Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Sabato 21 SETTEMBRE 2019
Regioni e Asl
segui quotidianosanita.it

Calabria. I fondi per pagare i fornitori ci sono ma non vengono usati. Assobiomedica: “Intervenga la Regione”

L’associazione dei produttori di dispositivi medici tuona contro i ritardi della Regione nei pagamenti dei fornitori sanitari, "soprattutto se è vero che le strutture sanitarie hanno a disposizione anticipazioni di liquidità”. I debiti della Calabria ammontano a 380 milioni di euro, i tempi superano in media l'anno.

07 MAG - “È assurdo che la Regione Calabria non consideri quello dei debiti verso i fornitori sanitari un problema da risolvere con urgenza. Soprattutto se, come si legge sulla stampa locale, le strutture sanitarie calabresi hanno a disposizione anticipazioni di liquidità che non utilizzano. Questo significa approfittare dell’attenzione che le imprese hanno nei confronti dei cittadini per evitare un’interruzione del pubblico servizio, quando sarebbero più che legittimati a sospendere le forniture”. Questo il commento di Assobiomedica, l’Associazione di Confindustria che rappresenta le imprese produttrici di dispositivi medici, alla notizia che ci sarebbero fondi a disposizione delle strutture sanitarie al momento inutilizzati per pagare i fornitori, come riportato ieri dal Quotidiano di Calabria.

“Le aziende di dispositivi medici – ha dichiarato Stefano Rimondi, Presidente di Assobiomedica - si trovano in situazioni drammatiche e vantano un credito solo nei confronti della Regione Calabria che ammonta a 380 milioni di euro, ovvero il 10% dello scoperto nazionale. Inoltre, dai dati elaborati dal Centro Studi di Assobiomedica risulta che il problema dei pagamenti non riguarda solo l’Asp di Reggio Calabria – come riportato dalla stampa -, ma di tutte le Asp regionali e non solo. I giorni di ritardo dell’Asp reggina sono infatti passati dagli 893 di dicembre 2012 ai 905 di dicembre 2013, quelli dell’Asp di Catanzaro sono aumentati da 615 a 793, mentre quelli dell’Asp di Cosenza erano 1.022 nel 2012 e 1.1177 nel 2013. Senza considerare l’Azienda ospedaliera Mater Domini di Catanzaro che è la peggiore pagatrice d’Italia con 1.260 giorni di ritardo (dati dicembre 2013)”.


“Ci auguriamo – ha concluso Rimondi – che il decreto n.66/2014 risolva almeno il problema della certificazione dei debiti pregressi e avvii un processo di ricognizione dell’insoluto dato che, a quanto risulta ad Assobiomedica, alcune strutture sanitarie calabresi non sono nemmeno in grado di quantificare le fatture insolute”.

07 maggio 2014
© Riproduzione riservata


Altri articoli in Regioni e Asl

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy