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Migrazione sanitaria: luci, ombre, opportunità e limiti del sistema sanitario italiano. A Napoli il primo summit di Mediterraneo Sanità 

Promosso da Motore Sanità e Federsanità Anci il convegno ha visto la partecipazione di numerosi esperti e rappresentanti delle istituzioni sanitarie italiane. Ecco le sfide da affrontare per il rilancio della sanità del Sud

14 FEB - Migrazione sanitaria, tra le regioni italiane e tra i paesi europei, come fattore di sviluppo e di cooperazione, ovvero motore di scambi culturali, di ricerche, formazione e buone pratiche all’interno del bacino del Mediterraneo ma anche spia delle disfunzioni del servizio sanitario nazionale in Italia e conseguenza delle differenze di qualità e di governance dei sistemi sanitari regionali.
 
Questo il tema affrontato dal primo summit di Mediterraneo Sanità che si è concluso nei giorni scorsi a Napoli. Un convegno, organizzato da Motore Sanità e Federsanità Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani)  protagonisti di una Sanità che si interroga su questo rilevante problema di governo dell’assistenza evidenziando le possibili azioni e interventi per far valere il diritto di ogni cittadino ad ottenere le cure migliori nel proprio luogo di residenza e a carico del proprio sistema sanitario.
 
Qui il nodo che emerge subito è lo storico e strutturale gap che vede il Sud Italia e in particolare la Campania e la Calabria, configurarsi come forti esportatori di pazienti verso altre regioni.

 
Non solo per patologie di elevata complessità, ad elevato impegno terapeutico per le quali possono esserci carenze professionali e tecnologiche ma anche per patologie più banali, da quelle ortopediche a quelle oculistiche, che vengono curate con ricoveri anche di soli uno o due giorni e dunque ad elevato rischio di in appropriatezza.
 
Una migraziuone sanitaria in questo caso da correggere e scoraggiare, da un lato rendendo più attrattive le unità operative presenti in loco e dall’altro attraverso accordi di confine, tra regioni limitrofe che consentano di funzionare secondo logiche di area vasta e con deroghe ai tetti di spesa per la mobilità in entrata per le strutture private accreditate che insistono in regioni, come la Campania, sottoposte a piano di rientro. 
 
Ad aprire il summit di Mediterraneo Sanità è stato il vice sindaco di Napoli Raffaele Del Giudice che ha sottolineato il ruolo dei primi cittadini come principale autorità sanitaria delle città, nel garantire il diritto costituzionale della salute forse anche più dei presidenti di Regione laddove questo ruolo sia commissariato, per il governo della salute, nell’ambito dei piani di rientro.
 
“I comitati dei sindaci e i presidenti di tali organismi – ha detto Del Giudice – hanno voce in capitolo sugli standard di personale necessari a garantire i Lea e per fornire più mezzi alle strutture ricettive. Il prodotto delle due giornate di lavori – ha spiegato Del Giudice – sarà l’implementazione di documenti importanti per un’amministrazione come la nostra che fa dell’amministrazione della Sanità un bene comune”.  
 
Ettore Mautone

14 febbraio 2016
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