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Piemonte. Delibera rete ospedaliera, il TAR respinge il ricorso dei consiglieri Cinquestelle

Ad annunciarlo l’assessore della Sanità, Antonio Saitta. “Riconosciuti completamente sia il merito sia la correttezza della procedura adottata dalla Giunta”. Ma i Pentastellati, che contestano come la delibera sia stata approvata senza il coinvolgimento del Consiglio, annunciano un possibile ricorso al Consiglio di Stato.

22 GEN - “Tutti i ricorsi contro la delibera della Giunta regionale 1-600 che ha rivisto la rete ospedaliera del Piemonte si sono dimostrati infondati, anche quelli più 'politici' che contestavano la correttezza delle nostre procedure: sono sempre stato convinto di aver agito nel rispetto della norma e per il bene della sanità piemontese. Sapere che il TAR ci ha dato ancora una volta ragione, mi rafforza nel lavoro che resta da completare per chiudere finalmente la pagina del commissariamento e far uscire il Piemonte dal piano di rientro dal debito sanitario". Con queste parole l'assessore alla sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta ha annunciato la sentenza del Tar Piemonte che ha respinto anche il ricorso presentato dai consiglieri regionali del Movimento Cinquestelle, per i quali la delibera di revisione della rete ospedaliera avrebbe dovuto essere approvata dal Consiglio regionale e assoggettata al dibattito politico tipico delle assemblee legislative. Sulla delibera 1-600, la Regione Piemonte ha visto le proprie ragioni riconosciute dinanzi al TAR sia nei tre ricorsi presentati dai Comuni di Nichelino, Moncalieri e dalla casa di cura Cellini contrari alle scelte sui reparti di emodinamica, sia nel ricorso presentato dal Comune di Tortona che in quello presentato dai consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle. Il Comune di Susa aveva invece ritirato il proprio ricorso, dopo averlo presentato.


In questo caso il TAR, riferisce Saitta, ha riconosciuto la correttezza della procedura adottata scrivendo, nella sentenza, che la Giunta regionale, “lungi dall’usurpare un potere che non le apparteneva, ha, in verità, dettato le disposizioni indispensabili per adeguare la rete ospedaliera regionale piemontese ai nuovi cogenti parametri, senza adottare un nuovo piano socio-sanitario, bensì svolgendo le funzioni di indirizzo tecnico-amministrativo e di coordinamento delle attività delle aziende sanitarie attribuitele dalle norme.”

 “Il compito della Giunta e dell’assessorato alla Sanità – conclude Saitta - è di assumere provvedimenti che siano coerenti con le disposizioni nazionali e con i vincoli del piano di rientro. Confido che tutti i soggetti che avevano scelto la via giudiziaria per contrastare il riordino della sanità piemontese comprendano che la Giunta Chiamparino ha agito con serietà, correttezza e soprattutto con la competenza necessaria".

Incassata la sconfitta, i consiglieri del Movimento 5 Stelle annunciano però che non intendono arrendersi: “Accogliamo con il consueto rispetto questa sentenza, ma continuiamo a ritenere illegittima la delibera di Giunta, per questo ci riserviamo di ricorrere al Consiglio di Stato. Le motivazioni che ci hanno portato a rivolgerci alla giustizia amministrativa a nostro avviso restano valide – spiegano in una nota -. La Giunta infatti ha modificato autonomamente il Piano socio sanitario senza passare dal Consiglio regionale come prevedono le leggi vigenti in materia di programmazione sanitaria”.

Per il Gruppo regionale del Movimento 5 Stelle, il ricorso al TAR contro la Delibera ribattezzata "Sfascia ospedali", era stata “una strada obbligata visto l'atteggiamento di chiusura al dialogo nei confronti delle opposizioni, dei territori e delle amministrazioni locali dimostrato da questa Giunta”. Ai tempi della presentazione del ricorso i consiglieri sostenevano infatti, in una nota, che “tali atti, come la DGR 1-600, devono quindi essere approvati da coloro che sono stati scelti dai cittadini Piemontesi e non solo da un organo esecutivo come la Giunta”, come sostenuto “dall’articolo 121 della Costituzione e dagli articoli 26-28-56 dello Statuto della Regione Piemonte che attribuiscono al Consiglio regionale la funzione legislativa e quella programmatoria, come quella di ambito sanitario”.

22 gennaio 2016
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