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Sardegna. Paci a sindacati e imprese: “Se non risaniamo la sanità qualunque sviluppo è impossibile”

L’assessore ha spiegato che quella approvata dalla Giunta per il 2016 è “una manovra espansiva con la quale vogliamo sostenere e moltiplicare i segnali di ripresa”. Ma, ha ribadito, “prima va risanata la Sanità”, perché "ogni euro in più rispetto a quel fabbisogno standard lo sottraiamo agli altri settori".

15 GEN - L’assessore ha spiegato che si tratta di “una manovra espansiva con la quale vogliamo sostenere e moltiplicare i segnali di ripresa” ma, ha ribadito, “prima va risanata la Sanità”, per coprire la quale la Regione spende “circa 400 milioni in più rispetto al fabbisogno annuo stimato dal Cipe: ogni euro in più rispetto a quel fabbisogno standard lo sottraiamo agli altri settori", evidenzia Paci.

“La Finanziaria 2016 vuole sostenere e moltiplicare i segnali di ripresa dell'economia sarda ma se non si risana il debito della Sanità non si riuscirà mai e in alcun modo a fare sviluppo". Perciò la manovra da 7 miliardi e 400 milioni che l'assessore della Programmazione e del Bilancio Raffaele Paci, insieme al capo di Gabinetto della Presidenza Filippo Spanu, ha presentato ieri pomeriggio ad associazioni sindacali, di categoria e alle imprese, "ha due obiettivi: sostenere la ripresa, che c'è e va aiutata con politiche espansive, e risanare il buco nelle casse della Sanità alla quale quest'anno sono destinati 350 milioni in più”. A precisarlo è la Regione Sardegna in cui Paci ribadisce che “non si può continuare a far finta di niente, quel debito va risanato e solo dopo si potrà ripartire davvero. È una scommessa di tutta la Giunta e dobbiamo vincerla, perché se non siamo in grado di rimettere a posto la Sanità qualunque discorso sullo sviluppo è inutile".


La nota sintetizza quindi i contenuti della Finanziaria 2016, approvata dalla Giunta a dicembre, che consentirà di spendere 7 miliardi e 400 milioni di euro: “è la prima in pareggio di bilancio e sarà ora discussa in Consiglio regionale. Nonostante la necessità di una decisa spending review, gli investimenti nelle politiche di crescita della Regione restano importanti e procedono sul doppio binario dei fondi del Bilancio e della Programmazione Unitaria. Per l'Istruzione nel 2016 sono disponibili 252 milioni; 212 per il Lavoro; 512 per la Competitività del sistema produttivo; 398 per la Protezione dell'Ambiente; 512 per Infrastrutture e Agenda Digitale; 538 per la Mobilità”.

“È una manovra espansiva con la quale vogliamo sostenere e moltiplicare i segnali di ripresa che stanno arrivando dalla nostra economia e che pensiamo si possano rafforzare quest'anno, con un incremento stimato dell'1% del Pil - ha ribadito l'esponente della Giunta Pigliaru -. Ma lo ripeto, prima va risanata la Sanità, perché la Giunta precedente non ha lasciato i conti in ordine e bisogna intervenire urgentemente. La Sanità sarda spende circa 400 milioni in più rispetto al fabbisogno annuo stimato dal Cipe: ogni euro in più rispetto a quel fabbisogno standard lo sottraiamo agli altri settori". Perciò, spiega la nota, “il Piano di rientro della Sanità che riporterà in equilibrio i conti nell'arco di un triennio sarà accompagnato da un aumento temporaneo dell'Irap per le imprese, che resta a zero per le nuove, e dell'Irpef ma solo per le fasce più abbienti”. "Avevamo l'aliquota all'1,23% uguale per tutti, ora introduciamo le fasce progressive che sono alla base di qualunque principio di equità sociale, universalmente riconosciuto. Paga di più chi più guadagna: proteggiamo invece le fasce più deboli, infatti circa il 70% dei sardi pagherà meno. La flat rate è la negazione dell'equità sociale: io rivendico l'azione riformista della Giunta che inserisce la base universale di equità sociale ovvero la progressività delle aliquote, che però vengono ridotte a 0,90% per i redditi fino a 15mila euro, e anche nella fascia successiva fino a 30mila euro c'è una riduzione".

La Giunta precisa quindi che “anche questa Finanziaria, come quella dello scorso anno, si basa sulla programmazione unitaria dei fondi europei, nazionali e regionali. Ottima la performance del mutuo infrastrutture, che ha speso 60 milioni nell'anno iniziale e nel 2016 ne spenderà altri 126, e decisiva la chiusura della Vertenza entrate che assicura certezza di risorse con un gettito di 150 milioni all'anno e il pagamento di altri 600 milioni di arretrati in 4 anni dopo i primi 300 già pagati nel 2015”. Infine gli accantonamenti: "Anche la Sardegna deve partecipare al risanamento del debito pubblico nazionale - ha concluso l'assessore Paci - ma le cifre vanno riviste, e su questo abbiamo aperto un confronto con il governo".

Dal capo di Gabinetto della Presidenza Spanu l’invito a sostenere fortemente la stagione delle riforme. "Riforma degli Enti Locali, della Sanità e della Regione sono le tre partite su cui la Giunta punta moltissimo. Da parte dell’Esecutivo c'è una fortissima volontà di chiuderle in tempi brevi, ma le riforme vanno sostenute e portate avanti con la collaborazione di tutte le parti della società".

15 gennaio 2016
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