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Lazio. Inaugurato da Zingaretti il centro di radioterapia del Campus Bio-Medico

Saranno quasi 2mila i pazienti che potranno essere curati in un anno. Un intervento nel delicato settore delle cure oncologiche, per ridurre le liste d’attesa. Il Centro è dotato di tecnologia TrueBeam, apparecchio in grado di distruggere in modo più selettivo il tessuto tumorale, con nuove prospettive di cura per tumori finora difficili da contrastare con la radioterapia.

17 MAG - Sono 10mila i pazienti oncologici sottoposti ogni anno a trattamenti di radioterapia nella Regione Lazio e la domanda di cure registra una tendenza a crescere. Con l’inaugurazione, oggi, del nuovo Centro di Radioterapia, il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico sarà in grado di trattare quasi 2mila pazienti all’anno. Risulteranno ridotti i tempi d’attesa della struttura da oltre due mesi a circa 15-20 giorni per i casi meno urgenti, 5-7 giorni per le urgenze e 24 ore per le emergenze. Sono questi i numeri e i vantaggi per i cittadini dell’accordo tra Regione Lazio e Campus Bio-Medico di Roma, sancito stamane con il taglio ufficiale del nastro da parte del Presidente della Regione, Nicola Zingaretti.
 
Zingaretti ha anche annunciato la decisione di escludere le prestazioni salvavita dai limiti di spesa fissati ogni anno dal Servizio Sanitario della Regione Lazio con le strutture sanitarie convenzionate. Tra queste, anche i trattamenti oncologici. “La sanità deve tenere i conti a posto – ha sottolineato il Presidente della Regione Lazio – ma in un Paese civile, per prestazioni come le cure oncologiche non possono esserci budget e burocrazia che tengano. Cancellare i tetti alle prestazioni salvavita contribuirà alla lotta senza quartiere per il taglio delle liste d’attesa nella Regione. I conti stanno tornando a posto – ha concluso Zingaretti – e possiamo considerare credibile portare la Regione finalmente fuori dal commissariamento entro il 2016”.


Cuore tecnologico del Centro di Radioterapia del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico è l’acceleratore lineare TrueBeam, in grado di dirigere i propri raggi contro la massa tumorale con precisione millimetrica, tenendo conto di ogni minimo spostamento che la massa può subire durante il trattamento, come conseguenza della respirazione o di altri movimenti naturali dell’organismo del paziente. Una battaglia ad alta precisione, regolata da fisici e medici mediante modelli virtuali che programmano l’orientamento dei fasci del raggio prima del trattamento applicato realmente sul paziente. È su questa precisione dell’azione di ‘bombardamento' che l’innovazione tecnologica si gioca la possibilità di effettuare irradiazioni sempre più intense contro il tumore, senza danneggiare però i tessuti e gli organi sani vicini.

Questo permette di migliorare l’indice terapeutico per alcuni tumori prima poco trattabili con la radioterapia, come quelli della pleura (mesoteliomi, in forte aumento a causa dell’inquinamento da amianto), della prostata (per la difficile posizione tra vescica e retto), del midollo spinale e dell'addome superiore: “Oggi, ad esempio – ha osservato Lucio Trodella, Direttore dell’Unità Operativa di Radioterapia Oncologica del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico – si può dire al malato di cancro alla prostata: puoi essere sottoposto a una moderna radioterapia senza bisogno di bisturi e con le stesse possibilità di sopravvivenza dell’intervento chirurgico”. Un vantaggio soprattutto per i soggetti anziani, spesso non operabili. Più in generale, TrueBeam consente un trattamento ottimale di tutti i tumori vicini a organi particolarmente delicati o critici. È il caso del tumore al midollo, per il quale le tradizionali radioterapie comportano il rischio di mielite trasversa, ossia la rottura della fragile struttura molecolare del midollo, non in grado di sopportare il ‘peso’ della radioterapia. “Oggi, con queste metodiche – ha proseguito il professore – riusciamo invece ad arrivare anche a 2-3 millimetri di distanza dal midollo, curando questi tumori senza effetti collaterali”.
 
“L’accordo con la Regione Lazio per il potenziamento dell’attività di Radioterapia del nostro Policlinico Universitario – ha commentato Felice Barela, Presidente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma – rappresenta una risposta concreta del Servizio Sanitario al bisogno di cure dei cittadini in un ambito particolarmente delicato come l’oncologia. Siamo molto soddisfatti per questo accordo e per la fiducia della Regione nella qualità delle cure erogate dal nostro Policlinico. Ringrazio anche i molti donatori che hanno sostenuto il Campus Bio-Medico di Roma nella realizzazione del nuovo Centro, che sarà a disposizione di tutta la collettività”.

Nei piani di sviluppo del Centro è prevista anche l’attivazione, nel prossimo futuro, della Brachiterapia, forma di radioterapia in cui la sorgente di radiazioni è collocata direttamente all'interno dell’organismo o comunque nelle vicinanze della massa tumorale. Un metodo utilizzabile in modo efficace per il cancro della cervice, della prostata, della mammella, per le neoplasie della pelle e che può essere adottato per i tumori di molte altre regioni anatomiche. 

17 maggio 2014
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