’interessato senza alcuna procedura di verifica dell’idoneità o procedure concorsuali. Né può valere l’ipotesi di procedere ad una graduazione tra i candidati laddove questo avviene per mezzo dei titoli di servizio e culturali, dell’età anagrafica ed eventualmente, a parità di condizioni, per esigenze familiari o condizioni sociali. Analoghe disposizioni sono contenute nel contratto di lavoro del comparto sanità. Ora se questo vale per i dirigenti del comparto non si vede perché non debba valere anche per i dirigenti medici. Laddove pure si volesse ammettere il colloquio negli avvisi questo non dovrebbe in ogni caso assurgere a prova di ammissione e dunque andrebbe esclusa una verifica sulla disciplina pena la trasformazione di un avviso pubblico in un vero e proprio concorso sovrapposto a quello che il dirigente ha già precedentemente superato e che la legge riserva in tale modalità alle sole figure apicali ”.
"La illogicità e la poco trasparenza di tale procedura - secondo De Falco - è tanto più evidente se si considera che il DM 30/1/82 che regola la normativa concorsuale nelle Asl e Ao prevede il colloquio per le sole figure apicali. Difatti l'art. 27, nel disciplinare le modalità della prova di esame per detti concorsi, affida 60 punti per i titoli e 40 per le prove di esame di cui solo 10 punti per la prova orale. E' del tutto evidente che un avviso pubblico per colloquio non può prevedere un punteggio di 50 punti per i titoli e 50 punti per il colloquo. (Modalità più frequentemente riportata negli abbisi pubblici anzidetti)".

Ettore Mautone 

20 marzo 2014
© Riproduzione riservata


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