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Sicilia. Linee guida radiologiche. Tecnici di radiologia: “Sono inaccettabili, così si dovranno chiudere i presidi ospedalieri”

Per il Coordinamento Regionale Collegi Provinciali Tsrm di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani la loro applicazione avrà gravi conseguenze sul diritto alla salute dei cittadini: “La Regione si è lasciata sopraffare dai capricci della lobby medica e dai suoi sindacati”

08 FEB - “Siamo esterrefatti. Una Regione che più di altre dovrebbe sostenere lo sviluppo della teleradiologia (anche per la particolare tipologia del suo territorio) e più di altre dovrebbe sostenere l’ampliamento delle competenze delle professioni sanitarie, nella fattispecie i tecnici di radiologia (la logica medico centrica è risultata un fallimento economico e le speranze sono riposte sull’applicazione del comma 566), si è lasciata sopraffare dai capricci della lobby medica e dai suoi sindacati, senza tenere conto del grave danno che tale comportamento porterà alla nostra già martoriata Terra. Continueremo a dire “no”alle linee guida radiologiche, continueremo a stare dalla parte del cittadino, continueremo a tutelare il diritto alla salute”.
 
È quanto ha dichiarato in una nota il  Coordinamento Regionale Collegi Provinciali Tsrm di Agrigento-Caltanissetta-Catania-Enna-Messina Palermo-Ragusa-Siracusa-Trapani commentando la decisione della Regione che all’unanimità, nel tavolo con i sindacati medici e con l’approvazione dell’Assessore alla Salute, ha ufficialmente condiviso l’importanza delle Linee guida per le procedure inerenti le pratiche radiologiche clinicamente sperimentate, “facendo dietrofront” dopo che tutte le Regioni ne hanno chiesto il ritiro al Ministro Lorenzin, per il tramite del Presidente della Conferenza delle Regioni, Bonaccini.

 
“Negli ultimi anni, anche di fronte e importanti carenze e incertezze organizzative – sottolinea il Coordinamento Regionale Collegi Provinciali Tsrm – i tecnici di radiologia, con determinazione, hanno voluto tutelare il cittadino e i suoi interessi, garantendo comunque il loro contributo, ma oggi arriva l’ennesima conferma che il decisore è assoggettato a coloro i quali hanno anch’essi un interesse: il loro. Abbiamo fatto un censimento dei Presidi ospedalieri delle Aziende sanitarie dove l’applicazione delle linee guida determinerebbe l’immediata chiusura”.
 
Adesso le scelte che poniamo in capo all’Assessore, proseguono i tecnici di radiologia, sono due: “assumere una moltitudine di medici radiologi, la cui funzione sarebbe solo quella di assicurare la presenza fisica senza dare alcun contributo aggiuntivo rispetto alla prassi consolidata, considerato che il tecnico di radiologia è abilitato dallo Stato ad eseguire prestazioni radiologiche anche in assenza fisica del radiologo; chiudere i presidi precludendo al cittadino un diritto, comunque assicurato con le medesime modalità anche negli ultimi 15 anni, ovvero da quando le linee guida avrebbero dovuto essere emanate, in ottemperanza all’art. 6 del D.lgs 187/00. Nel primo caso si dovrebbero impiegare risorse che la Regione certamente faticherebbe a trovare, nel secondo soluzioni alternative utili a garantire il diritto alla salute in tutto il territorio, comprese le aree disagiate e le isole.
 
“Se queste sono le scelte della Regione ognuno dovrà assumersene la responsabilità – hanno aggiunto – i tecnici di radiologia siciliani hanno ripetutamente chiesto un confronto che non è mai arrivato, non subiranno in silenzio, e non saranno soli: la Federazione nazionale, i Collegi, il Coordinamento regionale Tsrm e tutte le organizzazioni sindacali hanno già manifestato il loro sostegno, hanno compreso la gravità delle conseguenze dell’applicazione delle linee guida, al pari delle altre Regioni. Continueremo a dire “no”a queste linee guida, continueremo a stare dalla parte del cittadino, continueremo a tutelare il diritto alla salute”.

08 febbraio 2016
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